Livorno, preso Mutti: “Lusingato”. Parla Spinelli. Panucci: “Vi porterò sempre nel mio cuore”

Il presidente: "La squadra meritava di più dell'attuale classifica. Ho fatto investimenti importanti e voglio avere dei risultati"

di rcampopiano

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Un fulmine a ciel sereno. Il Livorno ha esonerato Panucci e chiamato, al suo posto, Bortolo Mutti. Una decisione inaspettata dopo che Spinelli aveva ribadito la fiducia in Panucci all’indomani della sconfitta di Bari. Per il nuovo allenatore contratto fino a giugno con opzione per il secondo anno. L’ex Messina porterà con sé una vecchia conoscenza del calcio italiano, Francesco Colonnese che sarà il suo vice. L’ex tecnico amaranto paga a caro prezzo l’ultimo trend negativo. Dopo un exploit con quattro vittorie di fila, il Livorno aveva rallentato la sua corsa. La classifica però era in linea con i piani prefissati a inizio stagione. Sicuramente a Spinelli non sono piaciute le frecciatine di Panucci: “Se si voleva andare in A bisognava spendere” o “se si cambiano gli obiettivi a stagione in corso mi sento preso in giro”. Ora spetterà a Mutti il difficile compito di traghettare la squadra almeno agli spareggi promozione.
Parla Spinelli – Raggiunto telefonicamente, Spinelli spiega i motivi che lo hanno portato a questa scelta: “Sono dispiaciuto per com’è andata a finire con Panucci, ma onestamente meritavamo molto di più dell’attuale classifica. La decisione non è maturata dopo la sconfitta di Bari, ma ci stavo già pensando da tempo viste anche le ultime prestazioni”. Il presidente condanna l’allenatore per la poca esperienza: “Panucci era alla prima panchina e a me serve qualcuno che abbia una carriera importante alle spalle. Non voglio parlare di serie A, ma almeno i playoff voglio raggiungerli”. Il patron poi fa una disamina sulla squadra: “Ho speso tanti soldi e sono uno al quale non piace investire senza vedere i risultati. Abbiamo fatto degli acquisti importanti e il Livorno ha una rosa molto competitiva. Bisogna provare a tornare più in alto in classifica”.
Parla Panucci – Raggiunto intorno alle 19 in viaggio per Roma, l’ex allenatore commenta, un po’ a malincuore, la decisione di Spinelli: “Ringrazio tutti, dal presidente al direttore sportivo passando per i giocatori. E’ stata un’esperienza fantastica. Porterò sempre Livorno nel cuore. Se mi aspettavo questo esonero? Il presidente ha deciso così. Mi bastano le testimonianze dei miei giocatori questa mattina per andare via con almeno un mezzo sorriso”.
Parla Mutti – Il nuovo allenatore avrà soltanto due giorni per dare una prima impronta alla squadra. Sabato infatti al Picchi arriva un Novara che sta attraversando un ottimo momento di forma. L’allenatore dovrà fare appello a tutta la sua esperienza per portare a casa i primi punti sulla panchina amaranto.
Mister, le sue prime impressioni?
“Prima di tutto voglio rivolgere il mio saluto a Panucci con il quale ho lavorato a Palermo anche se lui in quell’occasione era il direttore sportivo. Detto questo, sono molto felice di essere arrivato qui perché torno a fare quello che mi piace. La chiamata di Spinelli è stata un po’ a sorpresa e pensavo che fosse interlocutoria. Invece il presidente è stato deciso fin dal principio. So che mi aspetta un duro lavoro e sono pronto per questa sfida”.

Non ha avuto dubbi sull’accettare l’incarico?
“E come potevo averli. Livorno è una delle piazze più importanti e c’è una grande voglia di fare bene. Ho subito detto sì anche perché questa è una realtà che ho sempre ammirato”.

Che obiettivo si è dato?
“Fare il meglio possibile. La squadra ha il giusto mix di giovani e giocatori esperti e sarà mio compito farla scendere in campo nel miglior modo possibile. Il presidente ha l’ambizione di fare bene e anch’io. Sicuramente vogliamo arrivare ai playoff, ma occorre lavorare con calma. Dopo un allenamento è difficile poter parlare di obiettivi”.

Che tipo di tattica userà?
“Sicuramente in campo serve equilibrio. Io di base uso il 4-4-2 ma in passato ho usato anche il 4-3-3 o con la difesa a tre. Dobbiamo studiare quella che sarà la soluzione migliore”.

Dopo le due grandi stagioni di Messina, la sua carriera è stata in fase calante. 
“Per avere certe chiamate occorre anche avere chi ti spinge. Io mi sono sempre stato una persona libera. A Messina presi la squadra ultima e vincemmo il campionato. Anche a Modena e Palermo ho fatto bene. Forse in me vedono qualcuno che può aggiustare una situazione compromessa”.

Che tipo di rapporto avrà con Spinelli?
“Sarà basato sulla trasparenza e spero anche nel suo contributo. Poi i momenti duri ci saranno, ma il presidente può dire quello che vuole con la massima libertà. E’ giusto saper accettare quello che verrà detto”.

La difesa, con i quattro dietro, ha sempre subito gol da destra. Come pensa di ovviare?
“A volte ci sono delle situazioni particolari e occorre lavorare molto perché i ragazzi per fare bene in quel ruolo ci sono. Tutta la fase difensiva sarà ben curata e anche chi gioca più alto dovrà fare una mano”.

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