Cepparello a Nogarin: “Grazie ma… mi dimetto”

Mediagallery

Il presidente del consiglio comunale uscente, Giovanna Cepparello, risponde al sindaco Nogarin il quale le aveva inviato una lettera (clicca qui per leggerla) tentando di convincerla a non presentare le sue dimissioni.
Ecco la lettera che la consigliera, eletta nelle liste di Buongiorno Livorno, ha scritto al primo cittadino…

“Caro Sindaco,
La ringrazio molto per la Sua lettera, e per l’auspicio che Lei gentilmente mi rivolge. Purtroppo non posso ritirare le mie dimissioni, semplicemente per coerenza. Non ho mai avuto particolare simpatia per i dimissionari indecisi, e non mi sentirei a mio agio, dopo quello che ho detto durante l’ultimo Consiglio Comunale, a riprendere con disinvoltura la mia ‘poltrona’. A onor del vero, occuperò il seggio alle Sue spalle ancora per qualche giorno, fino all’elezione del nuovo Presidente, così come prevede il nostro regolamento. Lo farò volentieri, nel tentativo di garantire un passaggio sereno e costruttivo. Ma, passata questa fase di transizione, credo che per me sia arrivato il momento di tornare a quel banco che ho occupato solo per pochi minuti, il 30 giugno del 2014, accanto ai miei compagni di cammino, Marco Bruciati e Andrea Raspanti.
Le motivazioni che mi hanno portato a questa decisione, come Lei ricorda nella Sua nota, sono due: la convinzione che il Consiglio sia stato scavalcato, in particolare sulla questione Aamps, e la volontà di schierarmi su un atto di cruciale importanza. Prendendo spunto dalle Sue interessanti riflessioni, provo a definire meglio la mia posizione. Parto dal primo punto. In questi 17 mesi, ho cercato di fare in modo che l’assemblea si trovasse nelle condizioni migliori per deliberare, quando previsto, e per svolgere la sua funzione di indirizzo e controllo. Rispetto a queste prerogative, risulta fondamentale avere informazioni esaurienti sull’operato e sulle intenzioni del Sindaco e della Giunta. In alcuni casi, ed in particolare su Aamps, ritengo che queste informazioni non siano state sufficienti, né chiare. Come ho già precisato, il problema non si è posto solo nelle ultime, concitate, settimane, ma è sorto nel corso di mesi. Con le mie dimissioni mi sono voluta opporre ad una pratica che certo non riguarda solo la Sua Amministrazione, ma che rientra in una tendenza politica emergente, la stessa per cui i governi ricorrono sempre più spesso a decretazioni d’urgenza, maxiemendamenti e questioni di fiducia. Leggo con molto piacere che Lei ha tutte le intenzioni di valorizzare l’organo assembleare, e mi auguro sinceramente che riuscirà, in collaborazione con il nuovo Presidente, a dare corpo a questa Sua condivisibile intenzione.
Per quanto riguarda il secondo punto, la mia volontà di schierarmi, so che la mia astensione non risponde ad alcuna regola scritta, ma è legata ad una mia personale scelta garantista. Del resto, in più di un’occasione ho votato, su atti ordinari. Ma in questo caso era in gioco una questione che è stata presentata come elemento di forte distinzione del Suo governo, e che ha sollevato una campagna mediatica addirittura a livello nazionale. Prendere posizione, da Presidente, con la possibilità concreta di condizionare l’esito del voto, mi sarebbe sembrata una scelta poco rispettosa del mio ruolo istituzionale.
Augurandole un buon lavoro, Le porgo i miei più cordiali saluti,
Giovanna Cepparello”

Riproduzione riservata ©