Como-Livorno 1-2. Bis amaranto

di rcampopiano

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Al triplice fischio di Martinelli, il Livorno, forte del 2-1 sul Como, era in testa a pari merito con il Cagliari. La rete di Valjent in pieno recupero inchiodava il Cagliari sull’1-1 e lasciava agli amaranto la testa solitaria della classifica (LA CLASSIFICA). E’ vero, siamo soltanto alla seconda giornata e ne dovrà passare di acqua sotto il ponte, ma fa un certo piacere vedere il Livorno al comando dopo tutto quello che è successo l’anno scorso (LA CRONACA). Occorre ricreare entusiasmo attorno ad una squadra che ha deciso di partire in sordina pensando partita dopo partita. Panucci in questo è e dovrà essere bravo anche perché ci vuole un attimo a ricadere nell’anonimato vanificando il lavoro di mesi e mesi (LE INTERVISTE).

E’ stata una vittoria meritata, figlia, soprattutto, delle scelte dell’allenatore. Che ha deciso di riconfermare il 4-2-3-1 mostrato contro il Pescara. A cambiare sono stati gli interpreti. Morelli, dopo l’ottima partita, si è accomodato in panchina in favore di Calabresi, preferito a Maicon. L’ex Roma ha ripagato la fiducia con una prova superlativa. Nel tridente, con Aramu infortunato, spazio a Vajushi. L’ex Chievo risulterà poi tra i migliori in campo: imprendibile quando parte in velocità, è lui a procurare il rigore (con conseguente espulsione di Marconi) trasformato poi da Vantaggiato. Se a questo aggiungiamo le giocate di Fedato e Pasquato, ecco spiegato come mai se c’era una squadra che doveva uscire con i tre punti in tasca, era proprio il Livorno.

Ancora Fedato – L’inizio della partita è stato un po’ sottotono da parte della squadra amaranto. Il Como attaccava altissimo impedendo di fatto a Schiavone di impostare tutte le manovre come invece accaduto contro il Pescara. I lanci lunghi non sono fatti per attaccanti veloci come Fedato e Pasquato; di questo ha beneficiato la retroguardia comasca. I padroni di casa hanno avuto il merito, o fortuna, di passare alla prima vera occasione con Sbaffo bravo a sfruttare una sponda aerea su calcio d’angolo. Una volta in vantaggio, gli uomini di Sabatini si sono rintanati nella loro area di rigore e per il Livorno è stato difficile creare occasioni. Fortuna che Schiavone ha messo in mezzo un cross delizioso sul quale Fedato, di testa, non ha sbagliato.

I tre punti – Panucci nello spogliatoio ha spronato i suoi a dare di più e nel giro di due minuti Vajushi prima e Vantaggiato poi sfiorano il vantaggio. L’albanese è indiavolato e su un’imbucata centrale costringe Marconi al fallo da rigore. Espulsione per il centrocampista e Vantaggiato dagli undici metri non sbaglia. Come abbiamo avuto modo di ammirare la scorsa giornata, in vantaggio di un uomo il Livorno è in grado di gestire la superiorità numerica senza subire e così è stato. Il Como si è affidato ai lanci lunghi dalle retrovie, ma Ceccherini e Lambrughi hanno detto sempre no. Tre punti meritati e ora testa al Brescia.

Il tabellino

Como: Scuffet, Garcia, Giosa, Cassetti, Marconi, Bessa, Brillante (55′ Benedicic), Sbaffo (80′ Bentivenga), Jakimovski (66′ Madonna), Gerardi, Ebagua. A disp: Crispino, Ntow, Minotti, Le Noci, Scapuzzi, Borghese. All. Sabatini.
Livorno: Pinsoglio, Ceccherini, Calabresi, Lambrughi, Gasbarro, Schiavone, Luci, Vajushi, Pasquato (82′ Cazzola), Fedato (80′ Moscati), Vantaggiato (90′ Bunino). A disp: Ricci, Maicon, Morelli, Vergara, Palazzi, Comi, All. Panucci
Arbitro: Martinelli di Roma
Rete: 12′ Sbaffo, 41′ Fedato, 64′ Vantaggiato (r)
Note: angoli 7-2 per il Como, ammonito Lambrughi, Cassetti, Jakimovski, Calabresi, Ebagua. Espulso Marconi al 63′ per fallo da ultimo uomo. Recupero 0′ + 4′

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Pinsoglio 6: se non fosse per il gol subito sarebbe stato uno spettatore non pagante. Sicuro nelle uscite alte.

Calabresi 6,5: anche lui schierato titolare a sorpresa, dimostra che come terzino destro può giocarsela tranquillamente alla pari con Maicon.

Ceccherini 6,5: qualche imprecisione di troppo nei rinvii, ma altra prestazione molto buona per il livornese.

Lambrughi 7: gladiatore. L’assenza di Emerson aveva destato qualche preoccupazione, ma il buon Alessandro sta difendendo in maniera super.

Gasbarro 6: leggermente più timoroso rispetto all’ultima uscita. Rimane ancorato sulla linea dei difensori per coprire la posizione.

Luci 6,5: insieme a Schiavone forma una barriera che difficilmente viene sorpassata.

Schiavone 6,5: meno coinvolto nell’avviare il gioco (il Como lo pressa spesso e volentieri). Suo l’assist per il colpo di testa vincente di Fedato.

Vajushi 7: vera e propria sorpresa. Panucci lo lancia titolare e lui ripaga la fiducia con una prestazione maiuscola. Innesca il rigore decisivo.

Pasquato 6: quasi la fotocopia della partita disputata contro il Pescara. Deve ancora inserirsi negli schemi di Panucci (82’ Cazzola sv).

Fedato 7: conferma di avere un ottimo feeling con il gol. Preciso e puntuale nel colpo di testa, impossibile da marcare quando parte (80’ Moscati sv).

Vantaggiato 6,5: freddo dal dischetto. Cerca, con le sue sponde, i compagni e dialoga con loro. Ancora una volta tra i migliori (90’ Bunino sv).

All. Panucci 7: a leggere la formazione iniziale veniva qualche dubbio, ma il risultato e il gioco espresso danno ragione al tecnico che coglie la seconda vittoria consecutiva.

COMO

Scuffet 6: incolpevole sui gol subiti.
Garcia 5,5: nel primo tempo non sbaglia una chiusura. Nella ripresa invece va in confusione.
Giosa 6: tra i migliori del reparto difensivo.
Cassetti 5,5: con l’esperienza mette una pezza quando può, ma si perde Fedato in occasione del gol del pareggio amaranto.
Marconi 5: soffre tantissimo Vajushi e il fallo da rigore con conseguente espulsione ne è la riprova.
Bessa 6: regista davanti alla difesa, non disdegna quale sortita offensiva.
Brillante 5,5: una partita che non fa fede al suo cognome. Spesso in difficoltà (55’ Benedicic 5,5: non fa molto di più rispetto al compagno di squadra).
Sbaffo 6,5: il più pericoloso dei suoi. Oltre al gol è sempre presente nelle azioni d’attacco (82’ Bentivenga sv).
Jakimovski 5,5: bene quando spinge, ma quando c’è da fronteggiare Fedato son dolori (65’ Madonna 6: con i suoi in dieci si occupa più che altro di difendere).
Gerardi 5: passa più tempo a litigare con l’arbitro che a cercare di rendersi pericoloso.
Ebagua 5,5: prova a fare di tutto per cercare la via della rete ma sbatte contro i difensori amaranto.
All. Sabatini 6: se la gioca fino all’ultimo. Punito dagli errori della sua difesa.

 

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