Svolta nei resti umani ai Tre Ponti, i carabinieri: sono del giovane scomparso alle Vaschine nel 2011

Si rafforza l'ipotesi che possa trattarsi del ragazzo di Pontedera, Matteo Maestri, che nel 2011 venne travolto dalle onde alle Vaschine

Mediagallery

LIVORNO –  Sarebbero  di Matteo Maestri, 30 anni, il ragazzo di Pontedera (Castelfranco di Sotto), travolto dalle onde alle Vaschine (Romito) nell’agosto 2011, i resti umani, due femori e parte del bacino, trovati all’interno di un costume arrivato ieri, 10 luglio, sulla spiaggia dei Tre Ponti. E’ la conclusione a cui sono arrivati oggi i carabinieri, che stanno svolgendo le indagini, sulla base della descrizione del costume fatta dagli amici e familiari e dello stato di decomposizione delle ossa rimaste in acqua da almeno un anno. Adesso manca solo la conferma da parte del test del Dna, ma gli investigatori ritengono che possa trattarsi proprio del ragazzo.
Tra l’altro gli elementi raccolti ieri parlavano di un indumento maschile taglia 44. E sono state inoltre visionate tutte le denunce di persone scomparse lungo la costa Tirrenica nell’ultimo periodo e non sono emersi altri casi. Visto il livello di deterioramento del cadavere il medico legale ha richiesto l’intervento di un’antropologa forense. Ai genitori di Matteo sarà quindi chiesto un campione di dna che verrà poi comparato con quello del cadavere.
Dunque si allontana l’altra ipotesi, ovvero che poteva trattarsi dello skipper francese che a fine aprile dello scorso anno cadde da una imbarcazione a vela davanti a Castiglioncello, ipotesi rimasta in ballo fino al pomeriggio di oggi.

L’allarme è stato lanciato da alcuni bagnanti poco prima delle 17. In particolare da 5 ragazzini che mentre giocavano a pallone sulla battigia  hanno visto arrivare a riva qualcosa di strano. “Sembrava un animale morto, ma quando le onde hanno capovolto quella “cosa” abbiamo visto che si trattava di due femori all’interno di un pantaloncino”, hanno spiegato i giovani (per la video-intervista cliccate il link in basso in pagina). Poi una bagnante, Martina Carta, 24 anni, ha avuto il sangue freddo di chiamare i carabinieri avvisandoli del macabro ritrovamento (la sua video intervista in fondo all’articolo). Sul posto sono intervenuti i Ris dei Carabinieri, i vigili del fuoco da terra e una squadra di sommozzatori, la Misericordia di Antignano, la Capitaneria e la polizia municipale. Le indagini sono coordinate dai carabinieri.  L’area è stata transennata con il nastro rosso e bianco per non far avvicinare i curiosi e consentire agli investigatori di svolgere i rilievi.

 

 

Riproduzione riservata ©