Viaggio tra le statue. Smog e graffiti su (quasi) tutte. “Salvi” solo i 4 Mori. A quando risale l’ultima pulizia? San Marco: continua il degrado

Esiste un censimento delle statue presenti in città? A quando risale l'ultimo intervento di restauro e quali statue ha interessato? Occorre fin da subito studiare e mettere in campo un piano di restyling che salvaguardi la storia di Livorno e dei livornesi

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di Gianluca Nisita

Corrose nel tempo dalle intemperie. Circondate da erbacce. Ricoperte di graffiti. Annerite dallo smog. Prese di mira dai vandali. Insomma, in una parola: abbandonate. Si salva solo quella ai “Quattro Mori” (guarda la fotogallery in fondo all’articolo). Ecco cosa è emerso dal nostro reportage (dopo quella alla Porta San Marco – leggi qui) che ha preso in esame le più importanti statue cittadine sparse in città.
Ricche di storia ma al tempo stesso oggetto di atti vandalici, le condizioni in cui versano le statue danno il senso di una società con una scarsa attenzione verso il proprio patrimonio artistico. Un esempio di noncuranza è la statua di Leopoldo II in piazza XX Settembre, dove il basamento è completamente ricoperto da scritte di ogni tipo, alcune delle quali hanno reso difficile perfino rintracciare la scritta “Leopoldo II di Toscana/Opera di Paolo Emilio Dei”’. La scalinata poi è annerita e alcuni pezzi di marmo sono spaccati. La scultura, invece, presenta le mani mozzate ed è ricoperta in alcuni punti da chiazze nere causate verosimilmente da smog e piogge, elementi quest’ultimi che abbiamo riscontrato anche negli altri monumenti analizzati.
Le due imponenti statue che sovrastano piazza della Repubblica, divenute oggi dimora di piccioni e gabbiani, sono dedicate invece a Ferdinando III e ancora una volta a Leopoldo II. La prima, ricoperta qua e là dall’erba, presenta volto, scalinata e basamento punti scuri, proprio come nella seconda. Notiamo inoltre come non ci siano cartelli in grado di fornire informazioni dettagliate. Peraltro alcune delle scritte sono scomparse e la lettura del testo non è delle migliori. Stessa sorte, fra graffiti e vandalismi, per la statua di Francesco Domenico Guerrazzi in piazza Guerrazzi e per il monumento ai Caduti davanti alla chiesa di Santa Maria del Soccorso in piazza Magenta. I soldati, ripresi nell’atto di un ufficiale giuramento, appaiono logorati e si nota chiaramente come la statua sia stata col tempo ampiamente rovinata dagli agenti atmosferici. Non mancano neppure qua, in questo caso dietro, le scritte. Nel nostro reportage abbiamo analizzato anche la statua di Camillo Benso conte di Cavour, nell’omonima piazza: la scultura appare annerita.
Meglio si presenta il maestoso monumento a Giuseppe Garibaldi in piazza Garibaldi, che fiero sorveglia la Fortezza Nuova, e che non mostra evidenti danneggiamenti, a parte le ben note macchie nere già presenti, come detto, sulle altre statue. Promuoviamo a pieni voti i Quattro Mori e non poteva essere altrimenti vista la recente opera di restauro (2014). Ma la domanda che sorge spontanea: che ne è degli altri monumenti? È davvero giusto preservare solo le opere-simbolo e/o quelle più famose? Ci domandiamo inoltre: esiste un censimento in termini numerici e di condizione delle statue presenti in città? A quale anno risale l’ultimo intervento di restauro e quali statue ha preso in considerazione? L’invito che rivolgiamo alla amministrazione comunale è quello di studiare e mettere in campo fin da subito un piano di restyling che salvaguardi la storia di Livorno e dei livornesi.

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