Il ritorno di Nicola sulla panchina: “Dura ma non impossibile”

Spinelli aveva pensato di richiamare Nicola già dopo la sconfitta con il Chievo

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La sconfitta con il Milan costa la panchina a Mimmo Di Carlo. Al suo posto torna Davide Nicola (LEGGI QUI LA PRESENTAZIONE) che lunedì dirigerà il primo allenamento. Una decisione figlia della disperazione. Spetterà al tecnico della promozione, che lunedì dirigerà il primo allenamento, cercare il miracolo della salvezza. Di Carlo paga a caro prezzo le ultime prestazioni sottotono della sua squadra. Spinelli aveva già pensato di cacciarlo dopo la batosta subita contro il Chievo, ma alla fine era tornato sui suoi passi. Adesso invece non ha voluto sentire nessuno e ha deciso di cambiare nuovamente. Quella di Di Carlo comunque potrebbe non essere l’unica testa a saltare. Il rapporto tra Capozucca e il Livorno infatti potrebbe cessare già da domani, con un paio di mesi prima della scadenza del contratto del direttore sportivo.

LA PARTITA CON IL MILAN
Ci stava di perdere a San Siro, non doveva essere questa la partita della (probabile) svolta (LA CRONACA). Ma com’è possibile giocare un primo con il coltello tra i denti (e venire puniti al primo errore) e una ripresa moscia che più moscia non si può? Probabilmente se lo starà chiedendo anche Di Carlo (clicca per le INTERVISTE) che mastica ancora amaro. Come se non bastasse il Chievo, versione Real Madrid, ha pensato bene di farsi sconfiggere dal Sassuolo in casa rimettendo in corsa gli emiliani per la salvezza. Siccome le disgrazie non vengono mai da sole, a questo va aggiunto che il Milan doveva giocare dalla mezz’ora del primo tempo in dieci uomini visto che Abate ha steso Mesbah lanciato a rete. Ma quando hai una maglia rossonera addosso ti puoi permettere ogni cosa. 

Irrati e Balotelli – Di Carlo cambia modulo e parte degli interpreti. L’inguardabile Coda in panchina (il campo lo vedrà solo in cartolina) e dentro Rinaudo. In mezzo al campo c’è Duncan al posto dello squalificato Biagianti. Squadra in campo con un 4-4-2 accorto. L’unica spinta arriva da destra con l’instancabile Piccini mentre davanti Emeghara e Paulinho sono in giornata no. Specie il brasiliano che è parso svogliato e poco in forma. La punizione calciata alle stelle da buona posizione racchiude tutta la sua partita. La svolta potrebbe arrivare alla mezz’ora. Micidiale contropiede del Livorno e Mesbah salta Abate che non può far altro che stenderlo. Chiara occasione da gol, ma Irrati ammonisce solo. La beffa doppia arriva sul finire con Balotelli che di testa batte un Bardi troppo immobilizzato sulla linea di porta.

Addio Livorno – Nella ripresa, visti i primi 45 minuti, era lecito attendersi un Livorno da battaglia alla ricerca di un pareggio prezioso. Invece gli amaranto rimangono nello spogliatoio e il Milan ringrazia sentitamente. Prima Taraabt poi Pazzini (anche lui resuscita contro di noi) chiudono una partita sul quale si poteva scrivere un altro finale. Il Livorno sembra proprio non aver le forze né per reagire né per credere in questa salvezza. In alcuni frangenti sembra che tutti si siano rassegnati alla retrocessione. Di Carlo prova a spingere dalla panchina. Potesse entrerebbe lui in campo a prendere per il colletto tutti i giocatori. Ma quando poi ti vedi costretto a schierare Mosquera capisci che più di così oggettivamente non si può fare.

Flebile speranza – I risultati di oggi sono stati a dir poco disastrosi (CLASSIFICA). Il Sassuolo ha fatto il colpaccio con il Chievo, il Catania è resuscitato con la Sampdoria. Con la speranza che il  Bologna non colga punti allo Juventus Stadium, ma questo avrebbe dell’assurdo. Ora non resta che sperare nella prossima giornata che sarà assolutamente decisiva. Il Livorno deve (imperativo categorico) battere la Lazio e prestare un orecchio agli altri campi. Il Bologna attende una Fiorentina in cerca di punti per l’Europa mentre il Sassuolo ospita la Juventus. La speranza è quella di aggrapparsi alle due formazioni emiliane a quota 28, altrimenti addio.

Il tabellino

Milan: Abbiati; Abate, Rami, Mexes, Constant; De Jong (65’ Muntari), Montolivo; Taarabt, Kakà (73’ Pazzini), Robinho (81’ Saponara); Balotelli. A disposizione: Amelia, Gabriel, Bonera, De Sciglio, Silvestre, Zaccardo, Zapata, Emanuelson, Poli. All. Seedorf

Livorno: Bardi, Valentini, Rinaudo, Castellini, Piccini, Benassi, Duncan, Greco, Mesbah (56’ Siligardi), Emeghara (72’ Mosquera), Paulinho. A disp: Anania, Aldegani, Borja, Coda, Emerson, Belfodil, Bartolini, Tiritiello. All. Di Carlo

Arbitro: Irrati di Pistoia

Reti: 42’ Balotelli, 50’ Taraabt, 83’ Pazzini

Note: angoli 8-6 per il Milan, ammoniti Duncan, De Jong, Rinaudo, Abate, Rami, recupero 0’ + 2’

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Bardi 5,5: imbullettato a terra sul traversone di Costant che regala il gol a Balotelli. Gli altri gol gli arrivano da due passi e nulla può, ma deve imparare ad uscire altrimenti son dolori.

Valentini 6: se non lo fai giocare come centrale si dimostra anche un difensore che sa fare il suo mestiere. Si riscatta dopo i danni con il Chievo.

Rinaudo 6: in pochi avrebbero pensato che sarebbe stato tra i migliori del reparto arretrato.

Castellini 5,5: si lascia spostare con troppa facilità da Balotelli. La fisicità non è sicuramente il suo pezzo forte e si vede.

Piccini (uomo Quilivorno.it) 6,5: l’infortunio di Mbaye gli ha aperto le porte della corsia di destra. Dopo la partita con il Chievo, un’altra bella prova per l’esterno fiorentino che tanti grattacapi ha creato a Costant. E’ uno dei pochi che sembra giocare con il coltello tra i denti. Deve solo migliorare in difesa.

Benassi 5: in totale confusione in mezzo al campo. L’ex Inter sembra aver perso lo smalto che lo aveva contraddistinto nelle ultime partite (81’ Belfodil sv).

Greco 5: i numeri per essere un buon giocatore ce li ha, ma preferisce tenerseli per sé e mostrarli solo quando la situazione proprio non lo richiede.

Duncan 5,5: difficile quando non ti riposi mai durante l’estate essere al top in una stagione così combattuta. Eppure il centrocampista alla fine è uno dei meno peggio della zona mediana amaranto.

Mesbah 5: male per due motivi. A sinistra non spinge mai e infatti non ricorda mai un suo cross. Inoltre tarda nella chiusura su Balotelli in occasione dell’1-0 anche se Castellini non  è esente da colpe (56’ SIligardi 5,5: poteva e doveva fare qualcosina di più).

Emeghara 5: corri Eme, corri. Peccato che non si sta disputando la maratona. L’ex Siena non è pervenuto in attacco, ma questa non è una novità (72’ Mosquera sv: gioca solo nei grandi stadi, beato lui).

Paulinho 5: l’emblema della sua partita è la punizione calciata dal limite che finisce nel terzo anello. Svogliato, gioca una partita non da Paulinho. Speriamo si sia conservato il colpo in canna per la Lazio.

All. Di Carlo 6: la partita l’aveva preparata bene e nel primo tempo si è visto anche un buon Livorno. Però non è possibile prendere sempre gol nei minuti finali del primo tempo.

MILAN

Abbiati 6: pomeriggio di ordinaria amministrazione per il portiere rossonero.
Abate 5: graziato da Irrati. Meritava di andare a fare la doccia a metà primo tempo, ma avere la maglia rossonera serve.
Rami 5,5: rude, anche troppo. Pasticcia in più di un’occasione.
Mexes 6,5: preciso e puntuale in tutte le chiusure.
Constant 5,5: bel duello con Piccini con l’ex Chievo che spesso va in difficoltà.
De Jong 6,5: autentico amuleto per Seedorf, tanti muscoli al servizio della causa nerazzurra (65’ Muntari 6: non fa rimpiangere il compagno di reparto).
Montolivo 6,5: spesso e volentieri tiene a galla da solo l’intero centrocampo rossonero.
Taarabt 7,5: che gran bel giocatore. Dribbling e corsa e tanti assist per i compagni. Il tutto condito da un gol.
Kakà 5,5: in ombra il brasiliano che indovina veramente pochi palloni (73’ Pazzini 6,5: fa gol anche lui, mah).
Robinho 5,5: se buttasse dentro la metà delle occasioni che gli capitano vincerebbe la scarpa d’oro ogni anno (81’ Saponara sv).
Balotelli 7: micidiale. All’andata salvò la faccia al Milan, ora fa centro nell’unica occasione che ha.
All. Seedorf 6,5: quinta vittoria di fila, ma il vero esame per lui sarà domenica prossima nello scontro all’Olimpico con la Roma.

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