Continua la crescita dei giovani leoncini

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Un sabato di fine inverno memorabile per i giovani e ruspanti leoni, che hanno avuto l’onore di rappresentare la Toscana nel torneo internazionale di Recco. I Lions Amaranto under 14 (nati negli anni 2002 e 2003) hanno disputato, nel prestigioso quadrangolare effettuato in terra recchilina, ottime partite. A dir poco spumeggiante il gioco espresso. Al via dell’evento, oltre ai labronici, Recco per la Liguria, Asti per il Piemonte e Bennet per l’Inghilterra. La formula ha previsto un girone all’italiana con partite a tempi unici di 20 minuti, effettuate con le regole degli under 16 (15 i giocatori in campo), ma con mischie ‘no contest’. Le importanti novità non hanno scoraggiato gli amaranto, che anche con situazioni di gioco per loro inedite, si sono comportati egregiamente. I ragazzi allenati da Emenuele Bertolini e Matteo Civita, in successione, hanno perso la prima partita con l’Asti 0-2 (ogni meta un punto), hanno pareggiato (1-1) con il Bennet ed hanno chiuso con una vittoria giunta in extremis (3-2) con il Recco. Alla fine ricco terzo tempo offerto dai padroni di casa. Bertolini e Civita non nascondono la loro soddisfazione per la positiva esperienza. La loro formazione è andata, nel corso del torneo, in crescendo. La squadra ha confermato la propria grande compattezza ed è restata unita fino all’ultimo minuto dell’ultima partita. La parte finale della stagione può riservare ulteriori piacevoli sorprese. Complimenti ancora. I giocatori utilizzati: Lischi, Cappelli, Lo Coco, Brondi, Ficcanterri, Chiarini, Barsacchi, Marchi, Porciello, Sula, Chiarugi, Rondelli, Uccetta, Bicchierai, Pellegrini, Recchi, Massoni, Strazzullo.

lIONS UNDER 12 2016

UNDER 12

Per i giovanissimi Lions Amaranto Livorno under 12 i risultati (un pareggio e cinque sconfitte) non sono stati eccezionali, ma questo ultimo concentramento della seconda fase della stagione ha ugualmente fornito indicazioni più che incoraggianti. Sul campo amico di via della Chiesa di Salviano, in questa ultima domenica d’inverno, i leoncini (nati negli anni 2004 e 2005) affidati alle cure degli allenatori-educatori Alessandro Brondi, Brunella Caiazzo e Davide Mantovani hanno mostrato un carattere d’acciaio. Pur alle prese con pesanti e gravi assenze e pur costretti a fare i conti, già nel corso delle prime gare del concentramento, a noiosi infortuni, gli amaranto hanno provato a gettare il cuore oltre l’ostacolo. Sul piano del gioco e della volontà, le indicazioni sono positive. Gli imminenti tornei primaverili (a Noceto, in Corsica e a Perugia) possono essere affrontati con grande fiducia ed ottimismo. Al via del concentramento di Salviano, quattro squadre della provincia. La formula ha previsto la disputa di una sorta di campionato: tutte le formazioni si sono affrontate l’un l’altra due volte, dando vita ad un girone d’andata ed uno di ritorno. I Lions, dopo aver perso di misura – a testa altissima – con Amatori Rosignano e Amatori Cecina, hanno pareggiato nell’ultima partita del girone d’andata con i ‘cugini’ degli Etruschi Livorno. Nel girone di ritorno, con gli allenatori impossibilitati, per l’esiguo numero di giocatori a disposizione, ad effettuare rotazioni, inevitabilmente si è registrato un calo. Non sono mancate grinta e applicazione: le tre sconfitte del girone di ritorno sono state tutte quante più che decorose nella forma e nella sostanza. La squadra, che con rara maturità sta affrontando gli attuali problemi dovuti alle gravi assenze, è destinata a chiudere in crescendo la stagione. Il lavoro dei tecnici e dei dirigenti è soprattutto impostato a lungo termine: i leoncini nel giro di pochi anni diventeranno veri leoni. I 14 elementi protagonisti domenica scorsa sul campo amico di Salviano: Thomas Chelli, Gabriele Del Pero, Jonathan Frassinelli, Lorenzo Giorgi, Alice Laviosa, Cristiano Lunardi, Matteo Mazzi, Omar Ouhdif, Gregorio Paglini, Lorenzo Pannocchia, Nico Quercioli, Cristiano Sagliano, Giulio Tedeschi, Luca Zampini. Assenti giustificati: Nico Bernini, Giovanni Cerrai, Giorgio Ferra, Gabriele Marchesan, Niccolò Pieralli e Lorenzo Porciello,

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