Livorno-Chievo 2-4. “A rapporto” sotto la curva: “Fuori gli attributi”. Mazzata decisiva?

Bardi l'uomo Quilivorno.it. In tribuna anche l'ex allenatore del Milan, Max Allegri, che abbandona lo stadio prima della fine come il presidente Spinelli

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di Riccardo Campopiano e Simone Panizzi

come di consueto potete trovare la fotogallery in fondo all’articolo

LA CRONACA

LE INTERVISTE

RISULTATI E CLASSIFICA 

Alla vigilia le premesse per vivere un pomeriggio pieno di speranza per la salvezza c’erano tutte. Peccato che si siano disintegrate al minuto 55’ quando Biagianti ha commesso fallo da rigore regalando di fatto la partita al Chievo che si è portato sul 4-2. Ancora una volta sono stati tanti, troppi gli errori commessi dal Livorno e anche da Di Carlo. A questo punto diventa difficile per non dire impossibile sperare nella salvezza. Che, pare paradossale, continua a restare a soltanto tre punti (merito del Parma che ha fermato 1-1 il Bologna).

Questa doveva essere la partita della svolta, quella che doveva regalare tre punti fondamentali per la permanenza in serie A. Purtroppo se ti chiami Livorno e quando davanti hai il Chievo puoi anche giocare in 15 ma non vinceresti lo stesso. Lo dicono i numeri: in undici partite sono arrivate dieci sconfitte e un pareggio. Se vogliamo vederla con i numeri, gli amaranto hanno conquistato un punto su 30 disponibili (un match era di coppa Italia). Purtroppo i limiti di questa squadra sono evidenti e quando in difesa ti mancano sia Emerson che Ceccherini ecco che tutto si complica maledettamente. Se a questo aggiungiamo che il Coda di ora farebbe fatica a giocare anche in seconda categoria diventa difficile sperare di uscire indenni dalla sfida.

L’illusione – Eppure l’inizio della partita era stato dei più incoraggianti. Davanti a oltre 13 mila spettatori, Siligardi, preferito ad Emeghara, aveva portato avanti il Livorno con un colpo di testa. In molti avevano iniziato a sperare di vivere il classico pomeriggio perfetto. La scelta iniziale di Di Carlo è azzeccata quindi, peccato che sarà l’unica di tutta la partita. A destra Piccini (tra i migliori) spinge come un dannato e la difesa del Chievo soffre le pene dell’inferno, ma Coda oggi è stato in versione Babbo Natale.

Paloschi micidiale – Il Livorno non ha neanche il tempo di festeggiare che Paloschi, beneficiando del primo regalo della difesa amaranto, pareggia i conti. Grande la delusione al Picchi e qualcuno comincia a temere il peggio. E fa bene. La retroguardia fa acqua da tutte le parti e solo un miracolo di Bardi su Hetemaj evita il peggio. Il portiere del Livorno però non può nulla sulla zuccata di Thereau che solo solo ha tutto il tempo di prendere la mira e mettere la palla nell’angolino.

La seconda illusione – A questo punto il Livorno sembra essere pizzicato sull’orgoglio e tira fuori le unghie. Piccini sfonda nuovamente a destra e serve Paulinho che viene atterrato. Per l’arbitro è rigore (ad essere onesti il pallone messo dentro da Piccini era uscito). Dal dischetto Paulinho non sbaglia. Siamo al 33’ e chiudere il primo tempo in parità non sarebbe male visto che poi gli amaranto avrebbero 45 minuti per cercare la vittoria. Peccato che nessuno abbia fatto i conti con Coda.

Ancora Paloschi – Il difensore, ad una manciata di secondi dalla fine, perde un pallone banale. Rimessa laterale e Paloschi in mezzo all’area di rigore la mette dentro di tacco. L’attaccante quando vede Livorno sembra un fenomeno. Ricordate Livorno-Parma di qualche anno fa? Il gol è una mazzata terribile per gli amaranto. Nella ripresa Di Carlo passa al 4-4-2 togliendo Siligardi (tra i più in palla) per Emeghara. Fuori anche un inguardabile Valentini per Duncan. Passano dieci minuti ed ecco il 55’. Sul rigore di Paloschi si chiude un match che doveva avere un finale diverso. Lo capiscono anche i tifosi che all’80’ abbandonano lo stadio (Spinelli se ne era andato addirittura dieci minuti prima). Adesso per restare in serie A serve davvero un miracolo.

Livorno vs Brescia

Il tabellino

Livorno: Bardi, Valentini (52’ Duncan), Coda, Castellini, Piccini, Benassi, Biagianti (67’ Belfodil), Greco, Mesbah, Paulinho, Siligardi (52’ Emeghara). A disp: Anania, Aldegani, Rinaudo, Ceccherini, Emerson, Gemiti, Bartolini, Mosquera, Morja. All. Di Carlo

Chievo: Agazzi, Frey, Dainelli, Cesar, Rubin (63’ Sardo), Guana, Rigoni, Radovanovic, Hetemaj, Thereau (59’ Obinna), Paloschi (75’ Pellissier). A disp: Puggioni, Squizzi, Bernardini, Canini, Guarente, Bentivoglio, Lazarevic, Stoian. All. Corini

Arbitro: Damato di Barletta

Rete: 5’ Siligardi, 8’ Paloschi, 22’ Thereau, 33’ Paulinho (r), 46’ Paloschi, 55’ Paloschi (r)

Note: angoli 8-8, ammoniti Thereau, Benassi, Biagianti, Coda, Guana, Radovanovic, recupero 1’+ 3’, recupero 13.540

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Bardi 6 (Uomo Quilivorno.it): premio di migliore in campo simbolico, come a dire che se dopo un poker al passivo il migliore in campo è il portiere c’è molto su cui meditare. Difficile a credersi vedendo il risultato, ma non ha responsabilità sulle quattro reti subite. Anzi evita guai peggiori su Rigoni, Paloschi e Obinna.

Valentini 4,5: approssimativo nella marcatura e negli appoggi, ha limiti troppo evidenti per la massima serie (53′ Duncan 6: almeno ci prova, sfiora due volte da fuori il gol della speranza).

Coda 4: errori reiterati su tre reti del Chievo, mancanza di concentrazione inaccettabile in una gara chiave.

Castellini 5: il meno peggio dietro, ma ben lontano dalla sufficienza.

Piccini 6: uno dei pochi dentro la partita. Avvia l’azione del vantaggio iniziale, entra anche in quella del rigore.

Benassi 5,5: a disagio nei confronti della mediana muscolare del Chievo, pochi inserimenti e molta imprecisione.

Biagianti 5: inutile che recuperi palla se poi l’appoggio è sempre sbagliato. Suo il fallo da rigore che costa il quattro a due (66′ Belfodil 5: come vedere un elefante giocare con un pallone in un negozio di cristalleria).

Greco 5,5: duo o tre giocate a centrocampo, ma rimane sempre prigioniero della propria discontinuità.

Mesbah 5,5: trova spesso il fondo, serve l’assist volante a Siligardi. Dietro concede poco, ma il rigore nasce nella sua zona.

Paulinho 6: segna su rigore, in una della poche chance che gli capitano per puntare Agazzi. Spesso costretto ad arretrare sulla trequarti, ci mette il cuore ma fa tanta confusione.

Siligardi 6: seconda rete nel girone di ritorno, sfrutta una delle poche palle buone. Peccato che duri un tempo (53′ Emeghara 5,5: messo sull’esterno rende meno, e questo è noto. Ma che colpa ne ha se lo schierano lì?).

All. Di Carlo 5: cosa succede alla sua squadra? Non è possibile concedere gol con una facilità disarmante e dare una così netta impressione di inferiorità ad una diretta concorrente per la salvezza. Formazione e cambi discutibili, poteva fare meglio anche lui.

CHIEVO VERONA

Agazzi 6: un gol da due metri e uno su rigore, poi un paio di respinte coi pugni.

Frey 6: solido, poco votato agli svolazzi e molto alla concretezza. Qualche marcatura errata su Mesbah.

Dainelli 6,5: a dispetto dell’età rimane il miglior difensore del Chievo. Ruvido al punto giusto e sempre con la testa in partita: i colleghi livornesi chiedano informazioni.

Cesar 6: beffato da Siligardi, ma era in controtempo nel contesto di un’azione veloce. Unica lieve pecca in una gara sufficiente.

Rubin 5,5: qualche problema a contenere Piccini, il poco utilizzo ha indebolito i muscoli (63′ Sardo 6: presidia la fascia destra nella mezzora finale).

Guana 6: il solito soldato affidabile che da anni calca i campi di A.

Rigoni 6: commette il fallo che manda Paulinho sul dischetto, ma nell’arco dei 90′ guida i suoi al controllo del centrocampo.

Radovanovic 6: fisicità e sostanza votate alla causa clivense, non emerge ma regge.

Hetemaj 6,5: falso trequartista, è in prima linea nell’impedire la partenza dell’azione. Posizione in cui rimane indigesto al Livorno.

Thereau 6,5: subito nel vivo, segna di testa il sesto gol stagionale (59′ Obinna 6: entra per allungare la squadra e pungere in contropiede).

Paloschi 8: il bimbo prodigio del Milan è diventato bomber vero. Di giustezza, di tacco e dal dischetto mette gli amaranto nella fossa (75′ Pellissier sv).

All. Corini 7: conferma la tradizione che vede il Chievo sempre vincente contro il Livorno. Aiutato dai macroscopici errori difensivi del Livorno, ma la squadra ha un’identità e non si scompone dopo lo svantaggio.

 

 

 

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