Livorno, colpo di scena nella trattativa. Ci sarà una “sfida” pubblica

E' doveroso scegliere una location neutra: la sala stampa dello stadio o una delle sale del Comune

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Colpo di scena. Spinelli ha proposto a Bandecchi e Ranucci, ricordiamo rispettivamente ad e presidente della università Cusano interessata a rilevare il Livorno, un incontro pubblico con la stampa per chiarire i contorni della trattativa. Ancora non è stata fissata la data, né il luogo. Ma ci permettiamo di suggerire una location neutra: per esempio la sala stampa dello stadio o una delle sale del Comune.
“Il gruppo di Bandecchi – dichiara Spinelli – avrebbe anche potuto pagarmi a rate. Ma l’anticipo che aveva offerto non era sufficiente. Ho offerto la vendita del Livorno a 12 milioni di euro: loro si sono presentati con un milione e mezzo cash, mentre io ne avevo chiesti 4 subito e il resto in due anni. Sono pronto a un confronto pubblico con Bandecchi a Livorno alla presenza della stampa”.
UniCusano ha accettato, non senza una vena polemica, diffondendo il seguente comunicato: “Accettiamo volentieri il confronto pubblico proposto dal Presidente Spinelli, ricordandogli che al tavolo delle trattative, martedì 13 maggio, erano seduti avvocati, commercialisti e suoi “amici”, e che una volta usciti dalla riunione lui stesso comunicava alla stampa nazionale che l’operazione era chiusa, a dimostrazione del fatto che l’accordo preso con serietà alle 17.30 andasse bene ad entrambe le parti. Cerchiamo di non scendere nel comico. La nostra liquidità è più che solida, a Spinelli non dispiacerà se decidiamo noi come investirla”.

“I soldi ci sono. Vogliamo concludere” – Nuovo comunicato nel pomeriggio di oggi 15 maggio da parte dell’università Cusano che sta trattando l’acquisto del Livorno e che, ancora una volta, rimescola le carte. UniCusano dice infatti che la notte ha portato consiglio e che sarebbero ancora disposti ad acquistare la società. Ecco il comunicato: “Abbiamo letto con disappunto su diverse testate giornalistiche che la trattativa tra il gruppo Spinelli e l’Università Niccolò Cusano sarebbe saltata, come detto dal presidente Spinelli, per mancanza di liquidità momentanea – scrivono dall’ufficio stampa dell’ateneo romano – Vorremmo precisare che questo non risponde a verità ma è solo l’interpretazione di una nostra scelta industriale, non mancanza di liquidità ma impiego di liquidità in altri modi. D’altronde lungi da noi pensare che se il Gruppo Spinelli avesse voluto 12 milioni cash, e così non è e non è stato, li avrebbe voluti per mancanza di liquidità momentanea. Ricordiamo che l’Unicusano onora con regolarità mensile 600 stipendi e possiamo oltretutto dire senza timore di smentita, che da ieri l’Unicusano sta valutando l’acquisto di un’altra tra 3 società di calcio (in serie A,B, Lega Pro) in base alla migliore possibilità di sviluppo del piano industriale, lo stesso che avremmo portato alla squadra e alla città di Livorno. Concludiamo – chiosano dall’UniCusano –  dicendo che qualora il presidente Spinelli volesse mantenere le conclusioni a cui eravamo giunti martedì 13 maggio alle 17:30 presso i suoi uffici (come da sue dichiarazioni) l’Unicusano sarà lieta di onorare gli impegni presi in quell’occasione. A noi la notte non ha portato consiglio“. 

La giornata di ieri 14 maggio – Sembrava essere in dirittura di arrivo, veramente ad un passo dalla firma. Ieri però , mercoledì 14 maggio, intorno alle 18 la notizia che ha gelato i tifosi amaranto: la trattativa tra Aldo Spinelli e l’Univeristà Cusano di Bandecchi e presieduta da Ranucci è definitivamente saltata. Nell’incontro di ieri tra i legali e i commercialisti per arrivare alla firma conclusiva qualcosa è andato storto. Dal canto suo, Spinelli annuncia che “per ora andiamo avanti in autogestione. Abbiamo le possibilità economiche per farlo. Al momento non ci sono altri acquirenti all’orizzonte”.
E’ stata la stessa Università Niccolò Cusano in un comunicato, inviato solo intorno alle 19, ad annunciare ufficialmente la fumata nera. “L’università Niccolò Cusano – si legge nella nota stampa inviata alle redazioni – comunica che la trattativa per l’acquisto delle quote del Livorno Calcio da parte dell’Ateneo è da ritenersi conclusa negativamente per motivi indipendenti dalla volontà delle parti in causa.  Ringraziamo il presidente Spinelli per le belle parole espresse sino ad oggi su di noi e con la stessa stima gli auguriamo buon lavoro”.
Tutto saltato in aria dunque nonostante che neanche due giorni fa il presidente Spinelli avesse ripetuto alle agenzie di stampa parole incoraggianti sulla chiusura dell’affare. “Mi hanno dato tutte le garanzie che volevo, ora chiudiamo – aveva ripetuto l’imprenditore genovese ai giornalisti – Questi signori sono seri e preparati, faranno il bene del Livorno”.  Parole, soltanto parole vanificate definitivamente ieri pomeriggio dopo l’ultimo incontro tra le parti. Secondo fonti vicine al presidente Spinelli sarebbero mancati soldi liquidi affinché si chiudesse la partita. Il patron amaranto avrebbe voluto sul piatto almeno 4,5 milioni di euro liquidi e il resto anche in un secondo momento. Cosa che, a quanto sembra, non sia andata come nei piani di Spinelli. La strada davanti sembra deserta, e di nomi concreti non sembrano essercene.

Le parole del presidente l’8 maggio. “Ci vogliono 12 milioni di euro in contanti – ha ripetuto Spinelli – Non voglio né assegni né fidejussioni. Servono soldi liquidi, poi si può discutere i tempi”. L’attuale patron amaranto ha le idee ben chiare sul futuro della sua società. “Io posso lasciare a Bandecchi anche tutti i cartellini dei giocatori purché trovino la maniera di darmi la cifra che voglio. A quel punto, e solo a quel punto, si potrà concludere l’affare. Attualmente le percentuali di conclusione della trattativa per me si aggirano al 50 per cento. Mi hanno offerto già diverse squadre come Bologna e Genoa. Ma una cosa è certa: sono stanco e voglio andarmene da questo mondo”.

Il primo incontro fra Bandecchi e Spinelli – Sembrava una fumata bianca l’8 maggio. Sembrava. Con il comunicato diffuso sul sito del Livorno nella serata (“La società As Livorno Calcio comunica che il presidente Spinelli ha avuto un primo incontro esclusivamente conoscitivo ed esplorativo con i rappresentanti del Dott.Bandecchi,  amministratore delegato dell’Università Cusano. Alla fine le parti si sono impegnate a rivedersi per approfondire tutti gli aspetti relativi all’eventuale cessione della società”), in risposta a quello di Bandecchi (“L’università Niccolò Cusano è lieta di comunicare che la trattativa con il presidente Spinelli è al 99% definita. L’1% di margine è da attribuire a tecnicismi che ci auguriamo siano risolti al più presto dai consulenti delle rispettive parti. L’UniCusano ringrazia anticipatamente il presidente Spinelli per l’opportunità che ci ha offerto”), la fumata bianca si è ridimensionata a fumatina grigia. Fatto sta che mai come oggi l’era Spinelli, dopo 15 anni, sembra giunta al termine.
Nell’incontro dell’8 maggio, iniziato alle 11 e terminato alle 17 dell’8 maggio, Bandecchi (amministratore delegato e fondatore dell’università Cusano di Roma e uomo di fiducia di un imprenditore che vive a Roma) e Spinelli hanno raggiunto un pre-accordo sulla base di una cifra che si aggirerebbe intorno ai 15 milioni di euro, cartellini dei giocatori compresi e quindi anche quello di Paulinho. Spinelli avrebbe suggerito a Bandecchi di prendere come direttore sportivo Igor Protti e come allenatore Cristiano Lucarelli.
Il giorno dopo, 9 maggio, l’università Niccolò Cusano, attraverso un comunicato, annuncia che:  “Qualora la trattativa per l’acquisizione del Livorno Calcio andasse a buon fine, sarà il presidente del CdA dell’Ateneo, Dott. Stefano Ranucci, l’uomo designato a ricoprire l’incarico di presidente della prestigiosa società toscana. Il Dott. Ranucci è colui che personalmente sta conducendo, a nome dell’Università Niccolò Cusano, le trattative con il presidente Spinelli”. Ranucci è un vero e proprio uomo di fiducia di Bandecchi. Non a caso ha corso per sindaco nel Mui (Movimento unione italiano, fondato proprio da Bandecchi) per le comunali di Roma.

La volontà della nuova proprietà è quella di rilanciare la squadra affinché il Livorno Calcio e la città, stando a quanto fatto sapere dalla sede universitaria di Roma, diventino gli strumenti per comunicare l’importanza della ricerca scientifica nel nostro Paese. Infine, ieri 14 maggio: trattativa saltata.

 

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