Street Control? Più cassa che formazione

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Dopo un primo, breve periodo di prova svolto nel corso di una limitata parentesi diurna, adesso la Polizia Municipale comunica ai cittadini livornesi che amplierà sia l’orario (leggi qui), sia l’area di utilizzo del nuovo sistema denominato ‘Street Control’.
Con tutte le ‘trappole’ elettroniche esistenti, vedi telecamere che delimitano le Zone a Traffico Limitato in centro, autovelox posizionati lungo le strade extraurbane, per non parlare del meccanismo del Tutor in autostrada, è innegabile che in generale l’automobilista provi ormai la netta sensazione di incarnare l’unico bersaglio. Una preda inerme, destinata inevitabilmente a cadere nella ragnatela formata da controlli infiniti e incrociati, puntualmente braccata alla prima trasgressione, sia essa pur soltanto veniale o addirittura involontaria.

L’intero sistema non pare proteso all’educazione e al rispetto delle norme del Codice della Strada, bensì finalizzato solo alla repressione e alla conseguente punizione. Una politica puramente vessatoria, applicata in primis esclusivamente a una particolare categoria (senza timore di smentita, altre utenze della strada come ciclisti e pedoni beneficiano di margini di errore ben più ampi) e soprattutto non è assolutamente costruttiva in ottica futura. Anzi, al contrario, accresce proporzionalmente quel senso d’ingiustizia e quella frustrazione a oggi peraltro già ben diffusa tra la categoria degli automobilisti, vessati costantemente da tasse, pedaggi e rincari d’ogni genere.

Alla luce di tale premessa, come si può affermare pubblicamente che il nuovo sistema entrato in vigore anche nella nostra città non sia nella sostanza uno strumento prima di tutto finalizzato a implementare le entrate nelle casse comunali alla voce contravvenzioni? Se è vero che, come si è anche scritto sui quotidiani locali, la strumentazione passa inosservata proprio per cogliere di sorpresa e per non concedere scampo al trasgressore, nel suo utilizzo non può esservi alcuno scopo formativo e edificante. Restando saldamente d’accordo sul principio fondamentale e imprescindibile che chi trasgredisce deve essere giustamente punito (in primis, per quanto concerne i controlli sul mancato rinnovo della copertura assicurativa o della revisione del mezzo), pensiamo anche che quest’ultimo, almeno nell’altrettanto diffusa casistica della sosta in zona di divieto, abbia comunque il sacrosanto diritto di conservare la facoltà di potersi ravvedere in tempo utile ed evitare la sanzione.

Riccardo Heusch, Presidente Commissione Traffico e Mobilità Aci Livorno

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