Orfeo ed Euridice alla Goldonetta

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di Dario Fantozzi

A 250 anni della pubblicazione labronica dei Delitti e delle Pene, Livorno celebra l’opera universalmente nota di Cesare Beccaria, con una due giorni di convegni arricchita da Orfeo e Euridice, concerto per voci e pianoforte con azione coreografica tratto dall’opera teatrale di Christoph Willibald Gluck e Ranieri de’ Calzabigi. Unione camere penali, camera penale di Livorno, Fondazione Livorno e Fondazione teatro Goldoni, con il patrocinio del Comune di Livorno, hanno presentato stamani al teatro Goldoni, il programma di eventi che celebra i 250 anni dalla pubblicazione labronica di Marco Coltellini. Presenti alla conferenza stampa l’assessore alla Cultura del Comune di Livorno Mario Tredici, l’avv. Alberto Uccelli della camera penale di Livorno, Marco Bertini direttore generale della Fondazione Goldoni e il direttore artistico della stagione lirica Alberto Paloscia accompagnato dalla insegnante, nonché coreografa, Eva Kosa.
Il convegno internazionale si svolgerà dal 16 al 17 Maggio presso l’auditorium della camera di commercio, mentre il concerto avrà luogo alla Goldonetta Venerdì 16.
Perché il milanese Beccaria pubblico a Livorno la sua opera? Perché la città di Livorno era un enclave a se stante, che aveva relazioni lontane con tutta l’europa mediterranea e oltre, con leggi che la emancipavano in qualche modo dal potere granducale e dell’inquisizione – ha spiegato Mario Tredici – tutto ciò fece di Livorno in quei decenni una città in cui l’impresa editoriale fioriva, come dimostrato anche dalla stampa della terza edizione dell’Encyclopédie di Diderot e D’Alambert. Esposta alla camera di commercio per quest’occasione dal 16 al 17 Maggio. Dei delitti e delle Pene è un libro ancora attuale – ha ricordato l’avv. Uccelli – la sua influenza si sente ancora oggi nel diritto penale, fu un caposaldo nella storia della giurisprudenza che rivendicava il diritto ad un giusto processo e alla giusta pena, un baluardo contro l’inquisizione. La prima sessione di convegni partirà dalla mattina di venerdì 16 Maggio e sarà dedicata a Beccaria e il suo tempo, presieduta e coordinata da Adriano Prosperi, professore della Scuola Normale di Pisa, che ci parlerà del quadro culturale dal quale emerge l’opera. La sessione pomeridiana dal titolo Beccaria: legislazione e scienza penale sarà dedicata invece al valore giuridico dell’opera, presieduta e coordinata da Luigi Stortoni professore di diritto penale della Facoltà di Giurisprudenza dell’università di Bologna, che evidenzierà come i principi presenti nell’opera di Beccaria si siano sedimentati nel diritto contemporaneo. Al termine della quale seguirà il concerto di Arie dall’Orfeo ed Euridice del compositore sassone C.W. Gluck, su libretto del livornese Ranieri de’ Calzabigi. Il concerto presentato dal direttore della stagione lirica Paloscia – è un connubio d’ideali mutuati dall’illuminismo, infatti Calzabigi e Gluck anticiparono la riforma dell’opera settecentesca portata a termine dai compositori più famosi, ma non per questo più importanti, come Mozart, Beethoven e lo stesso Wagner – che ha voluto evidenziare come Livorno in quegli anni era una fucina d’idee. Beccaria oggi. I ritardi, le inadempienze, l’oggi. Questo è il titolo della terza sessione del convegno, presieduta e coordinata dal professore di diritto penale, Giovanni Flora dell’università di Firenze, dedicata a ciò che il diritto odierno non ha saputo ancora recepire dall’opera di Beccaria. Al termine del dibattito gli studenti della quarta classe del Liceo classico di Livorno Niccolini Palli incontreranno Beccaria dopo aver lavorato a scuola per mesi sul testo, potranno rivolgere domande e interrogare direttamente due dei più eminenti giuristi italiani, uno per l’accusa, il sostituto procuratore generale di Cassazione Antonio Mura, e l’altro per la difesa, l’avv. Valerio Spigarelli presidente dell’unione delle camere penali italiane.

Programma

Atto I
Ouverture
Coro iniziale “Ah se intorno”,
“Chiamo il mio ben così “– Orfeo
Ingresso di Amore e aria “Gli sguardi trattieni” – Orfeo, Amore
Finale – Orfeo

Atto II
Danza delle Furie
Introduzione alla scena dei Campi Elisi
“Che puro ciel” – Orfeo
Finale – Coro “Torna o bella”

Atto III
Recitativo e Duetto “Vieni, appaga il tuo consorte” – Orfeo, Euridice
“Che fiero momento” – Euridice
“Che farò senza Euridice” – Orfeo
“Trionfi amore”, terzetto finale – Orfeo, Euridice
Orfeo ed Euridice per il progetto “La bella Europa” della Fondazione Teatro Goldoni
Con Orfeo ed Euridice nasce il dramma musicale moderno ad opera del letterato livornese de’ Calzabigi e del musicista sassone Gluck per i quali ricorre il trecentesimo della nascita

Orfeo ed Euridice, concerto per voci e pianoforte con azione coreografica dall’azione teatrale in tre atti di Christoph Willibald Gluck (1714-1787) e Ranieri de’ Calzabigi (1714-1795) è una nuova proposta del cartellone lirico della Fondazione Teatro Goldoni realizzata grazie all’iniziativa ed all’intervento dell’Unione Camere Penali Italiane, alla Camera Penale di Livorno e alla Fondazione Livorno, in occasione di un importante convegno dedicato al tema dell’abolizione della pena di morte nel 250° anniversario della pubblicazione avvenuta proprio a Livorno del trattato di Cesare Beccaria Dei delitti e delle pene, uno dei testi più noti dell’illuminismo italiano.

Lo spettacolo consente di affrontare le tematiche illuministiche care alle tradizioni culturali settecentesche della nostra città e di celebrare i trecento anni dalla nascita dei due artefici della riforma dell’opera seria settecentesca, che tanta influenza ebbe sulla concezione drammaturgica di compositori quali Mozart, Beethoven e lo stesso Wagner: il compositore sassone Gluck e il suo stretto collaboratore letterario, il poeta e librettista livornese Calzabigi. Dell’ ‘opera-manifesto’ della riforma di Gluck-Calzabigi, Orfeo ed Euridice (prima rappresentazione: Vienna, Burgtheater, 1762; con la proposta di questo titolo si inaugurò, nel 1995, il Progetto Settecento del Teatro di Tradizione livornese) verrà eseguita un’ampia selezione per voci soliste e pianoforte, dando una vita a un format mix di musica e danza, con la partecipazione del giovane controtenore Paolo Anziliero (Orfeo), selezionato dalle audizioni organizzate dalla Fondazione Goldoni e di due apprezzate artiste livornesi: i soprani Alessandra Rossi Trusendi (Euridice), solida specialista del repertorio barocco e settecentesco, e Maria Salvini (Amore), autentica ‘rivelazione’ del Cantiere Lirico Progetto Mozart 2013 e acclamata interprete di Despina nella nuova produzione di Così fan tutte mozartiano allestita al Goldoni nello stesso anno. Il tutto coordinato dalla pianista Laura Pasqualetti e dalle coreografie firmate dalla danzatrice e insegnante rumena Eva Kosa, da tempo attiva e residente a Livorno, che si avvarrà della collaborazione di tre giovani danzatori livornesi: Simone Baroni, Giulia Diana, Agnes Borkentos.

L’aspetto di maggiore novità della riforma drammaturgica operata dal musicista sassone in piena sinergia con il letterato livornese ma viennese di adozione, fu quello di mirare a una concezione fortemente unitaria dello spettacolo operistico, che da un lato recuperasse il modello della tragedia greca già instaurata del melodramma degli esordi (quello codificato alla fine del Cinquecento dall’esperienza della fiorentina della Camerata dei Bardi), dall’altro imponesse, secondo la limpida teorizzazione dello stesso Calzabigi, i più profondi legami tra poesia e musica e una stretta coesione di queste due fondamentali componenti con gli altri elementi del dramma, in primo luogo alla dimensione della danza e della coreografia e a quella scenica e gestuale. Un’impostazione che modificò il mero virtuosismo vocale e l’esteriorità dell’ “immaginifico” teatro musicale barocco ripristinò l’attenzione alla parola, alla recitazione ed una visione ‘totalizzante’ del teatro d’opera: in poche parole il duo Calzabigi-Gluck inaugurò un itinerario che porterà progressivamente a quella concezione ‘totalizzante’ del dramma musicale che, dopo i primi traguardi sperimentati dalla collaborazione di Mozart e Da Ponte e dal Fidelio di Beethoven, porterà alle espressioni della drammaturgia musicale del Verdi maturo e all’esperienza rivoluzionaria del teatro musicale di Richard Wagner.
In questa concezione il contributo di Ranieri de’ Calzabigi – autentico ‘caposcuola’ di una cerchia di scrittori teatrali labronici forgiati dall’illuminismo, quali Marco Coltellini e Antonio De Gamerra – fu fondamentale. Così il poeta racconta la sua collaborazione con Cristoph Willibald Gluck: “gli lessi l’Orfeo e glie ne declamai in più volte parecchi frammenti, sottolineando le sfumature della mia declamazione, le sospensioni, la lentezza, la rapidità, i suoni della voce, ora pesante, ora flessibile, di cui desideravo facesse uso nella sua composizione. Lo pregai contemporaneamente di bandire i passaggi, le cadenze, i ritornelli e tutto ciò che di gotico, di barbaro, di stravagante è stato inserito nella nostra musica”.
Così, grazie a questa “azione teatrale” realizzata, come un vero e proprio spettacolo di corte in occasione dei festeggiamenti per l’onomastico dell’imperatore, nacque il dramma musicale moderno.

La vicenda di Orfeo ed Euridice è semplice, asciutta, concentrata: tre soli atti, imperniati su poche scene che formano quadri tra loro contrapposti e tre soli personaggi, il cantore tracio Orfeo, la amata Euridice – con il cui compianto funebre si apre solennemente l’opera – e il ‘salvifico’ Amore, autentico deus ex machina che alla fine scioglie lietamente la vicenda, riunendo i due amanti. Un autentico viaggio dalle tenebre della morte e degli inferi verso la luce dell’eternità e dell’amore: un messaggio emblematico della poetica dell’illuminismo. Il concerto lirico con azione coreografica di venerdì 16 maggio alla Goldonetta rispetterà musicalmente e visivamente la visione unitaria teorizzata dai due grandi artefici della riforma dell’opera lirica Gluck e Calzabigi: un fondamentale incontro tra cultura mitteleuropea e italiana che bene si inserisce nel progetto “La bella Europa” della Fondazione Teatro Goldoni.

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