Livorno-Lanciano 2-2. Nasca e Pinsoglio, errori fatali. Amaranto ritornano in Lega Pro dopo 14 anni

Una papera del portiere e le decisioni dell'arbitro spediscono il Livorno in Lega Pro. Una retrocessione tuttavia meritata visto il campionato disputato

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di Riccardo Campopiano e Simone Panizzi

Se proprio dovevamo retrocedere preferivamo farlo in altro modo perché così fa dannatamente male. Era meglio perdere 5-0 piuttosto che andare in vantaggio di dure reti e poi veder svanire tutto per colpa di un arbitro assolutamente inadatto per questo mestiere e di un portiere, Pinsoglio, che con un’uscita avventata ha regalato il pareggio al Lanciano condannando il Livorno (LA CRONACA). Finisce così: con i giocatori amaranto in lacrime nel cuore del centrocampo a chiedersi come sia potuto succedere tutto questo (LE INTERVISTE). Una beffa atroce ma che purtroppo non può essere imputata soltanto a questo match perché si rischierebbe di fare il più grande degli errori. Tuttavia una piccola, per non dire piccolissima, speranza di arrivare ai playout c’è visto che il Lanciano rischia una nuova penalizzazione (LA CLASSIFICA).

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E’ vero, questa partita finirà sotto la definizione di “furto”, ma i problemi sono a monte (clicca qui per il nostro editoriale). Non si doveva arrivare a giocarsi la salvezza all’ultima partita. Non si doveva costruire una squadra con prestiti, scommesse e giocatori raccattati chissà dove. Non si doveva prendere allenatori che si credono di essere chissà chi o che erano ormai pronti per la pensione. Si doveva invece investire nel mercato di gennaio. Si doveva prendere un allenatore con gli attributi ed esperto della B (Foscarini faceva così schifo? Visto che ha salvato la Pro Vercelli). Si doveva stare più attaccati alla squadra (dirigenza) invece di lasciarla allo sbando più totale con Spinelli che prima va via, poi ci ripensa e nessuno che ci rappresenti in Lega. La retrocessione purtroppo alla fine è meritata perché sul campo il Livorno non è stato in grado di fare i punti necessari per mantenere la categoria.

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Quanti errori – Il doppio vantaggio di Aramu aveva creato l’illusione di poter vivere una serata di festa con il Livorno ad un passo dall’agguantare i playout. Tutto sembrava volgere al meglio: Lanciano annichilito, pubblico delle grande occasioni che sospingeva la squadra e un gioco fluido che non ha fatto vedere palla agli avversari. Poi è arrivato il fenomeno, tale Nasca di Bari che a noi proprio non ci può patire visti i numerosi precedenti. Soltanto lui poteva cambiare il volto alla gara e ci è riuscito assegnando un rigore assurdo per il Lanciano ed espellendo Ricci. La realtà invece parla di fuorigioco prima e simulazione poi di Ferrari. Il danno alla fine sarà doppio perché in campo è entrato Pinsoglio che con una paperissima (la seconda consecutiva) ha regalato il pallone a Turchi per il pareggio. Su una cosa Panucci aveva ragione e cioè quando diceva che questa squadra appena ha dei problemi si scoglie. Infatti così è stato visto che il 2-2 ha tagliato le gambe al Livorno che con Vantaggiato incredibilmente al 94’ ha avuto il pallone del pareggio, ma Cragno ha salvato sulla linea. Degna foto di una stagione fallimentare.

Il fermo immagine tratto da Sky che dimostra il fuorigioco di Ferrari in occasione del rigore

Il fermo immagine tratto da Sky che dimostra il fuorigioco di Ferrari in occasione del rigore

La speranza – In apertura però abbiamo detto che i playout sono ancora possibili. Come? Semplice. Il Lanciano probabilmente verrà penalizzato per inadempienze legate ai pagamenti dei giocatori e al versamento dei contributi. Se così dovesse essere, la speranza è che gli vengano tolti almeno tre punti per far sì che il Livorno lo possa superare in classifica. Fondamentale in questo senso avere gli scontri diretti con il Modena (appaiata a quota 42 punti) a vantaggio. E’ l’ultima chance alla quale aggrapparsi, forse non la più nobile ma sta di fatto che se una squadra non è in regola non è giusto che passi avanti a chi, da anni, vanta il miglior bilancio del calcio italiano.

Il tabellino
Livorno: Ricci, Ceccherini, Lambrughi, Gasbarro, Moscati, Luci, Schiavone, Antonini (70′ Cazzola), Aramu (52′ Fedato), Vajushi (63′ Pinsoglio), Vantaggiato. A disp: Vergara, Emerson, Schetino, Valoti, Palazzi, Comi. All. Gelain
Lanciano: Cragno; Salviato, Rigione (71′ Bonazzoli), Amenta, Di Matteo; Vastola (56′ Turchi), Bacinovic (61′ Giandonato), Rocca; Marilungo, Di Francesco, Ferrari. A disp: Ardità, Casadei, Di Filippo, Di Nicola, Vitale, Padovan. All.: Maragliulo
Arbitro: Nasca di Bari
Rete: 24′ Aramu, 46′ Aramu, 64′ Ferrari (r), 78′ Turchi
Note: angoli 7-6, ammoniti Bacinovic, Amenta, Ceccherini, Rocca, espulsi Ricci al 63′, Giandonato all’89’ , Di Francesco al 94′, recupero 1′ + 4′

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Ricci 6: poche colpe: il rigore non c’è, sempre presente quando chiamato in causa.

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Ceccherini 6,5: partita maschia, da sangue livornese. Assist per il primo gol di Aramu.

Lambrughi 6,5: uno dei pochi a salvarsi nell’annata fallimentare. Lo dimostra con l’ennesima prova impeccabile.

Gasbarro 6: contiene bene Marilungo prima e quindi Turchi.

Moscati 6: soliti limiti tecnici ma tanta applicazione sulla fascia destra.

Luci 6,5: sovrasta i mediani del Lanciano, corsa e gestione della palla da manuale.

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Schiavone 6: partita lineare, senza acuti ma con molta presenza sul campo.

Antonini 6,5: finché le gambe reggono fa tre ruoli: terzino, esterno di centrocampo e ala offensiva (74’ Cazzola sv).

Aramu 7,5: dopo Ascoli, un’altra doppietta. Peccato che stavolta non serva per centrare i tre punti (51’ Fedato 6: qualche bello spunto e un tiro di poco alto).

Vantaggiato 5: solita partita generosa, però il gol sbagliato (o parato dal difensore?) nel recupero pesa come un macigno.

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Vajushi 5,5: frizzante ma poco concreto negli ultimi metri: parlano chiaro gli zero gol in oltre venti presenze in campionato (68’ Pinsoglio 3: colpevole in negativo della sconfitta. Errore amatoriale in un momento delicatissimo, poi fa il fenomeno con compagni e pubblico).

All. Gelain 6,5: partenza contrattissima, poi la squadra si scioglie e trova i gol che servono. Peccato che Nasca e Pinsoglio gli tolgano quello che sul campo avrebbe meritato.

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Cragno 6: attento su Vantaggiato, bucato due volte senza colpe.

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Salviato 6: contiene senza soffrire troppo Vajushi e non fa troppo male alla sua ex squadra.

Rigione 5,5: qualche patema di troppo quando il Livorno affonda (76’ Bonazzoli sv).

Amenta 5,5: suo il fallo da cui nasce la punizione del due a zero.

Di Matteo 5: in difficoltà nel limitare Aramu prima e Fedato nel finale.

Vastola 5: vaga per la mediana senza trovare posizione e misure(58’ Turchi 6,5: al posto giusto per sfruttare la paperissima di Pinsoglio).

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Bacinovic 5,5: regista poco lucido, sbaglia parecchio ma impegna Ricci da fuori (61’ Giandonato 5,5: piedi più educati del compagno che rileva, macchia la prova con due gialli ingenui).

Rocca 5,5: si perde tra i tacchetti di una sfida dai toni intensi.

Marilungo 6: attaccante sempre in movimento, sempre sul punto di creare qualcosa.

Di Francesco 5,5: si accende a tratti, soprattutto nel finale con il Livorno sbilanciato e in inferiorità numerica.

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Ferrari 6,5: nel primo tempo tra i migliori dei suoi, poi con un giochetto da vecchia volpe inganna Nasca e riaccende la speranza per i frentani.

All. Maragliulo 5,5: squadra sotto terra dopo un tempo, trova non si sa come gli episodi giusti per riaprire il discorso salvezza.

 

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