Pediatri, Cicchiello torna libero

"Il caso è una bolla di sapone. Crediamo in una pronta e veloce archiviazione del caso"

di gniccolini

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Il pediatra Cicchiello torna libero dopo il parere del giudice che modifica la misura cautelare dei domiciliari che prevedeva la sospensione dell’attivita all’asl per la durata di sei mesi. A riferirlo è l’avvocato Massimiliano Ferretti. Una difesa chiara e basata su documenti e carte scritte quella dell’avv. Ferretti e dell’altro legale difensore, Guercio, dei pediatri Alessandro Costagliola, Alessandro Marini e Renato Domenico Cicchiello finiti nel registro degli indagati per la vicenda dei vaccini ritenuti “mal conservati” dal Nas ribattono punto dopo punto alle accuse mosse (clicca sul link in fondo all’articolo per guardare la video-intervista al pediatra clicca qui per leggere dell’inchiesta sui pediatri e qui invece per l’articolo sul gruppo facebook “Io sto con il dottor Cicchiello”). L’altro dottore, Filippo Citti, si è avvalso della consulenza legale di Giulia Padovani.
“Tutto questo caso dei vaccini – spiega l’avvocato Guercio – è una grossa bolla di sapone. Per due motivi. Il primo è che l’accusa parla di somministrazione e commercializzazione degli stessi vaccini anti-influenzali, cosa che i miei assistiti non hanno mai fatto: né somministrare questi vaccini sequestrati né sopratutto porre in commercio. Il secondo motivo, che è quello più importante, è che i medicinali non erano guasti e non sono guasti perché, stando alle norme della direzione nazionale dei farmaci e della sanità si spiega che i vaccini anti influenzali devono sì conservarsi  dai due agli otto gradi ma sono stabili fino a 25 gradi fino a sette giorni“.
“I carabinieri del Nas – spiega il pediatra Costagliola – sono venuti alle 6 del mattino quando i vaccini erano stati tolti la sera precedente dal frigo proprio perché in fase di somministrazione. Infatti non è possibile iniettare il vaccino appena tolto dal frigo. Chi si intende di queste cose sa benissimo che il liquido deve essere a temperatura ambiente prima di essere iniettato”.
“Tutto quello che è accaduto è un’assurdità – fa eco il dottor Marini –  Il fatto non sussiste e sta danneggiando la sanità livornese in maniera preoccupante. In molto hanno già telefonato per disdire il vaccino ma questo è un errore. Il bimbo vaccinato porta salute in famiglia e all’anziano ed evita il diffondersi di influenze”
“Tutto questo tam tam mediatico ha generato un problema che è bene stoppare perché può provocare danni – spiegano i pediatri –  Sulla nostra pagina facebook in molto hanno chiesto spiegazioni. La cosa è inesistente. E tutto questo genera un costo sociale derivato da una bufala e c’è il rischio che  venga fuori un guaio per la salute di molti. Il nostro studio nel 2013 ha contato ben 28mila visite per circa 5.500 pazienti. Numeri non da poco”.
“Dal punto di vista legale – continua l’avvocato Guercio – non possiamo che essere assolutamente fiduciosi che la magistratura, esaminate le circostanze che hanno determinato l’iscrizione nel registro degli indagati dei miei assistiti, che è un atto dovuto, non si possa che arrivare ad una celere e immediata archiviazione.  Al momento noi avevamo l’obbligo di dare questa informazione e siamo sereni sul fatto che ad un’attenta analisi gli inquirenti arrivino alla logica deduzione che tutto ciò si possa e si debba archiviare”.

Indagine sul latte artificiale. “Cogliamo l’occasione – dice l’avvocato Guercio – di sottolineare alcuni aspetti nell’ambito di un’altra indagine che per tutti gli indagati aveva a che fare con l’ipotesi criminosa che è stata quella di aver caldeggiato l’utilizzo del latte artificiale al posto dell’allattamento al seno. Bene – prosegue Guercio –  in cinquemila pagine di indagine non c’è mai e dico mai questa contestazione riferita al mio assistito Cicchiello.  Casomai, se mai dovesse essere stata profferita alcuna parola sul latte artificiale è eventualmente per quelle mamme che, impossibilitate nell’allattare al seno il proprio piccolo abbiano chiesto quale latte utilizzare e in quel caso, eventualmente, si può aver dato consiglio di utilizzare un prodotto x o un prodotto y.  Tutto ciò, se è mai avvenuto, è stato senza aver ricevuto in cambio dei doni. E’ una questione non da poco. Il dottor Cicchiello non ha mai detto ad una mamma di smettere di allattare al seno, anzi luilo ha sempre definito Santo Latte Materno- Se dico a una mamma che allatta di prendere del latte artificiale sto agendo sulla sua salute. Ma questo non è mai stato contestato dagli inquirenti nelle 5000 pagine di indagine. Inoltre, a mio avviso, il  latte non è un farmaco ed un eventuale comparaggio si misura sui farmaci”.
Lunedì è stato depositato al Tribunale del Riesame l’istanza di revoca delle misure cautelari nei confronti del dottor Cicchiello e domani andrà in scena l’interrogatorio a Pisa.
“Per farvi capire – interviene Costalgiola- noi del Centro Pediatrico Accademia ci chiamano i Talebani dell’allattamento al seno. Giusto per farvi rendere conto di quanto sia importante per noi il latte materno e come siamo intransigenti sul da farsi”.

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