Pardini: “LaDronica? Un errore di battitura. Il concetto espresso però non cambia”

di rcampopiano

Mediagallery

La Libertas e coach Pardini fanno (parziale) retromarcia. Il giorno dopo il polverone suscitato dal post scritto sul profilo del coach della squadra livornese (condiviso con la compagna nonché presidentessa), arrivano le scuse da parte del diretto interessato che affida i suoi pensieri ad un comunicato: “La parola LaDronica è stata frutto di un refuso dattilografico (errore di battitura, ndr) del quale è stato dato conto non appena scoperto l’errore, ovvero nella giornata immediatamente successiva a quella del post. Porgo pertanto le mie scuse a tutti coloro che si fossero sentiti offesi dalla suddetta parola”. Noi crediamo alla buona fede del coach libertassino anche se tuttavia risulta difficile credere a quanto detto visto che, in una normale tastiera le lettere B e D sono distanti e, come se non bastasse, la lettera D di Ladronica era scritta in maniera maiuscola. A precisa domanda, il coach ha ripetuto che “confermo che si è trattato soltanto di un errore e più che scusarmi non so cosa fare”.
Per quanto riguarda il concetto secondo cui la Labronica ha un modo “particolare” di arruolare ragazzi, Pardini non tira la mano indietro, anzi: “Rivendico il mio comportamento di critica verso comportamenti che ritengo inopportuni nel contesto del basket giovanile, in merito a questo esiste una segnalazione scritta agli organi competenti (federazione nazionale e Coni) inviata a maggio dalla mia società, la Libertas Livorno dove viene raccontato quello che è accaduto e che sta accadendo. Del mio posto è stata sbagliata la digitazione, ma non il concetto. In questo anno circa 80 bambini si sono trasferiti dalla nostra società alla Labronica che guarda caso ha preso anche il nome di Libertas. Questa comunque è una questione delicata e non voglio entrare nel dettaglio”.
Pardini conclude affermando anche che “la mia frase ‘Livorno è Libertas e Pallacanestro Livorno’ intendeva evidenziare la rivalità tra le due società che da sempre ha caratterizzato il basket nella nostra città e non escludere altre realtà importanti che praticano il basket a livello giovanile con serietà e professionalità come Don Bosco (prima realtà in città), Meloria, Us Livorno e altre”.

I fatti  di ieri
Le parole del sindaco Nogarin riguardante il ritorno del grande basket a Livorno e la speranza che le società possano unirsi per dare vita ad un grande progetto partendo dai giovani (clicca qui) sembrano essere andate al vento, almeno per quanto riguarda la sponda Libertas Liburnia. E’ coach Gabriele Pardini ad accedere una polemica onestamente sterile ed eticamente scorretta. In un post sul suo profilo Facebook, il libertassino scrive: “Domenica enigmistica: ‘Trovate le differenze sugli spalti’: discreto FLOP. A Livorno non importa la categoria, Livorno è Libertas e Pallacanestro Livorno! Ma soprattutto se LaDronica (Bon Ton Labronica Basket, ndr) la smettesse di farsi odiare da tutti probabilmente molti in più sarebbero andati al palazzo e pochi avrebbero boicottato. Invece fregando bambini ed istruttori poi il resto del mondo ti odia e non credo proprio che questo modo di lavorare che ha poco a che fare con lo sport alla fine pagherà”. Il riferimento è al torneo Allianz, organizzato dalla Labronica, che ha riportato, a distanza di anni, il grande basket al PalaModigliani. Un’iniziativa apprezzata da (quasi) tutti, amministrazione comunale compresa. Al post, Pardini ha allegato un’immagine composta da due foto: da una parte il derby tra Pielle e Libertas, dall’altra il pubblico al PalaModì.
Dura, com’era lecito attendersi, la risposta della Labronica per bocca del suo presidente Maurizio Bianchi: “Stiamo aspettiamo l’avvocato per agire per vie legali. Purtroppo non è la prima volta che capitano questo genere di offese.  Sapevo già che lui diceva che rubiamo i bambini solamente perché preferiscono venire da noi. Qui fanno un percorso formativo che laggiù se lo sognano. Pardini, invece che fare qualcosa di diverso, si è messo a scrivere queste cose. Io devo pensare a proteggere la società e quelli che ne fanno parte. Parecchi sponsor ci hanno chiesto spiegazioni e questo comporta dei problemi che preferivo non avere. Non scordiamo che lui è un tesserato e tutto questo provocherà anche sanzioni a livello federale”.
Oltre al presidente, a prendere le difese della Labronica c’è anche un “fratello d’arte”, Alessio Giachetti, un cognome non certo nuovo per tutti gli amanti del basket e non. Anche lui affida a Facebook il suo pensiero: “Chi mi conosce bene, sa che sono una persona abituata a dire le cose se possibile di persona ma sicuramente non alle spalle, per questo ho chiesto oggi l’amicizia al Sig. Pardini (che di signore ha ben poco visto il post fatto l’altro giorno sulla Labronica) per renderlo partecipe del mio pensiero. Caro Sig. Pardini, prima di parlare degli altri una persona dovrebbe guardare per primo in casa sua; i giocatori che dice li siano stati “rubati” dalla Labronica hanno solo fatto una scelta di vita sportiva ed umana evidentemente logorati da un ambiente il “vostro” che di insegnamento di basket, di vita ed entusiasmo non è benché minimamente paragonabile a quello della Labronica! Io adesso che sono padre di un bambino di 4 anni ed ho giocato per 34 anni a basket e sono cresciuto nella “mitica” Libertas Livorno quella VERA, che dice, non mi sarebbe piaciuto far ripercorrere i miei stessi passi a mio figlio? Invece no. Io ho ritenuto importante per il bene di mio figlio abbandonare il mio sogno ed inscriverlo alla Libertas Labronica una società seria, competente, di sani principi e con un entusiasmo contagioso. In conclusione caro sig Pardini fino a che la Libertas Livorno sarà popolata da gente come lei, chi ama il basket veramente non verrà mai a vedervi giocare neppure se andate in Eurolega e godrà dei vostri insuccessi inevitabili!”.

Riproduzione riservata ©