Trw, città tappezzata dagli striscioni

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Non ci stanno a gettare la spugna i lavoratori Trw che vedono il posto di lavoro a rischio nella fabbrica di via Enriques (leggi qui la lettera di una compagna di un lavoratore Trw). E per sensibilizzare la cittadinanza sulla vicenda che vede 413 famiglie alla finestra nella speranza che i vertici dell’azienda di componentistica auto (lo stabilimento produce sterzi per l’indotto Fiat) ritirino la decisione di chiudere entro l’anno hanno appeso in città diversi striscioni (nelle foto di Simone Lanari). Le scritte sono apparse nei luoghi simbolo come ai Quattro Mori (“Livorno, Terni, Piombino, unico destino”) e in Fortezza Nuova (“L’Italia era una repubblica democratica fondata sul lavoro”) ma anche al Cisternone e all’incrocio fra via dell’Ardenza e viale N. Sauro: “Livorno, Terni, Piombino, unico destino”.  E ancora: “Con noi muore Livorno e tutto attorno”. “L’operaio non si tocca”.

Trw in Prefettura – Sempre il 5 novembre il prefetto ha ricevuto una delegazione di lavoratori guidata dalla Rsu ed ha ascoltato la richiesta di un’accelerazione dell’incontro da svolgersi con la multinazionale al ministero. Gli operai hanno espresso anche il loro disagio per la vicenda del monte ore e ferie arretrate non pagate. Dal canto suo, la Trw ha sta valutando la composizione della delegazione che incontrerà il viceministro dell’economia Claudio De Vincenti. Al tavolo presenterà “una proposta” per lo stabilimento di Livorno, senza specificare però di cosa si tratti.

Il comunicato del sindacato – Successivamente all’incontro di Roma del 29 ottobre, durante l’assemblea tenutasi al ritorno dei nostri rappresentanti, i lavoratori Trw hanno votato all’unanimità la ripresa della attività produttiva come segno distensivo nell’attesa del successivo incontro richiesto dal vice Ministro Del Mise con il board statunitense. L’azienda ,pur essendosi attivata ,NON è stata in grado di poter mettere in sicurezza il personale per il turno 6/14 di lunedì 3 novembre, e non garantendo volumi produttivi sufficienti per le capacità della forza lavoro. Per questo motivo le Rsu , in accordo con il lavoratori, si sono viste costrette ad indire nuovamente lo stato di agitazione. L’azienda, trovatasi in difficoltà a gestire la situazione,ha emesso un comunicato dove specifica la sospensione delle retribuzioni ordinarie dal 15 ottobre in busta paga e l’impedimento di poter accedere ad ogni singolo lavoratore alla monetizzazione del monte ore maturato durante gli anni precedenti. Rimaniamo pertanto in stato di agitazione , non escludendo altre azioni di protesta , nell’attesa di conoscere la data precisa dell’ incontro convocato dal Mise con il board americano.

Rsu FIOM FIM UILM

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