Bacci e Montesano si raccontano: “Atletica, la nostra passione. Ma serve più visibilità”

di GABRIELE PRITONI

Nonostante l’atletica leggera sia molto praticata non gode di buona visibilità: a meno che non si tratti di grandi nomi o di eventi particolari, infatti, nei quotidiani è relegata in miseri trafiletti e in televisione è sostanzialmente ignorata. C’è però chi cerca di reagire a questa situazione, come gli atleti che conosciamo oggi, e che dedicano buona parte del tempo libero proprio per cercare di invertire la tendenza.  Alessandro Bacci dell’Atletica Livorno e Chiara Montesano della Libertas Runners contribuiscono rispettivamente alle parole e alle immagini di atletipercaso.net, un sito di rilevanza nazionale che parla di atletica.

Alessandro, 22 anni, studia scienze motorie a Pisa, Chiara, 19 anni, si iscriverà il prossimo anno a sviluppo economico e cooperazione internazionale a Firenze.

Come vi siete avvicinati all’atletica? Quando?
Chiara. “Ho fatto nuoto da piccola e poi dieci anni fa, dopo una breve esperienza nella ginnastica artistica, grazie ai miei genitori (il padre è maratoneta), ho iniziato a venire al campo scuola”.
Alessandro. “Io ho praticato il basket e nel 2002, anche nel mio caso grazie ai miei genitori (ex atleti), ho cominciato con l’atletica”.

Quali sono le vostre specialità? Quanto vi allenate?
C.” 200m e 400m, mi alleno 5 volte a settimana”.
A. “400m in particolare ma gareggio talvolta anche nei 100m, nei 200m e negli 800m; io faccio 6 allenamenti alla settimana”.

Qual è il vostro livello?
“Ho fatto i minimi per i nazionali solo nelle staffette, a livello individuale non ho mai raggiunto grandi risultati; nonostante questo ho una grande passione per il mio sport”.
A. “I miei tempi sono di buon livello, ho partecipato a diversi campionati nazionali, anche quest’anno: sui 400m sono stato tra la settima e la dodicesima posizione a livello italiano negli anni scorsi”.

Nel vostro futuro sportivo vedete ancora l’atletica?
A. “Certo, lo scopo è continuare e diventare un buon senior”.
C. “Io sarò in difficoltà il prossimo anno con l’università ma vorrei continuare ugualmente, magari allenandomi a Firenze”.

Perché un giovane dovrebbe praticare l’atletica?
A. e C. “Perché è uno sport fantastico, ha un giudice inflessibile (metro o cronometro) ma assolutamente equo e nonostante sia individuale permette di sviluppare grandi rapporti di amicizia”.

Perché pensate sia importante avere buona visibilità? 
A. e C. “Perché la visibilità porta interesse e contribuisce allo sviluppo del movimento e, di conseguenza, sensibilizza anche al miglioramento delle infrastrutture, una cosa di cui a Livorno c’è molto bisogno. E’ poi soddisfazione per gli atleti sapere che le notizie delle proprie gare sono riportate dai mezzi di comunicazione”.

 

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