Bologna-Livorno 2-0. E’ crisi, playoff lontani

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Per descrivere il Livorno attuale prendiamo spunto da Lopez, tecnico del Bologna. Sul gol del vantaggio emiliano ha trattenuto a stento le risate. Ecco, questa è l’immagine migliore: una squadra che fa ridere. Così come chi la gestisce (società). Contro i felsinei, Panucci aveva chiesto una reazione ma evidentemente il messaggio non è stato pienamente recepito (LA CRONACA) . L’unico miglioramento rispetto alla partita con il Cittadella è stato nei tiri in porta: da uno si è passati a due. Per il resto la squadra ha confermato quello che si diceva da tempo: non ne ha più. Sia a livello fisico ma soprattutto mentale (LE INTERVISTE). I giocatori sembrano quasi che non aspettino altro la fine del campionato. A questo punto viene spontaneo da dire che meno male gli amaranto sono già salvi perché se ci continua su questa strada si deve cominciare a guardare dietro e non più davanti (LA CLASSIFICA).

Se il Livorno fosse una ditta di onoranze funebri sarebbe già fallita da tempo. Chi gioca contro gli amaranto puntualmente resuscita. Ha cominciato il Latina a usufruire di questo servizio e dopo ne hanno gentilmente approfittato anche Crotone, Trapani, Cittadella e in ultimo il Bologna. Gli emiliani non vincevano in casa da gennaio e non segnavano un gol davanti i propri tifosi da oltre 500 minuti. E’ servita una frittata servita da Mazzoni e (in parte) Emerson a spianare la strada agli uomini di Lopez. Che poi hanno amministrato tranquillamente la partita segnando il raddoppio con Sansone. Il cielo sopra Livorno è davvero buio.

Le scelte – Contro il Cittadella Panucci aveva sorpreso un po’ tutti schierando dall’inizio tutti gli attaccanti possibili e immaginabili. Capendo l’errore oggi si è coperto, ma il lasciare Luci in panchina al posto di Moscati non è stata la migliore delle idee. L’ex Perugia infatti ha faticato per tutta la partita e quando è stato messo come terzino ha perso Sansone in occasione del raddoppio. Anche il cambio di Galabinov per Vantaggiato ha lasciato qualche dubbio. D’accordo che il buon Daniele è in debito di ossigeno, ma se c’è da recuperare una partita non converrebbe provare a lasciare tre attaccanti visto e considerato che fino a quel momento di tiri in porta non se ne era visto neanche l’ombra?

La classifica – A fine girone di andata il Livorno era al quinto posto ma a soltanto tre punti dal Bologna secondo. Il pensiero era: riusciremo ad essere promossi senza passare dai playoff? Adesso, quando mancano nove partite, la domanda cambia: entreremo negli spareggi promozione? Ad essere onesti la squadra ora come ora non li merita. Se il Perugia batte il Crotone scavalca gli amaranto che per la prima volta da inizio stagione sarebbero fuori dai giochi per la serie A. Un’ipotesi impensabile in estate, ma questa situazione è figlia di scelte scriteriate da parte della società. Non si manda via un allenatore che è quinto in classifica, non si fa un mercato di gennaio prendendo, Pires a parte, solo giocatori rotti o inutili alla causa, non si chiamano due allenatori alle loro prime esperienze su una panchina quando si vuole centrare la serie A. Guardate il Vicenza, ha scelto Marino non un emergente.

La partita – I primi minuti avevano lasciato intendere che il Livorno fosse sceso in campo con un diverso atteggiamento. Squadra alta a pressare subito i difensori con il Bologna che faceva fatica a uscire dalla propria metà campo. La difesa chiudeva bene tutti gli spazi e il solo Zuculini si era reso pericoloso. La speranza era che la cura Panucci stesse funzionando, ma al rientro in campo tutto è tornato al punto di partenza. E’ bastato che il Bologna alzasse un po’ il ritmo per far andare in confusione Emerson e compagni. La frittata combinata da Mazzoni in occasione del vantaggio emiliano ha dato il via libera alla banda di Lopez che con Sansone ha chiuso il conto. Eccezion fatta per il palo finale di Galavinov, il Livorno non ha creato uno straccio di occasione. Il più pericoloso è stato Djokovic con due conclusioni da fuori area. Giovedì arriva il Lanciano con la speranza che la sorpresa dentro l’uovo di Pasqua possa essere sotto forma di tre punti.

Il tabellino

Bologna: Da Costa, Oikonomou, Gastaldello, Maietta (67′ Ferrari), Casarini, Zuculini (82′ Bessa), Matuzalem, Laribi, Morleo (75′ Masina), Cacia, Sansone. A disp: Coppola, Ceccarelli, Buchel, Bessa, Troianello, Perez, Improta. All. Lopez
Livorno: Mazzoni, Ceccherini, Emerson, Lambrughi, Moscati, Jelenic, Pires (83′ Strasser), Djokovic, Gemiti (75′ Luci), Siligardi, Vantaggiato (72′ Galabinov). A disp: Bastianoni, Gonnelli, Empereur, Belingheri, Rafati, Jefferson. All. Panucci
Arbitro: Ghersini di Genova
Rete: 59′ Oikonomou, 77′ Sansone
Note: angoli 6-3 per il Bologna, ammoniti Vantaggiato, Jelenic, recupero 0′ + 4′

pagelle 01

Mazzoni 5: quando vedi anche uno dei migliori combinare certi errori, allora capisci che qualcosa non va. Sul gol di Oikonomou la combina grossa andando a franare addosso a Emerson.

Ceccherini 6: il meno peggio, o se preferite quello che soffre di meno le avanzate degli attaccanti bolognesi. Peccato che gli altri difensori non facciano come lui.

Emerson 5,5: non sente Mazzoni chiamare il pallone (ammesso che lo faccia) oppure non lo vede uscire. Qualche responsabilità sul gol però ce l’ha anche lui.

Lambrughi 5: male anche lui oggi. Zuculini non lo prende mai e la situazione non migliora quando si trova davanti Cacia.

Moscati 5: ha provato tutte le posizioni quest’anno. Come interno non rende e tutto peggiora quando viene messo come terzino visto che si perde Sansone nell’occasione del raddoppio.

Jelenic 5,5: schierato nuovamente come esterno destro. Bene in fase offensiva, ma quando deve contenere Morleo sono dolori.

Pires 5: lento e macchinoso. Anche lui, così come il resto della squadra, ha subìto una preoccupante involuzione (83’ Strasser).

Djokovic 6: la sufficienza è giustificata soltanto dal fatto che è l’unico che per due volte riesce ad arrivare al tiro. Complimenti.

Gemiti 6: ormai conosciamo a memoria le partite dell’italo tedesco. Utilissimo in fase di copertura, ma quando deve spingere e arrivare al cross è da dietro la lavagna (75’ Luci sv).

Siligardi 5: non era al top della condizione e si vedeva. Pochi spunti degni del suo nome. In ombra così come il resto della squadra.

Vantaggiato 5: lo vedi duellare come un dannato ma ti accorgi che le sue pistole sono scariche. L’ammonizione presa gli permetterà di rifiatare un po’ visto che ne aveva estremo bisogno (72’ Galabinov 6: il nulla per quasi tutti i minuti in campo, poi un lampo di testa che finisce sul palo).

All. Panucci 5: contro il Cittadella tutti avanti, contro il Bologna, sotto di una rete, tutti dietro. Non convincono nuovamente le sue scelte specie quella di rinunciare a Luci in favore di Moscati centrale.

BOLOGNA

Da Costa 6: giornata da spettatore non pagante. Quando non ci arriva lo aiuta il palo.
Oikonomou 7: ancora una rete per il difensore greco che dovrà offrire un caffè a Mazzoni
Gastaldello 7: l’esperienza lo aiuta e con lui la difesa del Bologna può dormire sonni tranquilli.
Maietta 6: partita senza particolari errori la sua. Ci prova anche dalla distanza ma senza fortuna (67’ Ferrari 6: non fa rimpiangere il compagno di squadra).
Casarini 6: buona la sua spinta anche se qualche volta è troppo precipitoso.
Zuculini 7: un autentica spina nella difesa amaranto. Imperversa a destra e sinistra senza mai essere fermato (82’ Bessa sv).
Matuzalem 6,5: avercelo un giocatore come lui. Grinta e muscoli al servizio della causa rossoblu.
Laribi 6: un po’ in ombra, ma i suoi guizzi sono delizie per gli attaccanti.
Morleo 6,5: torna dall’infortunio e sulla destra spinge spesso e volentieri (75’ Masina sv).
Cacia 6: partita di grande sacrificio la sua. Tenta per due volte il diagonale ma senza fortuna.
Sansone 6,5: un diagonale di pregevole fattura per un attaccante sprecato per questa categoria.
All. Lopez 6,5: vendica la sconfitta dell’andata e torna a vincere in casa cosa che non accadeva da gennaio. Serviva il Livorno per questo.

 

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