Trapani-Livorno 0-0. Un punto e poche emozioni

Proviamo, per una volta,  a fare gli ottimisti che se di motivi per esserlo ce ne sono davvero pochi. Il pareggio contro il Trapani interrompe la serie di due sconfitte consecutive, permette al Livorno di restare a meno quattro dal Bologna e la difesa non ha subito gol (LA CRONACA). Onestamente queste considerazioni diventano futili se consideriamo che: in due trasferte contro Crotone e Trapani rispettivamente ultima in classifica e peggior difesa del campionato il Livorno ha raccolto soltanto un punto con zero gol fatti e, salvo un paio di circostanze, non tirando mai in porta (LA CLASSIFICA). Nonostante questo il secondo posto, come detto, continua a essere a portata di mano segno che questo campionato rischia di essere quello del “potevo ma non ce l’ho fatta”. (LE INTERVISTE) 

Per chi voleva dagli amaranto una prova di carattere può essere contento soltanto in minima parte. Già perché, ai punti, il pareggio va più che bene ma davanti non c’era la Roma o la Juventus, bensì il Trapani: peggior difesa del campionato (1,7 media gol subiti a partita), senza vittoria da sette partite (otto con questa) e al momento 16esimo in classifica. La domanda viene spontanea: era possibile fare di più? Beh, meno era difficile, ma si vede che ora il Livorno più di questo non può fare. Dispiace perché in un campionato veramente modesto come questo sarebbe bastato poco, pochissimo per poter essere al posto del Carpi.

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 Gol cercansi – La prodezza di Siligardi con il Varese è e resta l’ultima volta che il Livorno ha gonfiato la rete. Dopo sono arrivate tre partite all’asciutto. Possibile che improvvisamente gli amaranto non sappiano più segnare? Potremo stare qui le ora a dire “ma se Biagianti con l’Avellino segnava…”, ma il problema vero è che questa squadra non arriva più sottoporta con la facilità con la quale ci arrivava prima. Anche contro il Trapani, le uniche vere occasioni sono arrivate o da palla inattiva (punizione di Vantaggiato) e da un errore degli avversari. Gelain aveva chiesto di essere meno leziosi e di provare anche la conclusione da fuori area, ma così non è stato.

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Quale futuro – Quale deve essere il vero obiettivo del Livorno da qui alla fine? Se diamo uno sguardo alla classifica, verrebbe da sperare nella promozione diretta, ma vedendo il gioco espresso dagli amaranto al momento i playoff sono più alla portata. Il campionato per fortuna è ancora lungo e tutto può accadere, certo è che Gelain deve entrare nella testa dei giocatori e far capire loro che non è accettabile giocare due partite così. D’accordo che oggi è subentrata la paura di perdere, ma chi lotta per la A deve avere più cattiveria. Sembra che le altre squadre facciano di tutto per farci restare a galla, non gettiamo al vento tutti questi regali.

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La partita –  Gelain cambia ancora la formazione a causa delle squalifiche di Emerson e Luci. In difesa arretra Lambrughi con Gemiti che va a sinistra. Sull’out opposto c’è Maicon con Jelenic che ha il duplice compito di incontrista e attaccante. All’inizio sembra di rivedere i fantasmi di Crotone: Livorno troppo schiacciato dietro e incapace di reagire. Fortuna che la difesa sembra insuperabile, ma l’attacco non gira. Siligardi e Vantaggiato sbattono contro il muro siciliano e solo una punizione dell’ex Padova scalda le mani di Gomis. Nella ripresa Gelain fa tirare il fiato ai suoi attaccanti e il risultato è che gli amaranto sembrano accontentarsi del pari. Già ma andrà bene anche a Spinelli? Lunedì ha difeso Gelain, ora probabilmente aspetterà la partita contro la Ternana prima di prendere decisioni.

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Il tabellino 

Trapani: Gomis, Perticone, Caldara, Terlizzi, Lo Bue, Falco, Zampa, Feola, Nadarevic (83′ Malele), Abate, Curiale (69′ Lombardi). A disp: Marcone, Martinelli, Rizzato, Ciaramitaro, Aramu. All. Boscaglia
Livorno: Mazzoni, Ceccherini, Bernardini, Lambrughi, Maicon (80′ Gonnelli), Biagianti, Pires, Jelenic, Gemiti, Siligardi (61′ Djokovic), Vantaggiato (75′ Galabinov). A disp: Bastianoni, Moscati, Rafati, Belingheri, Rivas, Jefferson. All. Gelain
Arbitro: Pairetto di Nichelino
Note: angoli 3-3, ammoniti Maicon, Jelenic, Djokovic, Ceccherini, recupero 0′ + 4′

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Mazzoni 6: una serata durante la quale viene chiamato in causa pochissime volte. La sua porta rimane nuovamente inviolata.

Ceccherini 6,5: si è rivisto il vero Ceccherini. Sicuro e preciso, non si lascia mai superare.

Bernardini 7: l’assenza di Emerson lo sposta al centro della difesa. Il biondo centrale comanda la retroguardia con autorevolezza vincendo il duello con Abate.

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Lambrughi 7: schierato nuovamente sulla linea dei difensori, dà l’impressione di prediligere questo ruolo a quello di esterno puro.

Maicon 5,5: difensivamente soffre maledettamente Nadarevic infatti Ceccherini spesso deve raddoppiare. Rispetto alle altre volte, spinge poche volte e senza lasciare il segno (80’ Gonnelli sv).

Biagianti 5,5: qualche buona giocata ma anche molti passaggi sbagliati. L’impressione è che potrebbe rendere molto di più.

Pires 6: l’inizio non è dei più incoraggianti ma, come un diesel, migliora con lo scorrere dei minuti. Tenta anche il tiro dalla distanza, ma la fortuna non lo assiste.

Jelenic 5,5: si fa in quattro per dare una mano sia all’attacco che a centrocampo. Il risultato è che spesso e volentieri non riesce a trovare la giusta posizione.

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Gemiti 6: la solita partita senza infamia e senza lode per l’italo tedesco. Spinge con il contagocce perché si preoccupa esclusivamente di tenere la posizione.

Siligardi 5,5: si impegna tantissimo e corre come un pazzo, ma da uno con la sua tecnica ci si aspetta sempre qualcosina di più, specie sottoporta (61’ Djokovic 6: il suo rientro sarà prezioso per il centrocampo amaranto. Peccato che salterà subito la prossima partita per squalifica).

Vantaggiato 6: è l’unico che riesce a far sporcare i guanti a Gomis. Prova a segnare in tutti i modi, ma si vede che è in debito di ossigeno. Giusto il cambio (75’ Galabinov sv).

All. Gelain 6: alcuni cambi fanno sobbalzare dalla sedia i tifosi. Probabilmente nella sua testa il primo obiettivo era non prenderle. Ci è riuscito, ma dal suo Livorno si voleva qualcosa di più.

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TRAPANI

Gomis 6,5: decisivo sulla punizione di Vantaggiato, per il resto ordinaria amministrazione.
Perticone 6: l’ex centrale amaranto si è adattato a fare il terzino, non male.
Caldara 7: il migliore delle retrovie. Arriva su tutti i palloni.
Terlizzi 6,5: l’esperienza lo aiuta e la difesa del Trapani oggi non le prende.
Lo Bue 6: spinge quando può anche se in difesa è da rivedere.
Falco 6,5: autentica spina nel fianco anche se Gemiti lo tiene a bada.
Zampa 5,5: il più in difficoltà a centrocampo.

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Feola 6: sfiora il gol con un gran destro, poi si mette davanti la difesa.
Nadarevic 6: parte come un razzo per poi perdersi col passare dei minuti (83 Malele sv).
Abate 5,5: rimandato anche se contro questa difesa amaranto era difficile passare.
Curiale 5,5: qualche buona giocata, ma perde il duello contro i difensori amaranto (69’ Lombardi 5,5: non fa meglio rispetto al compagno).
All. Boscaglia 6: ottiene quello che voleva, ovvero non perdere. Forse visto questo Livorno poteva osare un po’ di più.

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