I croceristi “Usa” affollano il Goldoni

Si rinnova nel mese di maggio il sodalizio con la Royal Carabean nel segno della lirica. La scorsa sera il primo concerto poi “Tosca” il 20 maggio

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La lirica ed il Teatro come appeal turistico di primo piano per la città ed occasione importante per rilanciare l’immagine e la voglia di credere sempre più nella forza della cultura e della musica: non è solo una scommessa, ma dopo le prime belle esperienze avute nello scorso mese di ottobre, il Teatro Goldoni di Livorno ha riaperto le sue porte ai croceristi americani in tour sulle navi della Royal Carabean.
E così, dopo aver registrato oltre 1.500 presenze nei due precedenti appuntamenti, l’ammiraglia Azamara Journey ha condotto la scorsa sera oltre 600 nuovi visitatori nello storico Teatro livornese per assistere ad un coinvolgente spettacolo lirico nel segno di Pietro Mascagni e dei grandi autori italiani, dai suoi coevi Puccini e Leoncavallo a Verdi, con una seconda parte dedicata interamente alla canzone d’autore e napoletana.
Protagonisti sul palcoscenico tre tenori Enrico Rotoli, Enrico Nenci e Leonardo Melani, mentre in apertura il presentatore americano della serata, ha sottolineato ancora una volta la bellezza e ricchezza della nostra terra nel contesto toscano partendo proprio dalla forza musica e dei compositori a cui ha dato i natali: calore ed applausi ad agni brano e tanto divertimento che si rinnoverà il 20 maggio quando il nuovo gruppo di croceristi avrà modo di assistere all’intero primo atto della “Tosca” di Puccini, titolo conclusivo delle Stagioni della Fondazione Goldoni. Una proposta che conferma e va nella direzione dell’offerta progettuale avanzata a suo tempo dal Direttore Generale della Fondazione Goldoni Marco Bertini: “Il Teatro Goldoni è pronto ad accogliere ogni mattina i croceristi provenienti da ogni parte del mondo per fargli assistere ad una rappresentazione dell’opera Cavalleria rusticana, il capolavoro di Pietro Mascagni. Con un’operazione High Quality Low Cost – prosegue – il Teatro della città natale di Mascagni, dove lui ha diretto e che possiede il pianoforte su cui compose l’opera, è pronto a mettersi in gioco, con una produzione che si autofinanzia”.

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