Lions-Etruschi uniti, rabbia Livorno Rugby. La replica di Ciandri

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E’ di qualche giorno fa la notizia che Lions ed Etruschi si sono unite per formare una nuova società con l’obiettivo di proporre un percorso di formazione per la costruzione di giocatori juniores, in particolare per le categorie under 16 e under 18 (clicca qui). In seguito a quanto avvenuto, pubblichiamo la lettera del Livorno Rugby che vuole precisare alcuni aspetti.

La replica di Paolo Ciandri Consiglio Direttivo Lions Amaranto Rugby alla lettera del Livorno Rugby che riportiamo sotto – Leggere lettere pubbliche di questo tipo ci amareggia. Ci fa dispiacere che si parli dell’educazione e della formazione atletica di ragazzi come fossero pedine. Non è e non sarà mai il nostro modo di operare.
Noi siamo volontari, rubiamo il tempo alle famiglie e al proprio lavoro, non certo per apparire, non per interesse, tantomeno per soldi. Il nostro mandato è fare il bene dei giovani atleti che praticano il rugby e che si aspettano di ricevere insegnamenti, modelli e valori, dando spazio a tutti, bravi, meno bravi, belli e brutti. Abbiamo sempre accolto tutti, abbiamo lasciato libero chi non voleva più stare con noi e soprattutto non abbiamo mai messo in atto contatti impropri con atleti di società limitrofe (chi afferma il contrario faccia nomi e cognomi se può .). E’ invece realtà che negli anni abbiamo sempre operato congiuntamente con società che condividevano con noi gli stessi ideali, Pontedera, Pisa, Spezia. E sempre i ragazzi ne hanno tratto vantaggi, nello sport e nell’amicizia.
Adesso stiamo aderendo ad un progetto che unisce, i cui dettagli, non ancora noti al pubblico, sono stati malamente ipotizzati da chi non ne vuole far parte. Un progetto che mette al centro i ragazzi, la loro voglia di imparare, di emergere, di giocare a rugby, di stare in sana compagnia. Un progetto dove tutte le società possono partecipare, a cui può tranquillamente aderire anche il Livorno Rugby 1931, condividendo gli stessi ideali, in maniera paritaria, facendo alcuni passi indietro come tutti, per una giusta causa.
Ai Lions non piace partecipare a inutili litigi tra dirigenti. Lasciamo questo divertimento ad altri, siamo abituati a costruire e non a demolire, sempre nel bene dei ragazzi. Dopo questo testo non ne seguiranno altri.

La lettera del Livorno Rugby – “A proposito dell’iniziativa di cui è apparsa notizia riguardo alla costituzione di una nuova società, chiamata franchigia, promossa da Rugby Etruschi e Rugby Lions per le categorie under 16 e under 18, riteniamo necessario fornire notizie che sicuramente interesseranno quanti mostrano interesse per questa asserita novità. Sino dall’anno passato era stata proposta ai Lions la costituzione di una franchigia per le categorie da under 14 a under 16. Non era prevista l’under 18 in quanto categoria della quale i giocatori di secondo e terzo anno, possono venire utilizzati anche dalle rispettive squadre seniores e quindi un diverso tesseramento avrebbe precluso tale evenienza. Durante l’iniziale presentazione della nostra proposta, si era ipotizzato sia che tale franchigia avrebbe potuto essere costituita da una selezione dei migliori giocatori delle società partecipanti, e queste avrebbero conservato il diritto di formare comunque squadre under 14 e 16 per partecipare ai rispettivi campionati, oppure di attribuire completamente alla franchigia la gestione di tutti i giocatori della categoria.
Sono state appena accennate in tale sede le inevitabili problematiche, quali il finanziamento, il nome, l’acquisizione della partecipazione al girone elite, titolo appartenente al Livorno Rugby, quali strutture utilizzate per l’attività, i tecnici e i dirigenti, il rilascio di eventuali deleghe per l’attività obbligatoria. Problematiche che ogni iniziativa del genere solleva, ma se viene raggiunta un’unità di scopo, non sarebbero state insormontabili. Il rifiuto perentoriamente opposto dai Lions ha chiuso sul nascere l’iniziativa. A tale rifiuto i Lions hanno fatto seguire una diversa proposta: una fusione tra Lions Livorno e Livorno Rugby in una nuova società partecipata al 50% da entrambe. Alla replica del Rugby Livorno per cui, nonostante le difficoltà che un’iniziativa del genere avrebbe incontrato non poteva non tenersi di conto del diverso peso delle due società in termini di titoli sportivi, strutture, tesserati, impegni finanziari sostenuti e … storia. Il Livorno Rugby pertanto non poteva accettare un accordo che prevedesse condizioni paritarie: in una costituenda società, contrattano posizioni paritarie aspiranti soci che conferiscono valori paritari; qui, al contrario, la realtà delle due società esprime carature diverse, e disconoscere la realtà porta sempre a cattive soluzioni. Infine nel mese di giugno 2015 i Lions, consapevoli avere difficoltà ad allestire per il campionato 2015/2016 una squadra under 16, si rivolgevano al Livorno Rugby ed al Rugby Pontedera per trovare un accordo tecnico limitato appunto a questa categoria e, nel corso di una riunione, veniva raggiunta un’intesa, che il Rugby Livorno ed il Pontedera accettavano qualunque delle due proposte alternativamente formulate fosse stata il giorno successivo ratificata dal Consiglio dei Lions. L’intesa era la seguente: qualora con il contributo di alcuni giocatori del Rugby Pontedera e del Livorno Rugby i Lions potevano formare una squadra numericamente in grado di affrontare il campionato regionale, squadra alla quale il Livorno Rugby avrebbe fornito anche supporto tecnico (allenatore) ed avrebbero mantenuto la loro autonomia. Questo anche per i motivi di obbligatorietà. Al Livorno Rugby per tale sostegno sarebbero venuti in prestito due giocatori dei Lions che, a detta del suo presidente, già avevano manifestato desiderio in tal senso e forse un giocatore sarebbe pervenuto dal Rugby Pontedera.
Qualora invece i numeri non avessero garantito questa soluzione, tutti i giocatori dei Lions e del Pontedera sarebbero stati ceduti in prestito al Livorno Rugby che, in ragione delle liste aperte, avrebbe potuto formare due squadre. La seconda squadra avrebbe conservato una sua identità anche con l’uso della maglia che ricordasse l’appartenenza della maggior parte dei suoi giocatori. Il premio federale per l’allestimento di una seconda squadra sarebbe stato poi ripartito in base al numero dei giocatori di ciascuna società che nel corso dell’anno vi avevano fatto parte. Dovevamo avere una risposta entro 48 ore, ma niente è pervenuto. Neppure uno “scusate abbiamo cambiato idea”. L’iniziativa di cui si è avuto notizia non ha coinvolto il Livorno Rugby e ciò deve apparire strano tenuto conto della nostra rilevanza in ambito, quanto meno locale. Ma questa che viene progettata non è una franchigia nel senso di iniziativa finalizzata alla formazione di squadre di livello ed all’ottimizzazione delle risorse umane a disposizione, nell’interesse di tutto il rugby labronico come invece la nostra società da tempo, tra mille difficoltà e resistenze, tenta di operare, ma una iniziativa fine a se stessa, semplicemente finalizzata ad unire, per necessità di sopravvivenza, le forze di due società che, ad oggi, da sole, non riuscirebbero a completare neppure numericamente una formazione. Forse anche per questo si susseguono insistenti ed impropri contatti nei confronti di genitori di giocatori di altre società limitrofe, iniziative queste, eticamente discutibili e forse non in linea con le norme comportamentali previste anche dal Regolamento di Giustizia della FIR. Chiunque opera così pensa evidentemente di poter fare qualunque cosa ritenendosi intoccabile e perciò svincolato da ogni regola. Chi ha interesse valuti i fatti e ne tragga le dovute considerazioni”.

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