“15 incontri in 7 anni mai accolti e ora chiede l’affitto?”. L’associazione Don Nesi replica al vescovo

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A seguito dell’intervento della diocesi (leggi qui) sulla situazione in cui si è venuta a trovare l’associazione Don Nesi, a cui il vescovo ha chiesto l’affitto arretrato, il presidente dell’associazione ha inviato alla redazione di Quilivorno.it il comunicato che riportiamo qui sotto.

L’intervento – L’Associazione don Nesi/Corea ha utilizzato i locali della sede attuale dal 2003 attraverso un rapporto di comodato d’uso gratuito, e Monsignor Ablondi e Monsignor Coletti non hanno mai richiesto compensi, in quanto riconoscevano l’importanza del nostro lavoro, svolto in continuità con l’esperienza di don Nesi. La situazione è cambiata con l’arrivo di Monsignor Giusti e siamo stati chiamati a pagare un affitto fortemente oneroso, incompatibile con le risorse dell’Associazione : siamo volontariato e non abbiamo alcun fine di lucro, evidente o nascosto che sia (i nostri conti sono pubblici e diffusi annualmente a tutti). A tutte le numerose richieste di incontro (oltre 15 nei sette anni di vescovato di Giusti) inoltrate per trovare una soluzione condivisa il Vescovo non ha risposto o ha fatto rispondere ponendo la condizione pregiudiziale di un incardinamento ecclesiale dell’Associazione e di conseguente obbedienza gerarchica al Vescovo stesso. Le nostre risorse sono limitate, ridicolo pensare che un’associazione di volontariato accumuli utili: tutte le nostre prestazioni sono gratuite e riusciamo ad offrire gratuitamente agli utenti servizi importanti (doposcuola per minori, ludo-biblioteca, centro educativo estivo, cinema, incontri protetti …).
Lodevole l’idea di Monsignor Giusti di creare “la casa dei disabili”, ma nel villaggio già ci sono numerosi spazi liberi da poter utilizzare per tale finalità. Inoltre non si capisce come si possa istituire un servizio cosi importante annullando le già scarse risorse dell’associazione servite finora per fare un lavoro altrettanto utile per il quartiere e per la città. E’ veramente inaccettabile la messa in alternativa a servizi essenziali, chiunque sia chiamato a svolgerli ( vera anticamera della logica dello “scarto sociale”, cosa avversata dall’attuale Pontefice al quale abbiamo segnalato il caso Livorno ).
Riconoscendo quanto sopra il Comune ha azzerato il canone di affitto dei locali assegnatici per la nuova sede. Il vescovo forse aderisce ad una mentalità liberista di mercato per cui ogni possibile risorsa deve fruttare?
Solo ora possiamo liberare i locali richiesti dalla diocesi in quanto la definitiva assegnazione della sede da parte del Comune è avvenuta il 30 giugno 2014. Da tale data ci stiamo adoperando tutti (volontari, operatori, amici e sostenitori) per liberare i locali nei tempi sempre promessi alla Diocesi dei 90 gg., e comunque prima dell’udienza giudiziaria del 25 settembre prossimo. La diocesi tornerà quindi nel possesso della sua proprietà: ci auguriamo che dia seguito alle sue intenzioni di “liquidare la questione in modo bonario, chiudendola in termini amichevoli”, come dichiarato dal vescovo nel suo ultimo intervento. La via legale e giudiziaria di sfratto è stata esclusivamente una scelta della Diocesi. La nostra associazione e la cittadinanza tutta apprezzerebbero il gesto. L’associazione don Nesi/Corea ringrazia tutti coloro che hanno dato la loro adesione e che in qualche modo hanno dato un loro contributo, ricordando anche che la sottoscrizione è ancora in corso e tutti possono contribuire tramite il codice iban: IT30K0760113900000043090174. Per qualsiasi informazione o altro tipo di contributo potete rivolgervi ai seguenti recapiti: Tel 0586/424637 email [email protected]

Il presidente dell’Associazione don Nesi/Corea Renzo Bacci

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