Livorno-Pro Vercelli 3-1. Che rimonta, amaranto terzi. Prende a schiaffi uno steward: 5 anni di daspo

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di Riccardo Campopiano e Simone Panizzi

Evidentemente è nel Dna del Livorno il non saper vincere una partita senza soffrire. Anche contro un avversario modesto come la Pro Vercelli (leggi qui del tifoso ospite denunciato per aver preso a schiaffi uno steward) sono serviti 78 minuti per andare avanti di una rete (come di consueto trovate il link alla fotogallery in fondo all’articolo). Gli amaranto hanno fatto tutto da soli (e non è la prima volta). Si sono complicati la vita con l’autogol di Mosquera e poi non sono riusciti a concretizzare le numerose palle da rete create. È servito ancora una volta il passaggio al 4-2-3-1 o 4-2-4 se preferite per veder gonfiare la rete (LE INTERVISTE). E a questo punto ci viene spontanea una domanda: non sarebbe meglio provare almeno una volta a iniziare con questo modulo? Il coraggio di Gautieri è stato premiato: sotto di una rete, fuori uno spento Luci e dentro Jefferson e proprio l’ex Latina ha spaccato la partita in due. Come successe a Galabinov contro il Bologna (LA CLASSIFICA).

C’è da dire che oggi non era facile ottenere i tre punti. La parola “emergenza” sembra essersi attaccata allo spogliatoio del Livorno. Gautieri infatti ha dovuto rinunciare a 4 titolari (Ceccherini, Bernardini, Biagianti e Galabinov) e schierare una formazione azzardata. Difesa inedita con Moscati adattato a terzino e coppia centrale composta da Gonnelli ed Emerson. A centrocampo Luci ha dovuto fare gli straordinari perché come regista basso c’è Mosquera. Senza contare che Djokovic è in debito di ossigeno visto che, squalifiche a parte, non ha mai saltato una partita. Come se non bastasse, a tutto questo va aggiunto un arbitraggio ai limiti dello scandaloso: dopo 40 secondi non ha concesso un rigore sacrosanto per fallo di mano di Ardizzone su cross di Lambrughi e alla mezz’ora ha lasciato correre una trattenuta di Coly su Vantaggiato. Ad essere onesti, anche la Pro Vercelli ha di che recriminare viste che alcune decisioni hanno lasciato più di un dubbio.

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La solita beffa – Come detto, il Livorno riesce nella “straordinaria” impresa di complicarsi la vita da solo. Nella partita contro il Bologna ci hanno pensato Ceccherini e Bernardini a spianare la strada agli avversari. Oggi è stato il turno di Mosquera che ha messo nella propria porta un traversone di Scaglia. Questa, insieme ad un contropiede di Fabiano, resteranno le uniche due azioni pericolose della Pro Vercelli. Il resto è una sinfonia del Livorno. Ecco perché sarebbe stata una beffa assurda non uscire con i tre punti in tasca. Nel primo tempo però c’è da dire che il Livorno è apparso macchinoso. A centrocampo Luci e Mosquera hanno sbagliato troppi passaggi mentre davanti non c’era intesa tra Siligardi, Vantaggiato e Cutolo. Tutti provavano a risolvere la partita per conto proprio.

Il cambio – Sotto di una rete, Gautieri opta per il classico cambio: fuori un centrocampista (Luci nell’occasione) e dentro una punta (Jefferson) con il passaggio al 4-2-4. Ancora una volta questa decisione risulta azzeccata. Prima del gol del pareggio di Vantaggiato, il Livorno ha sbagliato almeno due nitide palle gol. Qualcuno cominciava già a mugugnare, ma fortuna che il “toro di Brindisi” con un colpo di testa ha riportato il match in parità. Non passano neanche dieci minuti che Siligardi (al 78′) con un sinistro deviato da Matute porta i suoi in vantaggio. A quel punto il tecnico si copre: fuori Cutolo per Belingheri.

La sicurezza – Come ciliegina sulla torta, è arrivato il gol di Jefferson. Criticato in più di un’occasione, l’ex Latina si è preso una bella rivincita. La sua rete, festeggiata con uno scatto da centometrista anche da Gautieri, ha di fatto chiuso il match. La Pro Vercelli, dopo aver difeso per oltre 70 minuti, non ne aveva più mentre il Livorno si è limitato a gestire il doppio vantaggio. Al triplice fischio, festa per tutti con la testa che va già alla prossima sfida contro il Frosinone per tentare la caccia alla vetta.

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Il tabellino

Livorno: Mazzoni, Moscati, Gonnelli, Emerson, Lambrughi, Mosquera, Luci (56′ Jefferson), Djokovic, Siligardi, Vantaggiato, Cutolo (80′ Belingheri).  A disp: Coser, Ricci, Gemiti, Rafati, Surraco, Jelenic, Molinelli. All. Gautieri
Pro Vercelli: Russo, Germano, Cosenza, Coly, Scaglia, Emmanuello (45′ Matute), Ardizzone, Scavone, Di Roberto (62′ Statella), Marchi, Fabiano (70′ Belloni). A disp: Anacoura, Ferri, Bani, Castiglia, Gomes, Beretta. All. Scazzola
Arbitro: Ripa di Nocera Inferiore
Rete: 7′ Mosquera (a), 72′ Vantaggiato, 78′ Siligardi, 86′ Jefferson
Note: angoli 5-2 per il Livorno, ammonito Vantaggiato, Ardizzone, Coly, Marchi, recupero 1′ + 3′

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Mazzoni 6: non sappiamo se avesse chiamato palla sull’autogol di Mosquera, nel dubbio lo assolviamo. Mette la mano su un tiro di Fabiano.

Moscati 6: discontinuo e impreciso negli affondi per un tempo, cresce nei secondi 45’.

Gonnelli 6: prova di personalità, impreziosita da un bel recupero su Fabiano.

Emerson 6,5: l’assenza di Bernardini deve averlo responsabilizzato oltremodo. Gioca concentrato, è sempre il primo a far partire l’azione.

Lambrughi 6,5: molto continuo nel proporre l’azione, inizia dopo 45’’ (rigore negato per fallo di mano di Ardizzone) e finisce stremato dopo aver dato il suo contributo alla rimonta (87’ Gemiti sv).

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Luci 5,5: mettiamola così: sono altri minuti messi nelle gambe in attesa di essere al top. Ancora poco reattivo e continuo rispetto al vero Luci (56’ Jefferson 6,5: non c’è Galabinov, e allora dentro il brasiliano di scorta. Bravo ad aprire spazi per i compagni e a dare una mano a Vantaggiato, che lo ringrazia con l’assist per il primo gol stagionale).

Mosquera 6: sfortunato protagonista, mette il piede sulla punizione di Scaglia beffando Mazzoni. Non si abbatte, e tutto sommato gioca un gara ordinata come suo solito.

Djokovic 5,5: va sempre vicino a far la cosa giusta, ma quando arriva lì lì a far gol o al passaggio decisivo sbaglia tempi o modi. Può crescere.

Siligardi 7 (Uomo Partia QuiLivorno): settanta minuti e più di apatia e finte prevedibili, poi dal 72’ al 78’ svolta la partita. Prima l’assist a Vantaggiato, quindi si mette in proprio e segna il gol più bello della giornata. In attesa di una maggiore continuità, i tifosi se lo godono così.

Vantaggiato 6,5: fa la guerra alla difesa piemontese per un tempo. Poi capisce che è meglio rimanere nell’ombra e aspettare il pallone buono, e puntualmente segna il gol numero otto di questo suo sin qui ottimo campionato. Suo anche il cross vincente per Jefferson.

Cutolo 6: dei tre davanti è il meno concreto. Ha all’attivo un tiro a fil di palo, un paio di assist ai compagni ma è bel controllato da Germano (80’ Belingheri sv).

All. Gautieri 6,5: la squadra prova a giocare, ma fa soprattutto confusione. Non era facile riprendere una partita del genere, sotto di una rete contro una Pro Vercelli votata all’ultradifensivismo. Indovina il cambio di jefferson, che emula Galabinov contro il Bologna e dà una grossa mano a concretizzare la rimonta.

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PRO VERCELLI

Russo 5,5: una sola parata, forse calcola male la traiettoria nell’azione del pari amaranto.

Germano 6: bel mastino, tiene a freno la verve di Cutolo.

Cosenza 5,5: qualche sbavatura di troppo nelle occasioni chiave del match.

Coly 6: impeccabile per un tempo, soffre come tutto il reparto dopo l’intervallo.

Scaglia 5,5: calcia la punizione da cui nasce l’autogol, però è troppo tenero su Siligardi nelle occasioni chiave.

Emmanuello 6: un tempo di corsa e pressing prima di uscire (46’ Matute 5,5: si abbassa troppo sulla linea dei difensori, devia in maniera leggera ma decisiva il sinistro di Siligardi).

Ardizzone 5,5: rischia il rigore dopo neanche un minuto, ricorre spesso al fallo. Una diga con qualche crepa.

Scavone 6: sbaglia spesso, ma prova a far gioco con costanza.

Di Roberto 5,5: sulla carta avrebbe potuto creare più pericoli al Livorno, in realtà transita dal Picchi senza lasciare segni tangibili (62’ Statella 5: ci mette buona volontà, ma ne azzecca poche).

Marchi 5,5: paga la tattica rinunciataria di Scazzola, corre a vuoto sui pochi palloni che transitano dalle sua parti.

Fabiano 6: sua la migliore occasione, chiama Mazzoni alla parata. Cala fino alla giusta sostituzione(70’ Belloni 5,5: entra e il Livorno ne segna tre, non è stato un ingresso fortunato).

All. Scazzola 5,5: fortunato a passare in vantaggio dopo sette minuti, commette l’errore di lasciare che la squadra si chiuda troppo in difesa.

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