Livorno-Fiorentina 0-1. Amaranto in B, lacrime e tanto nervosismo in campo. Cosa serve per tornare subito in A?

di Riccardo Campopiano e Simone Panizzi

(come di consueto potete trovare la fotogallery nel link in fondo all’articolo)

La Fiorentina mette definitivamente fine all’avventura del Livorno in serie A (CLASSIFICA). Finalmente, aggiungiamo noi. Adesso anche la matematica condanna gli amaranto al ritorno tra i cadetti dopo solo un anno. Nicola (INTERVISTE) aveva chiesto ai suoi un ultimo sforzo per chiudere dignitosamente la stagione davanti i tifosi, ma così non è stato. Neanche al cospetto di una Fiorentina arrivata a Livorno con le pile molto scariche gli amaranto riescono a interrompere il digiuno di vittorie. Che dura dalla vittoria interna con il Bologna. Potremo stare qui ore a descrivere tutti gli errori commessi in una stagione dove bastava davvero poco per salvarsi, ma onestamente diremo cose che ormai sanno anche i muri.

In un derby che non passerà certamente alla storia per la sua spettacolarità, sono i tifosi (pochi) a dare spettacolo. I gigliati hanno, in più di un’occasione, intonato il classico “serie B, serie B” a cui gli amaranto hanno riposto con “voi siete come la Juve”. Naturalmente era impossibile non fare riferimento a quanto accaduto nel match di andata, così i livornesi: “Oh Rinaudo, spezzagli una gamba”, al quale è seguito “in Brasile con la carrozzina”. Ci piace ricordarla così questa partita, dopo tutto quello che è successo in occasione della finale di coppa Italia. Due tifoserie, sì rivali, ma che hanno “combattuto” solo a colpi di cori.

Quanta noia – Che la partita “importasse” poco in casa Livorno si capisce già dalla lettura della formazioni. Nessun fischio, come invece spesso accade, alla lettura di quella della Fiorentina. Pochi applausi per quella del Livorno. Paradossalmente i maggiori consensi li riscuote Mosquera, schierato titolare per la prima volta. Il cuore caldo del tifo ha preferito restare fuori in segno di protesta.  Le due squadre giocano con una flemma incredibile e la partita ne risente. Fatto sta che per tutto il primo tempo non accade nessuna azione degna di nota. L’unico che sembra crederci ancora è Nicola che urla e sbraita come se il Livorno stesse lottando per lo scudetto. Giusto così, il tecnico ha dimostrato in più di un’occasione che non vuole mai darsi per vinto.

Ripartire – Deve essere questo il diktat che, speriamo, accompagni il Livorno a partire dalla prossima stagione. Con Bandecchi o Spinelli fa poca differenza. Quello che la gente si aspetta di vedere sono giocatori che lottino per la maglia, poi il risultato viene dopo. Gente come Coda, Belfodil, Greco (tanto per fare qualche nome) non è da Livorno. Non è un caso che a fine partita, l’unico che ha avuto il coraggio di andare sotto la curva è stato Rinaudo mentre Emerson in mezzo al campo si è lasciato andare ad un pianto che la dice lunga su quanto ci tenesse a restare in serie A. Nel Livorno che verrà loro ci devono essere insieme ai vari Dionisi, Galabinov e altri che rientreranno alla base. Se guardiamo le squadre che affronteranno la prossima serie B non vediamo grandi corazzate a parte Bologna e Catania. Sperare di tornare in A, con una squadra all’altezza, non è così un’utopia.

Anania 6,5: salva due volte su Cuadrado, è sfortunato sulla respinta.

Ceccherini 5,5: si sbatte, litiga e tiene bene il ruolo, ma sbaglia il fuorigioco sul gol viola (67′ Piccini 6: diciannovesimo gettone, si guadagna il voto con diligenza).

Rinaudo 6: uno di quelli che la gamba e la faccia ce le mette sempre.

Emerson 5,5: incerto su alcuni rinvii, rischia grosso dopo appena 1′. Bucato centralmente nell’azione del gol.

Castellini 5,5: compitino difensivo e niente più (57′ Borja 4,5: mezzora di nulla e un rosso diretto per un’entrata inutile su Aquilani).

Biagianti 6: peccato sia entrato in forma quando ormai la stagione era compromessa.

Duncan 5,5: quantità, ma anche la solita goffaggine col pallone tra i piedi (61′ Benassi 5,5: ingresso che non sposta gli equilibri, prende un giallo che lo esenta dalla trasferta di Parma).

Mosquera 6,5 (Uomo Partita QuiLivorno): per essere la prima da titolare se la cava piuttosto bene, agevolato anche dai ritmi bassi. Sfiora il gol da fuori e conferma la fama di cattivo prendendo un sacrosanto cartellino giallo. Uno dei pochi a strappare qualche applauso (anche ironico) dai tifosi amaranto.

Siligardi 6: l’unico che nel grigiore dell’attacco prova ad indovinare qualche dribbling.
Belfodil 5: la difesa della Fiorentina lo lascia fare, tanto il più delle volte perde palla da solo. Si svegli, perché si fa presto a perdere il treno.

Mesbah 6: affidabile come quasi sempre è stato, unico acquisto azzeccato di gennaio.

All. Nicola 6: di stima, senza Paulinho e Greco e con la retrocessione che bussa alle porte questa partita poteva essere uno psicodramma. Uscita di scena dignitosa di fronte al proprio pubblico.

FIORENTINA

Rosati 6: inoperoso, si riposa dopo il poker preso dal Sassuolo.
Roncaglia 6: piedi ruvidi, ma concede poco.
Rodriguez G. 6: dirige le difesa in un pomeriggio di relativa calma.
Savic 6: nessun svarione, riscatta la figuraccia di martedì scorso.
Vargas 6: un giocatore ritrovato fisicamente, bravo anche a difendere.
Aquilani 5,5: poco concreto, non appoggia a sufficienza la manovra.
Ambrosini 6: una delle partite più semplici che abbia mai giocato nella sua lunghissima carriera.
Borja Valero 6,5: motore della viola, si vede che è cotto ma è comunque l’unico a dirigere l’orchestra (84′ Mati Fernandez sv).
Cuadrado 6,5: segna il gol vittoria, unico o quasi a tirare verso la porta di Anania.
Ilicic 5: opportunità da titolare sprecata, una punizione alta e poco altro (54′ Rossi 6: avvia l’azione del gol, dopo gioca col freno a mano tirato).
Matos 5: sterile, se non ha ancora segnato un gol in A in 23 presenza un motivo ci sarà (46′ Pizarro 6,5: dà quel minimo di brio e vivacità al gioco che mancava nel primo tempo).
All. Montella 6: tre punti col minimo sforzo, la squadra è stanca e lui cerca di gestire le energie.

 

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