Barontini, trionfo del Venezia. Tempi e classifica

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di Gianni Picchi

Vittoria del Venezia nella 47esima edizione della Coppa Barontini. L’equipaggio biancorosso trionfa sull’Ovosodo. Sul gradino più basso del podio arriva il Pontino. Nei gozzi a quattro vittoria del Salviano sul Borgo Cappuccini e San Jacopo (come di consueto trovate il link alle fotogallery di Simone Lanari in fondo all’articolo e  leggi qui il Memorial Piccini).

Premi Speciali
Gozzi a 4 remi – Timoniere piu’ giovane Federica Benifei ( Labrone)
Vogatore piu’ giovane Davide Merlino ( Pontino)
Vogatore piu’ anziano Massimo Boni ( S. Jacopo)
Timoniere piu’ anziano Claudio Gigliotti ( Salviano)
Gozzi a 10 remi – Vogatore piu’ anziani: Luca lauri ( S. Jacopo)
Timoniere piu’ giovane: Gianpaolo Gianni ( Livorno Sud)
Vogatore piu’ giovane: Antonio Cacciapuoti ( Pontino)
Timoniere piu’ vecchio. Massimo Pessi ( Ovo Sodo)

I team Vincenti
SALVIANO – Timoniere: Claudio Gigliucci Vogatori: Luca Conforti ( detto “chiodo”) Alessandro Canessa, Paolo Cosci, Luca Coisci, All. Paolo Chelli
VENEZIA – Timoniere: Michele Moneta Vogatori: Filippo Mannucci, Alessio Baldacci, Michele Ferretti, Leonardo Giuliani, Baccigalupo Nicola, Francesco meoni, Nico Tallini, Federico Ferroni, Matteo Pedani, Cristiano Novelli ( Di Paco Giacomi, Bedini Nico) All. Pedani

Lo score delle gare

17° Trofeo Edda Fagni Gozzi a 4 remi
1° Salviano 16’59”24
2° Borgo C. 16’45”77
3° San Jacopo 16’59”22
4° Livorno Sud 17’03”12
5° Venezia 17’03”30
6° Pontino 17’25”12
7° Ovo Sodo 17’40”82
8° Labrone 17’48”01

47° Coppa Ilio Barontini Gozzi a 10 remi
1° Venezia 14’41”54
2° Ovo Sodo 14’45”12
3° Pontino 15’05”81
4° Borgo C. 15’05”86
5° Livorno Sud 15’10”42
6° San Jacopo 15’20”75
7° Salviano 15’53”23
8° Labrone 16’02”19

Le spallette potevano chiudere per esaurimento posti. Una gara che da anni non si vedeva per il patos. Ed alle 23 è arrivato il sindaco Filippo Nogarin. Tre punti che fanno riflettere. Negli ultimi anni il pubblico era diminuito, si vedeva solo ed in numero inferiore quando erano in gara i dieci. Le gare di quest’anno, specialmente quella dei dieci, hanno tenuto col fiato sospeso fino all’arrivo del Venezia partito per ultimo. Ed infine il sindaco. Vestito blu con tanto di cravatta su una camicia bianca. Non tanto per la presenza, quanto per il calore del pubblico nei suoi confronti. Tutti quelli sul pratone hanno voluto salutarlo, stringergli la mano e chiedergli di farsi fotografare insieme. E lui non ha detto di no. Poi, quasi timidamente, si è avvicinato nello spazio recintato dello speaker allontanandosi così dalla folla per seguire, con interesse, la gara dei 10. Applaudendo ed incitando i gozzi quando tagliavano il traguardo. Al termine, accompagnato da Massimiliano Talini, e Gino Corradi si è portato nella zona delle premiazioni. “Per chi faccio il tifo? ha detto Nogarin – La stessa domanda me la faccia fra sei anni, allora avrà la risposta”.

La serata è iniziata con la gara dei 4. Ricordiamo che sono gare a cronometro su un percorso di 3200 metri. I primi tre partenti hanno chiuso con tempi leggermente alti, causa le correnti che erano sul percorso che andavano oltre i 17′. Poi Venezia e Livorno Sud poco più di 17’. Restavano tre imbarcazioni e tutte hanno realizzato i 16’. E’ stato il Borgo il primo a toccare quota 16’, poi arrivava il Salviano e realizzava il miglior tempo. Mancava i San Jacopo ma al termine gli restava il terzo gradino.
Una gara, quella del team di Paolo Chelli, dove ha dato 11 secondi di distacco al Borgo e 25 ai biancoverdi del San Jacopo. Una gara dove i quattro ben “timonati” dal timoniere Gigliucci hanno meritato di salire più in alto di tutti sul podio.

Poi l’attenzione si è riversata sui 10. I primi due partenti non offrivano spunti di entusiasmo. L’arrivo del Pontino sembrava che potesse tracciare una riga fra loro e gli altri. Tanto che il tempo ha resistito ed in Cantina c’era già aria di festa.
Poi la partenza di Ovo Sodo e Venezia a chiudere. All’arrivo dei biancogialli del presidente Stefanini la gioia si stemperava. Il tempo faceva pensare che fosse quello vincente ma ancora non aveva tagliato il traguardo il “cavallino rosso” che al termine migliorava di 4” il tempo dell’Ovo Sodo.
La 47° coppa Barontini si è tinta di rosso. Dopo la vittoria nel Risi’atori, una conferma. Il Palio è vicino. Il 6 luglio alla Terrazza Mascagni i presupposti per assistere ad una giornata interessante sono più che giustificati.

Al termine delle premiazioni è stata donata una medaglia d’oro a Mauro Nocchi, la voce che per anni ha caratterizzato la Coppa Barontini. Una voce che va, una voce che resterà nella mente di ogni livornese.
Ed il nuovo? Roberto Cipriani. Dalle ore 20 all’una non ha mai cessato di parlare. Ha evidenziato la tecnica ed i comportamenti dei vari equipaggi. Il suo passato di vogatore, timoniere e di allenatore lo ha certamente, aiutato. Cipriani con il suo tenere alto il tono di voce ha cercato, e ci è riuscito, a tenere vivo l’interesse nel pubblico. Con Mauro Nocchi vi è una generazione di mezzo. Ma a Nocchi va il nostro applauso per ciò che è stato per la Coppa Barontini e non solo.

Ilio Barontini – Nasce a Cecina il 28/9/1890. Operaio tornitore meccanico. A 13 anni già milita nel movimento anarchico di Livorno. Due anni dopo entra al Cantiere Orlando, e si iscrive al Partito Socialista. Dopo poco lo troviamo tra i gruppi organizzati di Ordine Nuovo. Nel ’21 è tra i fondatori del Pci, ed è eletto Consigliere comunale, segretario provinciale del Pci, responsabile della camera del lavoro livornese. E’ il periodo fascista. Nel ’22 subisce i rimi mesi di galera. Fu’ costretto a fuggire all’estero. Lo troviamo in Spagna a combattere la guerra civile, in Etiia a portare avanti un’azione, che aveva il sapore della disperazione, in Urss, dove rea facile il sospetto- lo rese sempre una figura problematica facendo emergere la sua forte personalità. Conosciuto col nome di Dario fu’ comandante partigiano nell’Emilia Romagna. Alla fine della guerra fu’ decorato tanto dall’Unione Sovietica, che dagli Stati Uniti.

Edda Fagni – Laureata in pedagogia, dovente universitaria alla facoltà del Magistero di Firenze. E’ stata attivista sindacale della Cgil scuola e si iscrisse al Pci nel 1972. Assessore al Comune di Livorno per il Pci dal ’75 all’80, prima alla cultura, poi alla pubblica istruzione . Nel 1980 eletta in Consiglio regionale della Toscana nella circoscrizione di Livorno nella lista del Pci, con 5.282 preferenze. Nle 1983 candidata alle Elezioni politiche, e fu’ eletta deputata. Rieletta alla Camera alle elezioni del 1987. Allo scioglimento del Pci scelse di aderire a Rifondazione Comunista, e viene eletta al Senato, 1992 e nel 1994, restando in carica fino alla primavera del ’96. Pochi mesi dopo morì, all’età di 69 anni.

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