Cavallo vince la Coppa del Mare e muore al traguardo. Il veterinario: “Deceduto per un trauma cranico”

A causare la morte dell'animale una frattura alla zampa posteriore destra che lo ha fatto cadere violentemente sul manto verde del Caprilli

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Serata di tristezza e shock per i tantissimi che hanno assistito alla 75esima edizione della Coppa del Mare all’Ippodromo Caprilli. Il cavallo vincitore della gara più importante della stagione, Too Much Trouble, dopo aver tagliato il traguardo in testa alla corsa sui 2250 metri è stramazzato al suolo ed è morto. Il motivo è da attribuire ad una frattura alla zampa posteriore destra che, pochissimi metri dopo il traguardo, lo ha fatto rovinare sull’erba dell’ippodromo battendo violentemente la testa. Per il cavallo, secondo i veterinari accorsi sul terreno di gara, non c’è stato niente da fare: il decesso è sopraggiunto immediato a causa della brutta botta al cranio subita nell’impatto.
Molti gli spettatori domenica 9 agosto al Caprilli (circa settemila in tutto) pochi per fortuna si sono accorti del tragico epilogo della Coppa del Mare.
Too Much Trouble era un baio di nove anni della scuderia romana Fragolinos. Per il fantino Monteriso, fortunatamente, soltanto un brutto spavento e una dura caduta che gli ha provocato delle ecchimosi diffuse.

Il certificato medito del veterinario Duccio Pellegrini 

“In riferimento all’incidente occorso domenica 10 agosto presso l’ippodromo Caprilli di Livorno alla quinta corsa al cavallo Too Much Trouble, maschio baio di anni nove della scuderia Fragolins  si dichiara che il cavallo ha subito una frattura completa della tibia destra subito dopo aver passato il palo dell’arrivo. Nella caduta si e provocato, verosimilmente, un forte trauma cranico che ne causava immediatamente il decesso. Tali incidenti sono estremamente rari, imprevedibili e  spesso  conseguenza dì una precedente frattura parziale a stress,  che può essere anche asintomatica , ma  che indebolendo la struttura ossea e sotto sforzo, specialmente su distanze  lunghe può causare la completa rottura della tibia. Statisticamente è praticamente inesistente la possibilità che un alterazione del terreno di qualsiasi genere causi questo tipo di frattura”.

In fede

Dr. Duccio pellegrini

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