Livorno-Perugia 0-0. Amaranto ancora terzi

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di Riccardo Campopiano e Simone Panizzi

Prendiamoci questo punto che smuove la classifica (LA CLASSIFICA) e ci fa restare terzi in classifica. Ora pensiamo subito alla gara contro il Modena con la speranza che l’emergenza prenda la residenza da un’altra parte. Non era facile uscire indenni contro il Perugia (LA CRONACA) contando che all’appello mancavano: Gemiti, Lambrughi, Siligardi e Mosquera. Certo, qualcosa di più si poteva fare specie nella ripresa, quando gli umbri hanno arretrato il loro baricentro. Anche per chi fosse alla ricerca del bel gioco è pregato di tornare un’altra volta. Proviamo a vedere comunque il bicchiere mezzo pieno. Dopo la batosta di Frosinone, il Livorno era chiamato a dare un segnale per fare vedere che c’era. Così è stato e si può preparare nel migliore dei modi la delicata trasferta di Modena (L’INTERVISTA A SPINELLI). Da segnalare l’ingresso nella società amaranto dell’ex arbitro Piero Ceccarini, 61 anni, che dimessosi dall’Aia,  pronto a ricoprire il ruolo di team manager.

La cronaca della partita – Il punto conquistato fa felice soprattutto Gautieri. Questa per lui, nonostante le smentite di rito, è stata una settimana particolare. Sapeva che la sua permanenza a Livorno era legata a questa partita. Lo 0-0 finale e le parole nel post-gara del presidente sanno di salvezza. Ora però deve assolutamente invertire il trend in trasferta perché una squadra che lotta per andare in serie A non può avere un andamento così altalenante lontano dal Picchi.

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Emergenza – Come detto, quello sceso in campo era un Livorno a dir poco inedito. Ceccherini spostato sulla corsia sinistra con Maicon, al debutto da titolare sull’out di destra. La prova del brasiliano è stata tutto sommato sufficiente. Si vede però che gli manca il ritmo partita. Il forfait all’ultimo di Siligardi ha costretto Gautieri a lanciare nella mischia Jelenic nel tridente offensivo. Salvo poi cambiare nella ripresa inserendo Galabinov. Il bulgaro merita un discorso a parte che affronteremo più avanti. Era oggettivamente impensabile sperare di vedere un Livorno spettacolare e propositivo anche se forse, un pizzico di più, si poteva fare.

Solo Vantaggiato – Con Jelenic chiamato spesso e volentieri a dare una mano a Djokovic e Ceccherini, l’attacco era tutto sulle spalle di Vantaggiato supportato da Cutolo. L’ex Padova ha dimostrato ancora una volta di saper reggere da solo tutto il reparto offensivo. Sue infatti le uniche vere occasioni da rete create. Due quelle più pericolose: la prima al minuto 40 quando con un diagonale ha centrato il palo pieno a Provedel battuto. La seconda nella ripresa, ma questa volta ha commesso un errore non da lui. Servito magistralmente da Moscati ha sparato alle stelle con la porta spalancata. Questa resterà (minuto 58) l’ultima vera occasione avuta dal Livorno.

Pari giusto – Il Perugia si è visto soltanto con un tiro di Fazzi da fuori area che ha colpito il palo a Mazzoni battuto. Per il resto, la retroguardia amaranto ha vissuto un pomeriggio tutto sommato tranquillo. Gautieri ha provato a stravolgere la squadra passando, nella ripresa, al 4-4-2. Con l’inserimento di Galabinov sperava di dare una mano a Vantaggiato invece è accaduto l’opposto. Il bulgaro infatti è apparso svogliato. Non ha combattuto sui palloni aerei e l’unica buona occasione che ha avuto l’ha sprecata malamente. Onestamente un giocatore così al Livorno non serve. E risulta difficile a questo punto capire come mai Galabinov tenga questo atteggiamento. Perché sfoderare prestazioni da far stropicciare gli occhi come contro Crotone e Bologna ad altre opache come queste?

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Il tabellino

Livorno: Mazzoni, Maicon, Bernardini, Emerson, Ceccherini (85′ Gonnelli), Moscati, Luci, Djokovic, Cutolo (71′ Biagianti), Vantaggiato, Jelenic (64′ Galabinov). A disp: Coser, Ricci, Belingheri, Rafati, Surraco, Jefferson. All. Gautieri

Perugia: Provedel, Goldaniga, Giacomazzi, Comotto, Del Prete, Verre, Fossati, Taddei (60′ Fazzi), Crescenzi, Lanzafame (64′ Perea), Parigini (81′ Rabusic). A disp: Koprivec, Flores, Rossi, Lo Porto, Nicco, Lignani. All. Camplone

Arbitro: Baracani di Firenze

Note: 6-3 per il Perugia, ammonito Parigini, Ceccherini, Luci, Djokovic, recupero 1′ + 3′, spettatori 6.282

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Mazzoni 6,5: sicuro quando chiamato in causa da Parigini e Rabusic.

Maicon 6,5: prima da titolare e tutto sommato non dispiace. Attacca e difende con continuità, manca di qualità al cross.

Bernardini 6: gli attaccanti del Perugia si muovono molto ma non tirano mai, è attento sulle ripartenze.

Emerson 6: come il compagno alla sua destra disputa una gara precisa e senza macchie.

Ceccherini 6,5 (Uomo Partita QuiLivorno): schierato a sinistra dimostra in pieno la sua versatilità. Chiude bene in alcune situazioni pericolose e nel secondo tempo spinge molto fino a chiedere, esausto, la sostituzione(86’ Gonnelli sv).

Moscati 6: di fronte alla sua ex squadra rimane nell’anonimato per un’ora, poi si scuote e manda in porta Vantaggiato.

Luci 5,5: ancora al di sotto del suo standard. Sbaglia molto e perde contrasti che una volta avrebbe vinto con una solo gamba.

Djokovic 5,5: lodato sia il giallo nel secondo tempo, era in diffida e almeno ora potrà riposarsi. Non concretizza mai quello che riesce a costruire.

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Cutolo 6: viaggia a strappi, conduce alcune buone ripartenze ma non ha mai l’acuto decisivo (72’ Biagianti 6: dentro nei venti minuti finali per tamponare a centrocampo).

Vantaggiato 6: il voto è la media tra la buonissima prestazione individuale e gli sciagurati errori sotto porta.

Jelenic 5,5: si sacrifica molto, rientrando spesso a dare una mano a Ceccherini. Il problema è che si scorda la fase offensiva (63’ Galabinov 5: se col Bologna era stato decisivo, oggi il suo ingresso è deleterio. Fuorigioco in serie, un gol sbagliato dal limite).

All. Gautieri 6: mezzo passo falso, perché il Perugia non è una squadra trascendentale e con un po’ di convinzione in più questi potevano essere tre punti anziché uno solo. Non convince il passaggio al 4-4-2 negli ultimi venti minuti e l’ingresso di un Galabinov apparso giù di corda.

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Provedel 6: mai impegnato seriamente, ringrazia il palo su Vantaggiato.

Goldaniga 5,5: l’ex Pisa suda freddo soprattutto nel primo, è distratto sulle palle vaganti.

Giacomazzi 6: riciclato col passare degli anni in libero vecchio stampo, chiude e spazza il possibile.

Comotto 6: altro elemento di enorme esperienza, non disdegna il gioco maschio.

Del Prete 5,5: pochi rischi con Jelenic, davanti osa poco e si mangia il gol del vantaggio dopo il palo di Fazzi.

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Verre 6,5: il migliore della mediana umbra, avvia la maggior parte delle azioni.

Fossati 6: bene anche lui, rispetto a Verre commette qualche sporadico errore che ne abbassa la valutazione.

Taddei 5,5: basandoci sul curriculum, ci saremmo aspettati qualcosa in più del compitino (60’ Fazzi 6: dà un senso alla sua prova colpendo un palo da fuori).

Crescenzi 6: il suo duello con Maicon è una delle cose più interessanti della partita.

Lanzafame 6: al debutto dopo una lunga squalifica, si muove molto e sfiora il gol di testa (63’ Perea 5,5: lento e prevedibile, dov’è finito il giovane esuberante visto alla Lazio?).

Parigini 6,5: attaccante atipico, svaria molto e non esita a prendersi responsabilità (81’ Rabusic sv).

All. Camplone 6: non una prova memorabile del Grifo, ma riesce nell’intento di mantenere il possesso palla a lungo e di limitare i danni dietro. Il pari a lui va più che bene.

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