Caso Giannone, parla Salvatore Sanzo: “Mi dispiace, ma ho dovuto farlo”

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di Gianni Picchi

Il presidente regionale Coni Point, Salvatore Sanzo, alcuni giorni fa aveva sollevato dall’incarico di delegato provinciale per Livorno e provincia, Gianni Giannone (clicca qui per leggere). Molti personaggi, sportivi ed istituzionali, a Livorno hanno fatto quadrato intorno a Giannone e, come si suol dire, è stato sollevato un polverone.
Noi abbiamo fatto il dovere del cronista, raccontando il fatto, come è nel costume del nostro giornale. L’unico anello debole, secondo il nostro pensiero, era il comunicato di Salvatore Sanzo. Scarno, e senza alcuna motivazione.
Sapevamo che sarebbe stato presente alla presentazione di “A scuola con Giocosport” venerdì mattina, nei locali del Coni, di via Piemonte. E dopo la conclusione della presentazione ne abbiamo approfittato per parlare proprio con Sanzo.
Mario Fracassi, adesso fiduciario della sezione livornese,  ha tenuto a precisare che “tutto il gruppo di lavoro di Giannone ha chiesto di essere sollevato dall’incarico” però, su richiesta dello stesso Sanzo, rimarranno per il “Giocosport” e resteranno fino alla elezioni per il nuovo sindaco per la città di Livorno”.

Quale sono state le motivazioni che lo hanno portato a sollevare dall’incarico Giannone?
“Il Coni non è la casa di chi lo rappresenta, ma è la casa dello sport. Se uno non ci sta bene, può uscire”.

Sia più chiaro.
“Diverse volte Giannone ha dimostrato il suo disagio. Poi altre ragioni, che le dirò solo a lui. Fino a qualche tempo fa le delegazioni erano dirette secondo le proprie idee. Oggi e’ il nazionale, che indirizza la linea da seguire. Il presidente regionale ha il potere di sollevare chi non desidera stare nella casa. Anche in Piemonte è successo un fatto analogo. Nel dopo Petrucci dobbiamo cambiare, come dice Renzi, verso”.

Avrà modo d parlare con Giannone?
“Sì. Io lo ammiro, e lo stimo, come uomo . E’ una persona che ha fatto molto per lo sport, e nel periodo che è stato in casa Coni. Ma questo è un caso diverso. Ho provato a parlare con Ruggeri. Non ci sono riuscito. Mi ha chiamato il segretario del Pd livornese. E mi ha fatto molto piacere. Livorno, e la sua gente, li conosco bene. Qualcuno ha sollevato anche il fatto del campanilismo, in questo frangente, ma io, per molto tempo, mi sono allenato a Livorno, e quando vincevo nella mia maglietta c’era scritto Fides Livorno. Ma tutto il polverone, che è stato sollevato, credo sia esagerato, e molti lo hanno fatto per pura amicizia con Giannone. Fra qualche giorno, quando gli animi si saranno calmati, e si rifletterà sull’accaduto, sono convinto che, Giannone, capirà. E un uomo che potrà dar ancora molo allo sport. E se Ruggeri diventerà sindaco lo potrà nominare assessore”.

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