La Asl: indennizzo alla famiglia dell’operaio morto. Aperta un’inchiesta per omicidio colposo

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Sono iniziate con il sequestro della nave e del bacino galleggiante dove si trovava la nave le indagini, condotte dalla Polmare, per accertare le cause che possano aver portato a inclinare Urania. La Procura ha aperto un fascicolo contro ignoti: al momento non ci sono indagati. L’accusa è di omicidio colposo. Che cosa ha ceduto è la domanda chiave alla quale si dovrà rispondere al più presto. Il bacino? Un puntello? Le griglie in acciaio che sorreggevano la nave, le cosiddette taccate? Le prime risposte potrebbero arrivare dai filmati delle telecamere del porto che hanno ripreso la scena e che sono state acquisite dagli investigatori della polmare e consegnate in procura.

Indennizzo – La Asl di Livorno è pronta ad attivarsi per corrispondere alla famiglia della vittima dell’incidente nel porto di Livorno l’indennizzo economico di sostegno previsto dalle norme regionali. L’Azienda sanitaria informerà in tal senso i familiari del lavoratore deceduto, che potranno così presentare la richiesta per avvalersi dei benefici della legge. “E’ un aiuto concreto – sottolinea il presidente della Regione Enrico Rossi – che arriva alle famiglie, ma deve essere anche un richiamo alle istituzioni e a tutte le forze economiche e sociali perché la sicurezza sui luoghi di lavoro sia un impegno prioritario e costante. Anche oggi un altro incidente sul lavoro ha coinvolto due operatori della sanità impegnati in un intervento di elisoccorso, a conferma che questa è un’emergenza che n on può conoscere sottovalutazioni”.

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Dimessi gli operai dall’ospedale – leggi qui

Il messaggio di Don Razzauti – La Chiesa livornese è presente in questo momento di dolore per la nostra Città ed il nostro Cantiere. Ogni volta che una persona muore sul lavoro è una sconfitta per tutti. La preghiera è assicurata, ma non basta: dobbiamo esigere maggiore sicurezza e soprattutto che il lavoro sia fonte di vita e non di morte.

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