Vernacolo. “Li sfollati” al Goldoni

Un’intramontabile commedia di Beppe Orlandi e Gigi Benigni torna al Goldoni per le festività natalizie. "Li sfollati" in scena il 26 e il 27 dicembre

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di Linda Lensi

Un’intramontabile commedia di Beppe Orlandi e Gigi Benigni torna al Goldoni per le festività natalizie con protagonista la “Compagnia Beppe Orlandi” diretta da Lia Orlandi Favilla e la regia di Beppe Ranucci, in scena il 26 e 27 dicembre alle 17 al  Teatro Goldoni.

Questa nuova versione de “Li sfollati” vuole esaltare la comicità e l’umorismo livornese, facendo comunque ricordare gli episodi della guerra attraverso lo strazio, la paura, la fame e i drammi più profondi. I livornesi si rifugiavano nelle campagne vicine, nel pisano e nella lucchesia, provando a sopravvivere con le proprie famiglie come meglio potevano. E’ questa la cornice storica su cui un autentico maestro ed uomo di teatro come Beppe Orlandi, ambientò e scrisse con il suo amico e collega Gigi Benigni, quello che fin dal suo primo apparire nel 1945 è stato considerato un classico del  teatro vernacolare ed il loro capolavoro “Li sfollati”.

Portando in scena nuovamente questo classico del teatro vernacolare, lo spettatore avrà così possibilità di assistere alle peripezie tragicomiche degli “sfollati” livornesi, visti attraverso la lente della dura realtà quotidiana, a contatto con gli odiati pisani che forzatamente li ospitano nelle loro campagne. Tutto ciò grazie anche all’elemento fondamentale e più appariscente che caratterizza il teatro vernacolare: le “maschere”.
I personaggi delle popolane livornesi sono infatti interpretate da attori uomini; inoltre l’uso del vernacolo riesce a trasferire con grande efficacia sul palcoscenico, quella filosofia fatta di concretezza, saggezza e spirito popolare tutto labronico, che l’uso della lingua italiana potrebbe rendere meno immediato ed efficace. Quindi, come ha sottolineato Beppe Ranucci, quello che si vuole esprimere è una comicità che prepotente esce da ogni situazione, sdrammatizzando le vicende amare della guerra, si ride delle situazioni, dal modo in cui queste vengono rappresentate e dal modo con cui si muovono e parlano i protagonisti. Certe massime, certi modi di dire in uso fra la gente, hanno un grande effetto teatrale e suscitano una genuina comicità, solamente se espressi attraverso una sintassi contorta, vocaboli originali ed accenti della parlata vernacola.

Un grande scopo di questo tipo di teatro è quello di trasmettere una grande tradizione ai giovani, sia del teatro in sé che del vernacolo. Si pensa che la tradizione del teatro vernacolare possa essere continuata, se naturalmente troverà degli autori che sappiano renderla attuale e specchio dei nostri tempi. A tal proposito, si può credere che oggi, si possono fare due cose, affinché questa tradizione non venga dispersa e soprattutto non venga sciattamente tramandata o volgarmente tradita. “Per prima cosa, bisogna far conoscere ai giovani, anche solo attraverso la lettura, i migliori testi del teatro vernacolare – spiegano in conferenza stampa i protagonisti del teatro vernacolare – e poi bisogna riproporli sulla scena nel  modo giusto. Cioè facendo emergere la nota comica, ma cercando altresì di carpire dai testi stessi, lo spirito labronico e quel collegamento con la società  ed i costumi del tempo. Allo stesso tempo bisognerà riproporre sulla scena quella misura negli atteggiamenti, nei gesti e nelle parole, quella improvvisazione controllata e mai lasciata al caso, che sono presenti in commedie come ‘Li Sfollati”.
“I giovani che vorranno cimentarsi con le maschere – concludono – potranno far rivivere nel modo giusto tali personaggi, solo rispettando rigorosamente tali canoni. Altrimenti tutta l’operazione non avrebbe alcun senso culturale e non porterebbe nulla di nuovo, per una migliore e corretta conoscenza del mondo di Beppe Orlandi”. Questa è stata la linea e l’intendimento della regia (con la preziosa collaborazione di Lia Orlandi), nel realizzare e portare ancora una volta sulla scena, il capolavoro del teatro vernacolare, rappresentato da “Li Sfollati”.

ATTENZIONE: Variazione date

Il Teatro Goldoni informa il gentile pubblico che la seconda recita dello spettacolo inizialmente prevista per lunedì 28 dicembre è stata anticipata a sabato 26 ore 17. Resta immutata la recita pomeridiana di domenica 27. Coloro che avessero acquistato il biglietto per il 28 dicembre possono sostituirlo indifferentemente per il 26 o 27 dicembre o chiedere il rimborso presso il botteghino del teatro. Biglietti ancora disponibili per entrambe le rappresentazioni.

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