Prg, Nogarin non firma. Il sindaco spiega

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“Da parte del Comune di Livorno non c’è stata alcuna volontà di bloccare l’iter relativo al piano regolatore del porto, così come convenuto con il Presidente Rossi in occasione dei precedenti incontri. Avevamo chiesto al presidente della Regione Rossi di farsi portatore di alcuni accordi collaterali a latere dell’approvazione del PRP. Da giorni Rossi si nega al telefono. Noi non bocceremo il piano, anche perché siamo consapevoli dei problemi della città, se il presidente della Regione terrà conto delle nostre istanze”. Lo ha dichiarato il sindaco Filippo Nogarin a una delegazione di lavoratori del porto arrivati a Palazzo Civico (leggi qui e guarda le foto della protesta) per avere delucidazioni circa l’iter della variante al Piano Strutturale del Comune livornese e alla definizione del Prp e del Masterplan del Piano di indirizzo Territoriale (PIT). “Con la diffida– ha sottolineato il sindaco Nogarin- Rossi ha sospeso il percorso intrapreso con il Comune di Livorno. Per questo dobbiamo evitare che la diffida della Regione possa determinare l’interruzione definitiva di tutto il percorso che dovrebbe portare all’approvazione del piano”. Concluso l’incontro con i lavoratori, il sindaco dichiara: “Siamo davanti ad un passaggio epocale per il Porto e la città di Livorno, il Piano Regolatore Portuale è uno strumento fondamentale per la portualità, atteso da oltre 60 anni, sul quale nei pochi mesi dell’attività di questo Consiglio si pretendevano – e subito – tutte le risposte. Questo si è intrecciato, inevitabilmente, con lo stato di crisi complessa vista la scelta della Regione Toscana di puntare, per il rilancio della città, fondamentalmente sul Porto. Nei mesi precedenti, nelle commissioni consiliari, sulle questioni delle portualità sono emerse tutta una serie di criticità, dalla zonizzazione, al passaggio di alcune aree tra città e ambito portuale, a quell’area di cerniera tra città e porto – criticità condivise non solamente dalla maggioranza della quale faccio parte ma pure da una fetta importante dell’imprenditoria e delle forze sociali. Abbiamo quindi richiesto al Presidente Rossi, come detto anche ai lavoratori del porto- di farsi interprete dell’esigenza del Comune di Livorno di poter tornare, una volta approvato il PRP, a discutere di tali questioni, e di essere quindi garante, una volta individuato il nuovo Presidente dell’Autorità Portuale, quale che sia il nome che verrà definito dal Ministro Lupi in sinergia con il Presidente della Regione Toscana, che questo iter possa venir garantito. Per questo, come ho avuto già modo di dire, avevo cercato – senza successo il Presidente Rossi nei giorni scorsi. Da qui la scelta, non facile di non procedere ieri alla sottoscrizione dell’accordo di programmazione, consapevoli che questo passaggio ci sottoponesse ad attacchi speculativi. Così purtroppo è stato. L’atto di diffida giunto da Regione Toscana è per noi un vulnus. Di fronte a scelte di una Giunta ed una maggioranza, per quanto opinabili che siano, si procede di fatto ad un commissariamento, che se da un lato svuota di significato tutto l’iter fin qua seguito dal Comune di Livorno nel rispetto dei tempi, dall’altro rappresenta l’ingerenza da parte di un’istituzione giunta ormai a fine mandato, ed in piena campagna elettorale regionale. Riteniamo che ci siano ancora tutti i margini per recuperare questo gap, se c’è una volontà comune, ad impegnarsi ad affrontare questioni non marginali. Oggi saremo a Firenze, per comprendere le intenzioni del Presidente Rossi, per parte nostra per riallacciare quel percorso che ieri s’è di colpo interrotto”.

La diffida – Partita nel pomeriggio del 9 marzo la diffida della Regione Toscana al Comune di Livorno per la mancata approvazione della variante al piano strutturale relativa al nuovo piano regolatore del porto. Era stato avviato un percorso condiviso per l’ammodernamento dell’infrastruttura portuale in modo da renderlo competitivo. Ma la mancata firma del sindaco, prevista per oggi, impone alla Regione la scelta di far scattare i poteri sostitutivi da parte della Regione. E oggi, con una lettera firmata dal presidente Enrico Rossi, la Regione ha avviato il percorso formale per la diffida. La giunta regionale, vista l’importanza di questa scelta per il futuro del porto e della città, ritiene che non si debba perdere tempo con ulteriori rinvii.
Nel corso della stessa riunione la giunta regionale ha dato il via libera al protocollo d’intesa con il Comune di Livorno finalizzato al rilancio e alla valorizzazione della città. In particolare si prevedono interventi per la bonifica e la riconversione dell’area Trw, compresa la ristrutturazione dei fabbricati per dar vita al Polo tecnologico e incubatore di imprese; sostegno all’iniziativa Livorno Smartcity; misure straordinarie di aiuto per l’inserimento lavorativo dei giovani; finanziamento per interventi sulla viabilità urbana; e infine misure di sostegno alla manifestazione Effetto Venezia.
Naturalmente prosegue l’impegno della Regione per arrivare rapidamente alla firma dell’accordo di programma con il Governo per il rilancio della competitività dell’area costiera di Livorno. Giovedì la Regione sarà, come previsto, al tavolo presso il Mise dove confermerà il proprio impegno per un finanziamento di 200 milioni per la Darsena Europa e di 10 milioni per il piano di reindustrializzazione, oltre a confermare a riservare in tutti i bandi percorsi privilegiati per l’area livornese.

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