Nicola alza la voce: “Questa squadra ha le palle. Basta dire che il nostro è un campionato deludente”

"Da quando sono qui sono cresciuti tutti sotto diversi fattori. Per dare un esempio: le nostre vacanze natalizie saranno le più corte per volere degli stessi giocatori"

di rcampopiano

Mediagallery

La sconfitta contro la Lazio e le tante, troppe voci che si sono susseguite non sono proprio andate giù a Nicola. L’aver messo in discussione il campionato fin qui svolto con i giocatori accusati di scarso accanimento hanno fatto traboccare il vaso e il tecnico non ci ha pensato due volte. Da buon condottiero ha voluto metterci la faccia per dire una volta per tutte cosa pensa di questo Livorno e del futuro che attende la squadra.

La squadra c’è – Nicola non impiega giri di parole per esprimere quello che pensa: “Oggi era giusto che venissi io a parlare perché analizzo l’ambiente sia esterno che interno. Voglio subito dire che il nostro campionato non è fallimentare, anzi. L’obiettivo del Livorno è quello di giocarsi la salvezza lasciandosi alle spalle almeno tre squadre. Siamo ad un punto dal Sassuolo e a 2-3 dalle altre squadre che lottano per la salvezza. La scorsa giornata non eravamo noi l’anomalia, ma la Lazio che aveva 17 punti. Questa squadra ha due palle grosse e mi sono rotto di sentire certi discorsi”. Il tecnico si riferisce a chi ha detto che il pareggio contro il Milan è arrivato per caso: “Sento e leggo che noi abbiamo fatto 2-2 solo perché loro erano con la testa all’Ajax. Nel nostro campionato abbiamo sempre lottato tutti insieme e non si può dire mai il contrario. Se pareggiamo contro una big è perché ce lo siamo meritati. Se non scendi in campo con la giusta cattiveria non fai 13 punti. In trasferta ne abbiamo fatti 4 senza contare che a Verona è arrivato un ko per colpa non nostra”.

Il non lamento – Da quando è arrivato, Nicola non ha mai trovato una scusa per sconfitte o decisioni quantomeno discutibili. E ha tutta l’intenzione di continuare su questa linea: “Non mi faccio prendere per il culo e non accetto le banalità. Sono convinto che questa squadra può lasciarsene altre tre alle spalle alla fine del campionato. Non ho mai detto che abbiamo perso per colpa di qualcuno o per demeriti non nostri e sarà sempre così. Io lavoro qui dalle 11 la mattina alle 8 di sera per arrivare ad un unico solo obiettivo. Lottiamo e perdiamo tutti insieme. Non mi sentirete mai dire che noi siamo inferiori a qualcun’altro”.

La crescita – Un anno e mezzo fa, il tecnico ha trovato una squadra reduce da una salvezza raggiunta all’ultima giornata e con il morale da ricostruire. E’ stato un percorso lungo e difficile, ma alla fine Nicola ha raggiunto il suo intento: “Da quando sono qui sono cresciuti tutti sotto diversi fattori. Per dare un esempio: le nostre vacanze natalizie saranno le più corte per volere degli stessi giocatori. Quando ho accettato di proseguire con questo progetto ero ben consapevole delle difficoltà che avrei incontrato e dirò di più: mi sono stupito quando all’inizio siamo partiti così bene perché credevo che ci avremo messo più tempo a fare quei punti. Visto che tutti ci davano per spacciati già all’inizio del campionato, direi che si è già fatto un mezzo miracolo”.

I nuovi e il mercato – Diciamo la verità: il rendimento dei nuovi arrivati, al momento, è al di sotto delle aspettative. Alzi la mano chi non si aspettava di più da Emeghara, Greco, Biagianti e Coda. Eppure Nicola va controcorrente: “Non penso che Greco stia facendo male, anzi. Non aveva mai segnato come quest’anno. Coda ha fatto qualche errore è vero, ma chi nel corso di sedici partite non li commette? Emeghara deve giocare più tranquillo e sereno sapendo che deve sfruttare meglio le sue potenzialità. Siligardi lo stiamo recuperando anche se alterna prestazioni più convincenti rispetto ad altre. Bardi infine ha fatto due errori in sedici partite. Sfido chiunque a farne meno. Se nell’arco di una stagione fai 30 presenze con solo 5/6 disattenzioni allora sei un giocatore da serie A”.

 

Riproduzione riservata ©