Livorno Rugby, sfuma la serie A

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di Gabriele Pritoni

Livorno Rugby – Civitavecchia Rugby Centumcellae 13 – 15

Livorno: Righetti Alberto, Squarcini Riccardo, Di Mauro Daniele, Biagiotti Daniele, Scapaticci Andrea, Brancoli Andrea, Contini Nicola, Cortesi Sergio, Bottari Nicolo’, Baroni Federico (Dal 9’st Cristiglio Alessandro), Paoluzzi Marco, Favati Giacomo, Tangredi Antonio, Morganti Simone (Dal 9’st Ciapparelli Giacomo), Mannucci Christian. A disp. Giglioli Mattia, Bonavia Marco, Rolla Diego, Capozzi Nicola, Sforzi Damiano Michele. All. Saccà

Civitavecchia: Crino’ Alessandro, Rodriguez Aramburu Jonathan, Vassallo Morgan, Natoli Alessandro (Dal 9’st Fabiani Lorenzo), Diottasi Emanuele, Boarato Ettore, Marcellini Alberto, Onofri Athos, Santelli Lorenzo, Fatucci Amedeo (Dal 1’st Missimei Danilo), Flammini Fabio, Manuelli Jacopo, Giordano Renato (Dal 1’st Massai Alessandro), Orchi Gianmarco (Dal 1’st Farace Ivan), Orabona Paolo. A disp. Fraticelli Daniele, Farace Ivan, Rossi Riccardo, Gargiullo Davide. All. Granatelli

Tabellino: 19′ CP Brancoli (3-0), 20′ CP Boarato (3-3), 25′ MT Scapaticci TR Brancoli (10-3), 36′ CP Brancoli (13-3). Secondo tempo: 22′ MT Santelli (13-8), 30′ MT Flammini TR Boarato (13-15).

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Brancoli appoggia l’ovale sul “cinesino”, il cono in plastica che si usa per i calci, e prende la mira: la posizione è centrale ma ci sono più o meno 40 metri dalla porta, il tiro è arduo e siamo agli ultimi scampoli di partita. Andrea calcia, l’alzo è giusto, la potenza c’è. Ma la palla esce di pochissimo, sulla sinistra, e con lei escono dal campo i sogni di gloria dei bianco verdi che lasciano le finali per la A a Civitavecchia. Sarebbe sciocco attribuire la responsabilità della sconfitta a un calcio sbagliato e ancor più sciocco gettare la croce addosso al nostro giocatore più talentuoso, che anzi tutti avremmo voluto su quel calcio per poterlo festeggiare come avrebbe meritato dopo una grandissima stagione; vediamo piuttosto come il Rugby Livorno sia arrivato a giocarsi tutto all’ultimo tuffo, dilapidando un vantaggio che a fine primo tempo era di dieci punti.

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Nei primi venti minuti la palla resta nella zona centrale del campo, senza entrare nei 22 di Livorno né in quelli di Civitavecchia; la tensione è tanta e gli errori, da entrambe le parti, non si contano. Calci sbilenchi, qualche fallo e soprattutto parecchi in avanti spezzettano il gioco e non si vede un gran rugby; Livorno appare leggermente superiore ma è quella che spreca di più, come spesso è accaduto in stagione.

Al 19′, con Civitavecchia che indovina un calcio e si riversa in avanti sul lato destro, splendida azione difensiva di Scapaticci che, isolato e obbligato a resistere pena la perdita del pallone – con probabile meta – evita due placcaggi e mette in movimento Righetti: il numero 14 semina il panico e viene fermato vicino ai 22 avversari da un fallo che, a onor del vero, sottolinea in maniera eccessiva.

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Brancoli chiede i pali e mette i primi 3 punti a referto, gli ospiti rispondono immediatamente dopo un fallo subito sulla rimessa ma la partita trova finalmente un padrone nel Livorno e il baricentro si sposta nei 22 degli ospiti, che subiscono sia nelle fasi statiche che nel gioco alla mano. Al 25′ è ancora Scapaticci a rendersi protagonista con una giocata strepitosa, stavolta in attacco: evita tre placcaggi in mezzo al campo e va a schiacciare tra i pali, per la facile trasformazione di Brancoli. Fino alla fine del tempo Livorno dominerà in lungo e in largo, mettendo costantemente Civitavecchia sotto pressione ma raccogliendo, causa errori, solo altri tre punti e costruendo così l’inizio della propria sconfitta.

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Anche la prima parte della ripresa parla bianco verde, con Squarcini che al terzo minuto calcia in fondo a destra e corre a placcare Marcellino, in una situazione analoga a quella di Scapaticci nel primo tempo: il finale è però diverso, il numero 9 di Civitavecchia è costretto al fallo ma Brancoli fallisce il calcio da posizione defilata. Civitavecchia trova, poco dopo, un bel calcio in profondità ma Livorno esce bene con Mannucci, ottimo, e poi ancora con Scapaticci che fallisce però un calcetto decisivo sulla fascia destra. Lo speaker intanto ci aggiorna sulla partita di Pesaro: Noceto sta rimontando e se vincesse, al Livorno basterebbe un pareggio.

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Passa un minuto, Livorno vince una mischia, Civitavecchia fa fallo e Brancoli va in touche nei 22 avversari. E’ ora di capitalizzare ma un altro errore, l’ennesimo, provoca un turnover e Civitavecchia risale. Intorno al decimo minuto la mossa di Granatelli, che appesantisce di molto la mischia, e un doppio giallo che toglie dal campo capitan Cortesi fanno girare la partita. Al 14′ Righetti è costretto al miracolo per evitare la meta: su un lungo calcio in fondo a sinistra arriva in scivolata un istante prima che l’avversario schiacci a terra ma Civitavecchia è lì, a 5 metri, e preme con un pacchetto di mischia cui non ci si può opporre.

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Livorno si difende ancora con Mannucci, eroico, e con Squarcini che però calcia corto; dopo circa 10 minuti di pressione, il raggruppamento penetrante di Civitavecchia porta alla meta, che vale solo 5 punti per merito del palo che ferma la trasformazione. Giusto il tempo di rimettere in gioco e Civitavecchia si rifà ancora sotto schiacciando la difesa livornese. Stavolta Scapaticci esce bene, indovina il calcetto ma viene atterrato in ritardo: fallo, calcio e touche, Livorno respira, il folto pubblico riprende fiato ma è ancora palla persa in avanti. In mischia i piloni fanno il miracolo subendo fallo ma Brancoli sbaglia ancora, e non di poco, il calcio del possibile 16 – 8. Civitavecchia ci crede, sente l’inerzia della partita nelle proprie mani, torna caparbiamente in attacco approfittando anche di un ingenuo fallo di Righetti e segna un’altra meta quasi in fotocopia alla prima. Stavolta arriva anche la trasformazione e siamo sul 13 – 15 a pochi minuti dalla fine.

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Livorno ci prova ma non smette di sbagliare e, come se non bastasse, ci si mette anche l’arbitro, che prima assegna un calcio di punizione ai padroni di casa e poi, senza che nessuno protesti, cambia inspiegabilmente verso alla decisione e permette a Civitavecchia di ripartire. Dell’ultima azione si è detto, il resto del tempo trascorre con 30 giocatori che in campo mettono solo il cuore, senza più schemi, fino al fischio finale. Subito dopo c’è qualche scaramuccia provocata dalla tensione ma tutto rientra nella normalità e i giocatori, come da tradizione, si abbracciano. Sugli spalti, dove le tifoserie sono mescolate e si sono affrontate a suon di cori di incitamento (grande lezione di sport), ci sono applausi per tutti anche se la delusione è forte. Insieme a Civitavecchia fa festa Noceto, vincitrice a Pesaro.

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“E’ mancata un po’ di testa – ci dice amaro Saccà – in più di un’occasione avremmo dovuto piazzare e non lo abbiamo fatto; la tensione era tanta, si è visto dagli errori di entrambe le parti, ma dovevamo capitalizzare quando ne abbiamo avuto l’occasione; Civitavecchia è una squadra che non perdona tutti quegli errori”. Abbiamo chiesto all’allenatore livornese del suo futuro: “Non so ancora niente, non so se la società vorrà confermare lo staff, abbiamo mancato di pochissimo l’obiettivo che ci eravamo posti ma è presto per parlare della prossima stagione”. Dello stesso tenore le parole di un deluso ds Milianti: “Lo sport è così, si vince e si perde. Ma è dura da mandare giù, siamo stati primi in classifica da dicembre e perdere di due punti fa male. Complimenti a loro, noi ora dobbiamo solo buttare giù questo boccone”.

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Granatelli, visibilmente soddisfatto, ha fatto prima di tutto i complimenti al Livorno: “Diego ha messo su un’ottima squadra, un gruppo giovane con un grande gioco. Mancava, però, del peso in mischia e così abbiamo cercato, dopo un primo tempo in cui avevamo subito, di attaccare lì. E’ andata bene, noi siamo più muscolari e è stata la carta vincente; all’andata ci avevano portato via la partita di poco, stavolta abbiamo prevalso noi”.

Classifica finale: Rugby Noceto FC 38, Civitavecchia R. Centumcellae 33, Livorno Rugby ssd 31, Guidi Impianti R. Pesaro 29, Unione Rugby Tirreno 11, Romagna RFC 10

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2 commenti

 
  1. # emme

    In seria A per cosa, con quali soldi ????

  2. # Bent

    Non credo che ci voglia un budget enorme, anche quando eravamo in A diversi anni fa la società non navigava certo nell’oro….e comunque sarebbe stato un premio per questi giovani tornare in una categoria consona con la storia dei biancoverdi

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