Lonzi: “Da danneggiati a danneggiatori”

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Dopo l’incendio che si è sviluppato nella zona della Puzzolente e che ha colpito sia le campagne nelle vicinanze che la Lonzi Metalli, la ditta di smaltimento rifiuti ci tiene a precisare alcune cose e alza la voce contro chi accusa la società di via del Limone (clicca qui per leggere dell’incendio di sabato scorso e per vedere le immagini all’interno della gallery).
Ecco il comunicato della Lonzi Metalli a seguito del rogo di sabato 9 agosto
“Da danneggiati a danneggiatori, Lonzi Metalli non ci sta. Sessanta tra dipendenti diretti e indiretti; tra 120 e 130mila tonnellate di rifiuti urbani e speciali prodotti dal territorio trattati annualmente. Una società solida che rende un servizio essenziale alla comunità di Livorno essendo anello ineludibile della corretta gestione dei rifiuti. Non ci sarebbe avvio al riciclo effettivo senza la selezione che tutti i giorni l’impianto di via del Limone porta faticosamente a termine rispetto alla raccolta differenziata che ogni cittadino compie a casa sua. Questa è Lonzi Metalli, la cui sede e il cui lavoro viene invece continuamente preso di mira come avulso da qualsiasi logica ambientale. Solo in questo modo, ovvero ignorando completamente cosa si faccia all’interno dell’impianto, è comprensibile che qualcuno possa pensare che la Lonzi Metalli abbia alcun interesse a danneggiare l’ambiente circostante o avere qualche vantaggio dagli incendi che purtroppo l’hanno vista vittima troppe volte in questi anni. Buon ultimo quello di sabato.
Un rogo che ci ha visto danneggiati, contrariamente a quello che qualcuno crede, e che più delle fiamme ha riacceso il dibattito dove la Lonzi Metalli sembra il male assoluto e che debba chiudere in quanto pericolo per la città. Un impianto di selezione e uno di recupero di materia dalla raccolta dei rifiuti diventa da soluzione al problema dell’avvio al riciclo, a problema ambientale. Un rovesciamento della realtà che non è più sopportabile da parte di questa azienda. Se il problema è la giusta richiesta di delocalizzazione in quanto negli anni – per regolamenti non certo voluti da noi – sono state costruite alcune abitazioni sempre più vicine all’impianto, come tutti sanno Lonzi Metalli è dal 2010 che si è resa disponibile a trasferire l’attività. Le istituzioni competenti devono però dirci dove delocalizzare, e con che tempi. Questo tuttavia nulla ha a che fare con l’attività dell’azienda che è indispensabile per chiunque voglia davvero dotarsi di una corretta gestione dei rifiuti. Non si può parlare di risultati nella raccolta differenziata, e men che meno di avvio al riciclo, senza un impianto di selezione come quello di Lonzi Metalli”.

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