Livorno-Lazio 0-2, amaranto mai in partita

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di Riccardo Campopiano e Simone Panizzi

E’ stato un dopo partita, quello di Livorno-Lazio, che la squadra ricorderà a lungo. In particolare Paulinho colpito da uno schiaffo durante il faccia a faccia Nicola-tifosi. Un episodio, confermato dalla questura, avvenuto in piazzale Montello. E con un comunicato diffuso questa mattina dalla polizia si rende noto che il livornese di 44 anni, P.L. che, si legge nella nota, “con un gesto fulmineo si è avventato contro il giocatore Paulinho provando a colpirlo al volto senza riuscirvi” è stato denunciato per tentato lesioni e nei suoi confronti è scattato anche il Daspo di 5 anni con obbligo di firma. In quel frangente L’uomo è stato immediatamente immobilizzato dagli agenti.
L’attaccante si trovava con gli altri giocatori, in via Baracca, a colloquio con la tifoseria quando è stato raggiunto da alcuni spintoni. Poi lo schiaffo da parte di un tifoso. Niente di grave dal punto di vista fisico. E’ nel morale che si è aperta la ferita più grande, tanto che “Paulo” avrebbe versato anche qualche lacrima (di rabbia). Che la situazione di classifica non sia delle migliori è sotto gli occhi di tutti. Ma nessun giocatore merita di essere aggredito. Men che meno Paulinho – anima, capitano e bomber (13 reti in stagione) di questa squadra – che comunque ha deciso che non sporgerà querela nei confronti del responsabile. A tu per tu con il gruppo di ultrà (una trentina), oltre a Nicola, c’erano Rinaudo, Biagianti e Aldegani. Il resto della squadra è rimasta dietro il cordone dei carabinieri. Il chiarimento è durato circa 20 minuti alla presenza degli agenti di polizia. Sulla vicenda è intervenuto lo stesso brasiliano che in tarda mattinata ha twittato: “Mi dispiace per tutta questa situazione! Il gesto è stato ma non mi ha preso. Al di là di questo,siamo ancora vivi. Forza”. A Paulinho è arrivato anche il supporto di Valentini: “Siamo con te Pai, sei una brava persona!! Dio è con te!!”. Riguardo lo spiacevole episodio abbiamo contattato il presidente Spinelli, il quale ha detto: “Sono cose che non dovrebbero mai accadere, specie ad un giocatore come Paulinho. Ci ha salvato due anni fa, la scorsa stagione ci ha portato in A dove ha fatto molti gol. Il ragazzo non si merita questo trattamento ed è giusto che vada via”. Sul campionato della squadra il patron è lapidario: “Ormai non ho più nulla da dire”. Alcuni tifosi hanno anche creato una pagina facebook (“Io sto con Paulinho”, clicca qui per visualizzarla) in segno di solidarietà al bomber.

La cronaca della partita – Non è servito neanche il ritorno di Nicola per far cambiare marcia al Livorno. Probabilmente neanche Mourinho o Guardiola riuscirebbero a fare di meglio con questa squadra. I limiti sono, purtroppo, evidenti. Paradossalmente la salvezza è ancora possibile (CLASSIFICA) se il Sassuolo non fa punti con la Juventus, ma come si fa a sperare di vincere una partita dopo quanto visto anche oggi? Non vogliamo gettare la croce addosso a nessuno (società esclusa), però la serie B sembra sempre più vicina.

Anche contro la Lazio il copione è stato lo stesso. Livorno punito alla prima occasione (erroraccio di Bardi) e squadra incapace di reagire. Se a questo aggiungiamo che le uniche occasioni per segnare sono state gettate al vento con una facilità disarmante ecco che cercare di ottenere almeno un punto diventa una missione impossibile tanto quanto la salvezza (INTERVISTE).

Il Nicola-bis – L’atmosfera nel pre-partita era delle migliori. Nonostante la pioggia, la Nord incitava la squadra a dare il massimo per 90 minuti. L’arrivo sul campo di Nicola ha scatenato una vera e propria bolgia e l’allenatore, sempre contenuto, per una volta si è lasciato andare chiedendo a gran voce l’aiuto dei propri sostenitori. Il tecnico stravolge il suo classico 3-5-2 per un azzardato 4-3-3. Valentini ha agito da terzino mentre la coppia centrale era formata da Rinaudo ed Emerson. La vera novità è stata Mesbah, posizionato spesso e volentieri sulla linea degli attaccanti. L’inizio è tutto di marca amaranto e la Lazio sembra incapace di uscire dalla propria area di rigore, ma il sogno di poter vincere svanisce dopo neanche un quarto d’ora.

Frittata Bardi – Come accadeva con Di Carlo, appena gli avversari mettono il naso in avanti ecco che tutto si complica maledettamente. Castellini dimostra ancora una volta la sua incapacità nel difendere e si lascia scavalcare dal traversone di Lulic. Ne approfitta Mauri che di piatto indirizza proprio sul palo di Bardi che praticamente manda in porta il pallone. Il giovane portiere l’ha combinata davvero grossa e purtroppo non è la prima in questo campionato. Il gol è una terribile mazzata per il Livorno che non riesce a rendersi pericoloso. Agli amaranto prova a dare una mano la Lazio che perde un pallone sulla trequarti, Siligardi si presenta tutto solo in area di rigore ma aspetta troppo e non tira né passa a Paulinho, ma subisce il recupero di Ciani.

Candreva la chiude – Nella ripresa il Livorno sembra scendere in campo già battuto e di fatto spiana la strada alla Lazio che raddoppia con Candreva su rigore (inesistente). Dopo la partita perde completamente d’interesse visto che gli amaranto non fanno più nulla e i biancocelesti si accontentano del doppio vantaggio. Entra anche Belfodil, ma l’algerino si dimostra un vero e proprio pacco. Non ha rispetto neanche per il tecnico tant’è che alla fine non prende parte al “cerchio”. Gli acquisti invernali così come quelli estivi non si sono dimostrati all’altezza dal punto di vista tattico e soprattutto per spirito di sacrificio. E quando i tifosi alla fine hanno cantato “e noi ce ne andiamo in B” vuol dire che la parole fine può essere scritta tranquillamente. Per i miracoli rivolgersi da un’altra parte.

PAULINHO LIVORNO LAZIO

Il tabellino

Livorno: Bardi, Valentini (78’ Bruzzi), Emerson, Rinaudo, Castellini (62’ Piccini), Greco (52’ Belfodil), Biagianti, Duncan, Mesbah, Siligardi, Paulinho. A disp: Anania, Aldegani, Gemiti, Coda, Bartolini, Mosquera, Tiritiello, Benassi, Borja. All. Nicola

Lazio: Berisha, Pereirinha, Ciani, Cana, Lulic, Onazi (70’ Gonzalez), Ledesma, Biglia, Mauri, Candreva (80’ F. Anderson), Keita (87’ Perea).  Adisp: Strakosha, Guerrieri, Biava, Cavanda, Serpieri, Crecco, Minala, Kakuta. All. Reja

Arbitro: De Marco di Chiavari

Reti: 14’ Mauri, 50’ Candreva (r)

Note: angoli 12-6 per il Livorno, ammoniti Rinaudo, Bardi, Mesbah, Pereirinha, recupero 1’ + 4’, spettatori 8.608

pagelle 01

 Bardi 4,5: è vero, nella ripresa evita che la Lazio dilaghi, ma l’incertezza sull’uno a zero è troppo grave e condiziona pesantemente il film della partita.

Valentini 5: poco propenso al fraseggio, in apnea quando deve giocare palla. Dietro balla come tutti (78′ Bruzzi sv: debutto in A in una giornata da dimenticare per il Livorno).

Emerson 5,5: risucchiato anche lui, che normalmente ha la bussola ben salda in mano, tra i vortici del caos difensivo.

Rinaudo 5,5: unico a mettere la maschera a duro e a entrare (sportivamente) cattivo in campo. Esempio che seguono in pochi. Suo il fallo di mano (dubbio) sul rigore.

Castellini 5: legge male la traiettoria del cross da cui nasce il vantaggio ospite. Errore grave per un difensore esperto (62′ Piccini 5,5: trova il fondo spesso, ma non mette dentro un cross degno di nota).

Greco 5: un paio di bei tiri, ma serve più sostanza nelle gare da dentro o fuori. Non a caso è il primo a esser chiamato fuori (52′ Belfodil 5: schierato esterno alto a sinistra non serve a niente. Non ha il passo e la rapidità per il ruolo).

Biagianti 5,5: sua la miglior chance del primo tempo, ma Berisha è super. Messo sotto dalla maggior qualità del centrocampo laziale.

Duncan 6: farà confusione, perderà mille palloni dopo averne recuperati cento, ma almeno mette in campo tutto. Non è lui a dover cantare e portare la croce.

Mesbah 5,5: parte come esterno offensivo, e sembra calarsi bene nel ruolo. Si spegne progressivamente fino ad abbassare drasticamente il proprio raggio d’azione.

Paulinho 6 (Uomo Partita Quilivorno.it): nel grigiore collettivo scegliamo ancora una volta il brasiliano. Non che combini granché, sia chiaro, anzi sbatte spesso su Ciani e Cana. Però si percepisce sin sugli spalti la voglia che ha di far qualcosa in più per la squadra, a costo di tralasciare quello che poi sarebbe il suo compito, cioè far gol.

Siligardi 5: l’occasione sfumata a fine primo tempo, quando né tira né serve Paulinho, è la foto della sua prestazione. Poco o niente da salvare.

All. Nicola 5,5: non benissimo nel suo debutto-bis al Picchi. La squadra approccia bene la partita, ma alla prima difficoltà (leggi papera di Bardi) si deprime e non si rialza più. Nella ripresa solito copione, dopo il rigore il tentativo di rimonta si riduce a sterile possesso palla. Fortuna sua (e nostra) che la salvezza è sempre a tre punti.

LAZIO

Berisha 6,5: bravo su Greco e soprattutto Biagianti, tiene in piedi i suoi nei rari momenti di difficoltà.

Pereirinha 6: qualche sbavatura in avvio su Mesbah, poi vita facile con Belfodil.

Ciani 6,5: compensa con un fisico da corazziere una tecnica rivedibile. Domina sulle palle alte e salva su Siligardi un gol fatto.

Cana 6,5: concede poco o nulla agli attaccanti di casa.

Lulic 6,5: centrocampista prestato alla difesa, infatti attacca che è una bellezza. Suo l’assist per Mauri.

Onazi 6: tanta corsa e quantità, ma spreca il tris a tu per tu con Bardi (70′ Gonzalez sv).

Ledesma 6: con tutte le partite che ha giocato in A questa gli sarà sembrata una passeggiata di salute.

Biglia 6,5: propositivo, si muove molto e sfiora il capolavoro da fuori.

Mauri 6,5: ringrazi sentitamente Bardi, perché il gol è più del portiere che suo. Da falso centravanti gioca più sulla trequarti che in area.

Candreva 6,5: fino al rigore aveva combinato pochino, ma la sua realizzazione dagli undici metri mette in ghiaccio il risultato (80′ Felipe Anderson sv).

Keita 5,5: del terzetto offensivo è quello che piace meno. Indolente, per una volta sembra giocare con sufficienza (87′ Perea sv).

All. Reja 6,5: possesso palla a volte stucchevole, ma quando i suoi accelerano sanno far male. Critiche a parte, è ancora lì a giocare per un posto in Europa

 

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