Livorno-Lanciano 1-0. “Gala” regala i tre punti

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Ci sono partite dove quello che conta non è il gioco o la prestazione, ma il risultato. Specie se stai attraversando un periodo dove tutto ti va storto. Questo successo sul Lanciano deve essere un punto di partenza, non di arrivo. Perché la classifica è cortissima e ci vuole un attimo a passare dalle stelle alle stalle (LA CLASSIFICA). In un momento dove la squadra non segna, perde in continuazione e l’obiettivo iniziale sta sfuggendo, tornare alla vittoria è fondamentale, soprattutto per il morale (LA CRONACA).  Panucci era consapevole di questo e in settimana ha lavorato molto sulla testa facendo capire ai giocatori che tutto non è ancora perso. L’1-0 finale regala all’allenatore la prima vittoria in questa sua nuova carriera e gli permette di passare una Pasqua “discreta” così come lui stesso l’ha definita nel post partita (LE INTERVISTE).

Come detto però questa vittoria non deve cancellare in un istante tutti i problemi di questa squadra. Anche contro il Lanciano, il Livorno è apparso una squadra che vive troppo sugli individualismi. Non a caso la rete della vittoria, firmata Galabinov, è arrivata grazie ad una giocata personale del bulgaro. Un po’ come successe a Varese con Siligardi. L’ex Avellino è stato il terminale offensivo di tutte le azioni. Oltre alla rete, ha firmato le altre due occasioni da rete, ma sulla sua strada ha trovato sempre Nicolas. La tenuta fisica è ancora deficitaria. Intorno al 70’ era palese che il Livorno era sulle gambe e non a caso Panucci è dovuto ricorrere alle sostituzioni. Il Lanciano non ha creato particolari pericoli e così i minuti sono scorsi via senza grossi patemi.

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Le scelte – Nelle precedenti uscite, Panucci aveva lasciato perplesso per alcune sue mosse. Questa volta (finalmente aggiungiamo) ha messo in campo un Livorno “standard”, forse il migliore schieramento possibile in questo momento. Un 3-5-2 stile Nicola verrebbe da dire. Lambrughi si è confermato un’ottima alternativa in difesa con Pires che ha guidato il centrocampo che ha trovato in Luci e Djokovic due ottimi incontristi. A questo aggiungiamo l’ottima prova di Maicon che sulla fascia destra ha spinto a più riprese facendo chiaramente intendere che la maglia da titolare gli appartiene con buona pace per Moscati. In attacco Siligardi e Galabinov devono ancora trovare il giusto feeling e l’impressione è che il bulgaro, per ora, dia qualche certezza in più rispetto a Vantaggiato che è apparso in fase calante nelle ultime uscite. L’ex Avellino però deve muoversi e spaziare su tutto il fronte offensivo altrimenti è un uomo regalato agli avversari. Se gioca come oggi o come contro il Bologna all’andata può essere un’arma devastante in questo finale.

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La paura – Il timore maggiore è che la squadra potesse giocare con il freno a mano tirato a causa delle recenti prestazioni non proprio entusiasmanti. Emerson in più di un’occasione si è affidato a lanci lunghi sperando che in avanti l’attacco si inventasse qualcosa. Un po’ “Gautieri style”. Con il passare dei minuti, gli amaranto hanno acquisito sicurezza e si è visto anche qualche sprazzo di bel gioco. Tutto però passa da Galabinov: suo il colpo di testa che nel finale sveglia Nicolas dal sonno nel quale stava cadendo. Suo il sinistro che al 45′ regala il gol agli amaranto che interrompono un digiuno lungo più di 300 minuti. Il veder gonfiare la rete ha avuto il sapore della liberazione per i giocatori e anche per tutto l’ambiente.

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La vittoria – La ripresa si è aperta come peggio non poteva: Thiam involato solo davanti a Mazzoni si è divorato il pareggio. Passata la paura, il Livorno ha riassestato le idee arretrando il proprio baricentro con Pires. Panucci, vedendo Djokovic in difficoltà, ha optato per Biagianti al rientro dopo quasi un mese di assenza. Il Lanciano si è affidato a Cerri in sostituzione di Piccolo, il più pericoloso. La mossa di D’Aversa per assurdo ha facilitato il compito della difesa che è riuscita ad arginare senza problemi le avanzate di Thiam e compagni. In avanti il Livorno si è affidato nuovamente a Galabinov che in rovesciata ha sfiorato l’eurogol. Al triplice fischio grande la gioia di Panucci. Sa che il suo campionato alla guida del Livorno parte da oggi.

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Il tabellino

Livorno: Mazzoni, Ceccherini, Emerson, Lambrughi, Maicon, Luci, Pires, Djokovic (64′ Biagianti), Gemiti, Galabinov (88′ Jefferson), Siligardi (82′ Belingheri). A disp: Bastianoni, Gonnelli, Strasser, Empereur, Moscati. All. Panucci
Lanciano: Nicolas, Conti, Aquilanti, Troest, Mammarella, Di Cecco, Bacinovic, Vastola (56′ Pinato), Piccolo (66′ Cerri), Thiam, Gatto (84′ Monachello). A disp: Ardità, Ferrario, Nunzella, Grossi, Agazzi. All. D’Aversa
Arbitro: Roca di Foggia
Rete: 45′ Galabinov
Note: angoli 7-4 per il Lanciano, ammoniti Vastola, Troest, Monachello, recupero 0′ + 3′, spettatori 5.696

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Mazzoni 6,5: primo tempo tranquillo, poi deve lavorare su Thiam e soprattutto su Bacinovic.

Ceccherini 5,5: nonostante lo zero alla casella gol subiti continua a non convincere: gratuitamente falloso, impreciso negli appoggi.

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Emerson 6: pienamente votato alla concretezza, mira ad allontanare i pericoli dall’area di rigore.

Lambrughi 6,5: scopre una seconda vita da centrale di difesa. Preciso e concentrato, regala anche un assist d’oro a Galabinov.

Maicon 7: la parentesi con la nazionale restituisce un esterno in versione freccia verdeoro. Ara la fascia, si fa beffe del pur bravo Mammarella.

Luci 6: compitino senza pretese, passaggi poco rischiosi e la giusta elettricità nella sfida.

Appelt Pires 6: mezzo voto in meno per due o tre scivoloni a metà campo che rischiano di costar caro.

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Djokovic 5,5: a centrocampo è quello col freno a mano tirato. Solo un paio di progressioni prima del giusto cambio (64’ Biagianti 6: ennesimo rientro da un infortunio, scava la trincea sulla trequarti).

Gemiti 5,5: un paio di chiusure importanti, ma in fase di attacco è impalpabile.

Galabinov 7: il bulgaro indolente stavolta è l’arma impropria che uccide il Lanciano. Tutte sue le azioni da gol, il sinistro con cui incenerisce Nicolas è splendido (89’ Jefferson sv)

Siligardi 5,5: fa poco per arrivare al sei. Vivacchia intorno al compagno di reparto, ma non trova mai un lampo decisivo (83’ Belingheri sv).

All. Panucci 6,5: prima vittoria da allenatore, il 2 aprile 2015 rimarrà sempre impresso e colorato di amaranto nel suo libro dei ricordi. Prestazione di squadra non trascendentale, ma si vede che pian piano il suo lavoro sta emergendo. Adesso è atteso alla riprova a Vercelli.

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LANCIANO

Nicolas 6,5: sfida personale con Galabinov: due volte ci arriva, sul gol rimane di sasso.

Conti 6: prova di personalità a dispetto della giovane età.

Aquilanti 5,5: paga dazio sul centravanti avversario.

Troest 5,5: troppo spazio a Galabinov nell’azione che decide la partita.

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Mammarella 5: soffre il passo di Maicon che arriva sul fondo con estrema facilità.

Di Cecco 6: onesta gara da incontrista, tutta corsa e muscoli.

Bacinovic 6: prova a dare qualche geometria alla squadra, sfiora il jolly con una botta da lontano.

Vastola 5,5: nessun inserimento pericoloso, molta confusione e qualche fallo a centrocampo (56’ Pinato 5,5: rientro timido, non toccava campo da gennaio).

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Piccolo 6: uno dei più attivi davanti, sorprende che D’Aversa scelga di sostituirlo (66’ Cerri 5: impatto nullo sulla mezzora finale).

Thiam 5,5: si muove molto su tutto l’attacco, ma calcia su Mazzoni l’unica vera palla gol.

Gatto 5: esilio volontario sulla fascia sinistra, aiuta poco su Maicon (84’ Monachello sv).

All. D’Aversa 5,5: cerca di ottenere il massimo da un gruppo dai mezzi tecnici non eccelsi. Punito da un’invenzione di Galabinov, ma non trova mai le contromosse per arginare il bulgaro.

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