Cantine, annuncio shock. “Niente gare nel 2016”

I presidenti avevano già scritto una lettera all'assessore con la quale chiedevano a gran voce degli investimenti per il palio marinaro. Ora sono passati alle vie di fatto

di rcampopiano

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La crisi che sta attraversando il mondo remiero sembra destinata a non finire. A inizio novembre, l’assessore allo sport Perullo, in commissione consiliare, aveva fatto il punto sulle gare remiere e sulla situazione delle cantine auspicando una rapida soluzione ai vari problemi (clicca qui). Ad oggi tuttavia pare che sia ancora tutto in alto mare. A dirlo sono i presidenti delle sezioni nautiche che, riunitisi in assemblea, hanno preso l’amara decisione di non prendere parte alle gare remiere del prossimo anno se la situazione non migliorerà e se non verranno presi dei miglioramenti. I presidenti avevano già scritto una lettera all’assessore con la quale chiedevano a gran voce degli investimenti per il palio marinaro. Ora sono passati alle vie di fatto e all’orizzonte si sta stagliando uno sciopero che avrebbe del clamoroso. Di seguito riportiamo, per intero, la lettera che l’Assemblea dei presidenti ha scritto all’amministrazione dove si minaccia di non prendere parte alle prossime gare remiere.

“C’è modo e modo di interpretare il pensiero di chi diviene interlocutore, alcuni si dimostrano “neutri” nel senso che esprimono con il loro silenzio l’intenzione di emarginare, influenzando con questo atteggiamento l’altro interlocutore, tentando di renderlo mite; altri sono invece di “parte” e intendono raggiungere, con alcune considerazioni che tengono conto il tipo di interlocutore, una effettiva collaborazione ed una vera partecipazione al dialogo. L’Assemblea dei Presidenti si colloca nella seconda definizione per due motivi principali: in primo luogo con un diverso linguaggio utilizzando il modo di porsi direttamente all’ interlocutore, il così detto modo alla “cantiniere”, l’altro di essere un interlocutore capace, credibile e più che altro partecipativo. Quando diciamo partecipativo vogliamo far intendere che siamo stati sempre e sempre saremo presenti nelle proposte espresse in tutti questi anni, per il rilancio del Palio Marinaro, sono tantissimi i momenti ma ne elenchiamo tre:
– Fin dal 1952 in cui si effettuò la più intensa partecipazione di popolo, attraverso le Consulte Popolari, per il rilancio del Palio Marinaro del dopo guerra;
– Gli Stati Generali del 2004, anche qui con una partecipazione dei livornesi di ogni estrazione, nel tentativo di integrare il cittadino;
– La “Riforma Ritorni” del 2013 che poggiava sulla ricerca di rilanciare il Palio formulando idee e proposte in apposite commissioni di lavoro, a cui partecipammo, che suggerivano un vistoso tessuto sociale di attività con i territori.
Oggi invece siamo malinconici perché sospettiamo che il 2016 sia il cosiddetto “Anno Zero”, non solo non dando risposte alle nostre considerazioni, ma il renderci “emarginati” non comunicandoci, per esempio, che in Consiglio Comunale si svolgeva un importantissimo dibattito sul Turismo e sul Palio Marinaro a questo connesso, dibattito che riteniamo interessante anche nelle formulazioni delle opposizioni che hanno sollecitato risposte alle nostre proposte, un dibattito colorito ed interessante, richiedendo la calendarizzazione con sicure scadenze di quanto di meglio possiamo e possono suggerire da chi ha a cuore le sorti del Palio Marinaro. Alle risposte che aspettavamo dall’Amministrazione Comunale sono subentrate le opposizioni, addirittura chiedendo di interloquire direttamente con le Sezioni Nautiche attraverso l’apposita Commissione Comunale.
L’Assemblea dei Presidenti, riunitasi in data 5 novembre, conferma quanto indicato nella lettera precedente di non partecipare alle gare remiere 2016 perché l’Amministrazione Comunale continua ad avere pregiudiziali nei nostri confronti e crediamo che non abbia le forze, economiche ed organizzative per supportare la manifestazione del Palio Marinaro 2016.
Un peccato per questo passo falso soprattutto da una Amministrazione Comunale nuova e fortemente intenzionata a fare bene, con noi non ci siete riusciti; siamo comunque disponibili a portare avanti le vostre proposte future, che in parte condividiamo, con un nostro coinvolgimento attivo e meritevole di attenzione”.

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