Latina – Livorno 3-2. Servono rinforzi?

Contro il Bari mancheranno gli squalificati Emerson e Gonnelli. Difesa da inventare

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Un Livorno formato dottor Jekyll e mister Hyde esce sconfitto da Latina (LA CRONACA) al termine di una prestazione incolore. Sembrava che la cura Gelain stesse funzionando invece in soli 90 minuti sono tornati tutti i fantasmi del passato (LA CLASSIFICA). Niente gioco di squadra, niente azioni manovrate. Soltanto lanci lunghi con la speranza che gli attaccanti facciano qualcosa. Il centrocampo è stato saltato sempre e se a questo aggiungiamo la giornata no dell’arbitro ecco che la frittata è fatta. Prima di affondare il coltello nella piaga c’è da dire che una sconfitta doveva pur arrivare. Dispiace però che sia giunta al termine di una partita giocata così. Perché va bene perdere lottando fino al 90’, ma venir sconfitti da un Latina ultimo in classifica, contestato dai tifosi e pieno zeppo di problemi non va bene.

Quella contro il Latina doveva essere la partita della svolta, invece si è trasformata in quella che ha fatto rinascere mille dubbi sulla squadra. Specie per quanto riguarda la condizione fisica: il Livorno è apparso troppo sulle gambe ed è stato letteralmente surclassato dagli avversari che hanno corso come dannati. Iuliano aveva chiesto una reazione: può ritenersi soddisfatto. Gelain invece no. Sapeva che sarebbe stata una battaglia, ma non pensava di uscirne con la bandiera bianca alzata. Ora la palla passa in mano alla società: il mercato chiude il 2 febbraio. Serviranno grandi lavori per dare al mister i rinforzi che servono.

Quella formazione – Gelain sorprende un po’ tutti e schiera Galabinov dall’inizio al posto di Vantaggiato e Cutolo per l’influenzato Siligardi. In difesa conferma per Gonnelli con Ceccherini che si accomoda in panchina. Le scelte però non ripagano del tutto l’allenatore. Eccezion fatta per Cutolo che porta in vantaggio gli amaranto (ma dopo si scoglie come neve al sole), gli altri due incappano in una giornata negativa. Galabinov, servito troppo spesso con palloni alti, non trova quasi mai la porta e dà sempre l’impressione di giocare con troppa sufficienza. Gonnelli invece stecca la prima partita della stagione. Oduamadi gli fa vedere i mostri e il giovane difensore va letteralmente in tilt.

Il rosso e l’arbitro – D’accordo che a Livorno questo colore piace in maniera maniacale, però in campo si esagera. Ancora due espulsioni che gettano gli amaranto nella più totale emergenza. Contro il Bari, al momento, in difesa restano Ceccherini e Bernardini. I rossi a Emerson e Gonnelli saranno entrambi esagerati, ma in questa stagione sono decisamente troppe le espulsioni. Il brasiliano è solo un lontano parente di quello ammirato ai tempi di Nicola e, per ora, neanche il ritorno alla difesa a 3 sembra ringalluzzirlo. Dicevamo dell’arbitro. Prima regala letteralmente il rigore del 2-2 al Livorno, poi va in totale confusione. Sistema le cose assegnando un penalty al Lanciano (che non c’è), nella stessa azione espelle Gonnelli (altro abbaglio), poi rosso diretto a Emerson per un fallo da dietro (dove sta la pericolosità) e poi grazia Viviani che entra come un killer su Cutolo.

Il mercato –  Il 2 febbraio alle 23 non sarà più possibile tesserare calciatori (tranne gli svincolati). La società quindi ha soltanto due giorni per correre ai ripari. La sconfitta contro il Latina ha dimostrato come a questa squadra manchi qualcosa. In difesa la coperta è troppo corta perché c’è solo un’alternativa (Gonnelli) in caso di assenza di uno tra Ceccherini, Bernaridni ed Emerson. Puntare su un giovane sarebbe rischioso, meglio un giocatore di esperienza capace, all’evenienza, di reggere da solo la baracca. Stesso discorso a centrocampo. Per due partite, Gelain si è ritrovato senza alternative a Pires e Djokovic. Biagianti è preda di un infortunio ogni mese mentre Luci non può reggere un intero girone di ritorno. Rizzo della Reggina potrebbe essere un ottimo ripiego, ma Spinelli deve mettere mano al portafogli. La promozione diretta è ancora possibile, ma in caso di playoff occorre non farsi trovare impreparati.

Il tabellino

Latina: Di Gennaro, Ristovski, Dellafiore, Buscagin, Alhassan, Crimi, Viviani (66′ Olivera), Valiani, Bidaoui, Paolucci (89′ Talamo), Oduamadi. A disp: Farelli, Sbaffo, Jaadi, Figliomeni, Celli, Pettinari, Shekiladze. All. Iuliano

Livorno: Mazzoni, Gonnelli, Emerson, Bernardini, Moscati (46′ Gemiti), Pires, Djokovic, Lambrughi, Cutolo (84′ Jefferson), Galabinov (60′ Vantaggiato), Jelenic. A disp: Bastianoni, Cipriani, Ceccherini, Rafati, Biagianti, Maicon. All. Gelain

Arbitro: Aureliano di Bologna

Rete: 13′ Cutolo, 24′ Emerson (a), 55′ Valiani, 77′ Vantaggiato (r), 80′ Olivera (r)

Note: angoli 8-6 per il Latina, ammoniti Ristovski, Viviani, Djokovic, Valiani, Bernardini, espulsi Gonnelli all’80’ ed Emerson all’84’, Bidaoui al 90′, recupero 0′ + 5′

pagelle 01

Mazzoni 7: se non fosse stato per lui, il passivo sarebbe stato molto più pesante.

Gonnelli 5: prima partita dove il giovane difensore stecca. In affanno su Oduamadiì, finisce la partita con una espulsione e un presunto fallo da rigore. Rimandato.

Emerson 4,5: goffo in occasione dell’autogol. Peccato perché fino a quel momento era stato praticamente perfetto. L’errore lo condiziona per il resto della partita che viene conclusa con un rosso diretto.

Bernardini 5: in difficoltà anche lui come il resto della difesa. Non riesce mai a prendere le misure agli avversari.

Moscati 5: schierato a sinistra per aiutare Gonnelli in difficoltà su Oduamadi. Soffre anche lui l’attaccante neroblù e Gelain lo toglie dopo 45 minuti (45’ Gemiti 6: tiene meglio la posizione rispetto al compagno, ma anche da parte sua arrivano al massimo due cross).

Pires 5,5: fa avviare quasi tutte le azioni del Livorno, ma ha la pecca di perdere il pallone che dà via all’azione del vantaggio laziale

Djokovic 5,5: non si conferma sugli standard del match con il Brescia. Parte a razzo, ma poi si spegne piano piano.

Lambrughi 5,5: nel primo tempo viene schierato a destra. Nella ripresa cambia la sua posizione, ma non il risultato. Fermo sulla linea dei difensori, non arriva mai sul fondo.

Cutolo 6: soltanto per il gol (bellissimo il suo sinistro). Per il resto sembra giocare da solo e non si rende mai più pericoloso (82’ Jefferson sv).

Galabinov 5: è vero che lo schema di oggi era palla lunga e sperare che lui facesse qualcosa. Il bulgaro però perde tutti i duelli aerei e si fa vedere solo per una bella girata. Troppo poco per uno come lui (60’ Vantaggiato 6: freddo dal dischetto, per il resto viene servito male e poco dai compagni).

Jelenic 5,5: in attacco non lo vedi mai, ma il motivo è semplice. Spesso e volentieri è costretto ad arretrare a centrocampo per dare una mano ai compagni. Furbo a procurarsi un rigore più che generoso

All. Gelain 5,5: non convincono del tutto le sue scelte. La sua squadre scende in campo con l’atteggiamento di chi avrà vita facile e viene giustamente punita.

LATINA

Di Gennaro 6: impotente sui gol, vive una giornata fin troppo tranquilla.
Ristovski 6,5: ha spinto come un treno e per la difesa del Livorno erano dolori.
Dellafiore 6,5: annulla Galabinov con una facilità disarmante.
Buscagin 6,5: stesso discorso fatto per il compagno di reparto.
Alhassan 6: Cutolo all’inizio lo mette in difficoltà. Poi non sbaglia più un pallone.
Crimi 7: ma quanti polmoni ha? Corre per due ed è una spina costante nella difesa amaranto.
Viviani 6,5: molto buona la sua partita sia in fase di interdizione che in quella offensiva (66’ Olivera 6: sicuro dal dischetto).
Valiani 7,5: il migliore in campo. Quanto farebbe comodo al Livorno. Segna il gol che dà il vantaggio e combatte su ogni pallone.
Bidaoui 6: buona la spinta sulla corsia sinistra. Finisce anzitempo la partita per un abbaglio dell’arbitro.
Paolucci 6: prova in tutti i modi a fare gol, ma Mazzoni gli nega la gioia (90’ Talamo sv).
Oduamadi 7: da solo riesce a mettere in difficoltà l’intera retroguardia amaranto. Imprendibile.
All. Iuliano 7: l’esperienza lo aiuta e tira fuori dal cilindro una partita perfetta. La sua squadra si vedeva che giocava con il coltello tra i denti a differenza del Livorno.

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