Torino-Livorno 3 a 1. Squadra Immobile. Salvezza più lontana?

La squadra ha giocato con il lutto al braccio per la scomparsa dell'ex presidente Corasco Martelli

di rcampopiano

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Per restare in serie A devi giocare con grinta e cattiveria. Per restare in serie A devi avere un minimo di continuità nei risultati. Per restare in serie A non puoi avere una media di due gol presi a partita. Ecco il Livorno visto a Torino non ha niente di tutto questo. Per tutti i 90 minuti è sembrato di rivedere la squadra che perse 3-0 con il Chievo oppure, per stare in tempi recenti, quella del secondo tempo contro la Sampdoria. No, così proprio non va. Ci sta di perdere contro il Torino (specie se Immobile è in giornata di grazia), ma in questo modo non è ammissibile. Il diktat di Di Carlo è semplice : giocare con il coltello tra i denti ogni partita dando il 110%. Oggi questo messaggio non è stato proprio recepito.

La prima di due trasferte delicate è andata malissimo, speriamo che contro l’Atalanta vada meglio. Tornare da queste due partite con zero punti potrebbe essere un colpo durissimo da incassare, soprattutto per il morale. Per onor di cronaca dobbiamo dire che la fortuna continua a non sorridere al Livorno. Di Carlo ha perso Benassi per via della febbre, Emerson dopo neanche mezz’ora per infortunio e si è visto negare un rigore per un netto fallo di mano di El Kaddouri in piena aera. Appellarsi a questi episodi per giustificare una prestazione così opaca non è giusto perché per restare in serie A serve ben altro.

Avvio da brividi – Il tecnico amaranto si affida ancora al 3-5-2 ma oltre a Mbaye e Emeghara deve rinunciare anche a Benassi fermato dalla febbre. Dentro quindi Duncan, ma il ghanese è solo un lontano parente del giocatore ammirato lo scorso anno. A destra Piccini fallisce la chance che Di Carlo gli ha concesso mentre davanti Belfodil è ancora alla ricerca di se stesso. Se le prime partite avevano dato segnali incoraggianti, le ultime due stanno facendo sorgere più di un dubbio sulla sua condizione fisica. Se a tutto questo aggiungiamo che Paulinho si lascia sovrastare da Immobile a difesa schierata ecco che la frittata è fatta. Il gol subito è una mazzata tremenda alla quale si aggiunge l’infortunio di Emerson sostituito da Rinaudo. I primi 45 minuti sono un vero e proprio tiro al bersaglio e solo le parate di Bardi tengono a galla il Livorno.

Super Immobile – Castellini soffre maledettamente Cerci e la domanda viene spontanea: perché metterlo a marcare l’esterno quando già contro Iturbe aveva patito le pene dell’inferno? Fatto sta che anche Rinaudo non se la passa meglio con Immobile che lo beffa troppo facilmente in occasione del raddoppio. La terza rete dell’attaccante è un gioiello di rara bellezza: un tiro da fuori sul quale Bardi non può fare nulla. Certo bisognerebbe chiedersi perché Immobile calci in completa libertà, ma la risposta è fin troppo ovvia. Forte del vantaggio di tre gol, il Torino allenata la pressione e il Livorno riesce a rendersi un minimo pericoloso.

Sili c’è – L’unica nota positiva di questo pomeriggio da incubo è il ritorno in campo di Siligardi. Il trequartista può tornare molto utile in questo finale di campionato. Il gol della bandiera porta la sua firma: un sinistro al volo utile più alle statistiche che ad altro. Per la freccia emiliana si tratta del ritorno al gol dopo un momento difficile. Considerando che Emeghara e Belfodil al momento sono evanescenti, non è da escludere che nei prossimi match si possa tornare alla premiata ditta Paulinho-Siligardi tanto cara a Nicola. La trasferta di mercoledì di Bergamo contro l’Atalanta ci dirà molto sul proseguo di campionato di questo Livorno.

Il tabellino

Torino: Padelli, Bovo, Glik, Moretti, Maksimovic, Kurtic, Vives (80’ Gazzi), El Kaddouri, Darmian, Cerci (72’ Meggiorini), Immobile (75’ Tachtsidis). A disp: Berni, Gomis, Rodriguez, Vesovic, Basha, Farnerud. All: Ventura.

Livorno: Bardi, Ceccherini, Emerson (29’ Rinaudo), Castellini, Mesbah, Duncan, Biagianti (69’ Benassi), Greco (65’ Siligardi), Piccini, Paulinho, Belfodil. A disp: Aldegani, Anania, Gemiti, Coda, Bartolini, Valentini, Mosquera, Borja. All: Di Carlo.

Arbitro: Carmine Russo

Rete: 24’ Immobile, 59’ Immobile, 66’ Immobile, 87’ Siligardi

Note: angoli 11-6 per il Torino, ammonito Mesbah, recupero 3’ + 4’

pagelle 01

 Bardi 6,5 (uomo Quilivorno.it): strano quando perdi 3-1 premiare il portiere come migliore in campo. Nei primi 45 minuti ingaggia un duello personale con tutto il Torino e si deve inchinare solo al colpo di testa di Immobile. Incolpevole sugli altri gol granata.

Ceccherini 6: come spesso capita è il meno peggio della difesa amaranto. L’ultimo ad alzare bandiera bianca.

Emerson sv: in campo per solo mezz’ora. Speriamo che il suo infortunio non sia nulla di grave (29’ Rinaudo 5: stanotte avrà gli incubi se si addormenta con il pensiero di Immobile. L’attaccante se lo “beve” in più di un’occasione).

Castellini 5: dopo Iturbe, gli tocca Cerci e la velocità dell’esterno gli fa perdere la bussola. Di Carlo continua a insistere su di lui come terzo di difesa, farà bene?

Mesbah 5: AAA, cercasi disperatamente traversoni dalla corsia sinistra. L’algerino non spinge mai. Ammonito, salterà la trasferta di Bergamo

Duncan 4: che ti succede Alfred? L’anno scorso sembravi un toro scatenato mentre ora assomigli ad un timido gattino. Il ghanese appare nettamente in debito di ossigeno.

Biagianti 5: decisamente un passo indietro rispetto alle ultime uscite. Quasi sempre in ritardo nel chiudere gli avversari, annega con il resto dei compagni senza colpo ferire (69’ Benassi sv).

Greco 5: prova assolutamente da dimenticare. Un paio di buone giocate nel primo tempo ma nulla più. Spesso e volentieri si perde nel cuore del centrocampo (65’ Siligardi 6: l’unica nota positiva del match. Torna in campo e segna, forza Sili).

Piccini 5: male anche l’esterno. Ha i numeri per poter arrivare sul fondo con facilità, ma non si ricorda un suo cross. Era la sua occasione, non l’ha sfruttata.

Paulinho 5: chiude malissimo su Immobile e l’attaccante lo sovrasta in occasione del vantaggio granata. Un errore non da lui. Tenta di trovare i giusti varchi, ma sbatte sempre contro la difesa torinese.

Belfodil 4: fa peggio, e non era facile, del primo tempo contro il Bologna. Il suo apporto in fase offensiva non si può limitare ad un tiro in novanta minuti.

All. Di Carlo 5: chiedeva grinta e coraggio per questa partita invece raccoglie l’opposto. Continua ad insistere con Castellini e la scelta gli si ritorce contro. Coraggio Mimmo, non sbagliare anche contro l’Atalanta.

TORINO

Padelli 6: si gode un pomeriggio fin troppo tranquillo anche se nell’unico tiro in porta del Livorno non fa una bella figura.
Bovo 6,5: sicuro e preciso in ogni chiusura, altro giocatore rigenerato dalla cura Ventura.
Glik 6,5: il capitano si guadagna la pagnotta con interventi al limite della perfezione.
Moretti 7: lo voleva il Livorno e vista la prestazione viene da dire solo peccato che non sia venuto.
Maksimovic 6: potrebbe sfondare con maggiore frequenza, si limita al compitino affidatogli da Ventura.
Kurtic 6,5: tuttofare del centrocampo torinese. Imposta, chiude ogni varco e non si ferma mai.
Vives 6,5: davanti la difesa è una diga spesso insuperabile (80’ Gazzi sv).
El Kaddouri 6,5: graziato da Russo quando colpisce il pallone con la mano in area di rigore. Pregevole l’assist per Immobile.
Darmian 7: si mangia letteralmente Piccini. A sinistra è lui il padrone e lo dimostra in tutti i 90 minuti.
Cerci 5,5: impreciso e frettoloso. Ha due nitide occasione per segnare ma le fallisce (72’ Meggiorini sv).
Immobile 9: tre gol uno più bello dell’altro. Attaccante puro che la Juventus farebbe bene a riprendersi (75’ Tachtsidis).
All. Ventura 7: torna al successo grazie a super Immobile. Si conferma autentica bestia nera del Livorno. Il suo Torino se gioca così può seriamente pensare all’Europa.

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