Il congedo di Paulinho: “Grazie a tutti per come mi avete trattato. Questa resterà casa mia”

di rcampopiano

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Quella con il Parma (leggi qui la cronaca della partita e le pagelle) ha rappresentato l’ultima partita in amaranto per Paulinho. Arrivato nel lontano 2004, solo il grande Protti ci aveva visto giusto fin da subito: “Sarà il mio erede”, aveva detto. Visti i primi anni in molti avevano pensato che il “signore delle reti” si fosse sbagliato. Invece il brasiliano ha zittito tutti e negli ultimi tre anni è diventato l’autentico leader di questa squadra. Un grazie particolare va speso per il Sorrento che in due anni (dal 209 al 2001) lo ha fatto maturare e diventare un giocatore a tutti gli effetti. Adesso, com’è giusto che sia, le due strade si dividono. Paulinho ha fatto il suo, forse anche di più. La Premier (probabilmente) lo attende.

Paulo, una stagione sfortunata questa?
“Sapevamo che era difficile e che ci sarebbe stato complicato mantenere la categoria. Noi ci abbiamo provato in tutti i modi e posso dire che ognuno di noi ha dato il massimo per provare a compiere una vera e propria impresa, ma così non è stato”.

Dov’è che il Livorno ha sbagliato?
“E’ difficile da dire. Per molti di noi si trattava del primo anno di serie A e questo forse è stato pagato anche se tutti insieme abbiamo mantenuto il Livorno in corsa per la salvezza fino all’ultima giornata”.

Nel tuo futuro cosa prevedi?
“Ora è presto per dirlo. L’unica cosa che posso dire è che ringrazio la società per avermi dato la possibilità di giocare nella massima serie. Qui tutti mi hanno sempre trattato molto bene, ma non posso ancora dire come andrà a finire questa storia. Di certo ora torno in Brasile e mi godo il Mondiale in casa mia”.

Se ci fosse la possibilità resteresti a Livorno?
“Da quando sono arrivato ho sempre cercato di dare il massimo e di mettermi in mostra. Anche quest’anno credo di esserci riuscito. Qui ripeto mi sento a casa mia, ma bisogna fare altre considerazioni”.

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