La Barontini celebra gli eroi della Resistenza

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di Giulia Vicari

A pochi giorni dal 48° appuntamento con la Coppa Barontini al comune di Livorno si è tenuta una cerimonia di commemorazione e riflessione con tema il 70° anniversario della liberazione dell’Italia dal nazifascismo. Dopo gli interventi dei numerosi ospiti intervenuti, c’è stato un omaggio musicale a Garibaldo Benifei da parte delle nipoti e, al termine, il sindaco ha consegnato gli attestati agli eredi delle Medaglie d’Oro della Resistenza Livornesi, ai partigiani, agli eredi di Ilio Barontini, dei sindaci della ricostruzione Furio Diaz e Nicola Badaloni, all’Associazione Partigiani d’Italia e all’associazione Perseguitati Politici italiani antifascisti. “Vogliamo ringraziare tutti coloro dagli anni ’60 portano avanti e mantengono viva la tradizione della Coppa Barontini – annuncia Giovanna Cepparello, presidente del consiglio comunale – li ringrazio in particolare perché sono convinta che abbiano reso autentica e così sentita per il popolo di Livorno una parte importante e fondamentale della memoria storica della nostra città. Per la coppa Barontini infatti l’antifascismo livornese esce dai libri di storia e diventa tradizione, diventa tessuto sociale e cultura popolare. Siamo tutti d’accordo che la memoria storica dovrà essere riservata e coltivata, difesa dalla velocità della vita liquida che tutto macina e cancella, ma nella difesa della memoria si corre sempre un rischio, quello di fermarsi alla mera celebrazione che a volte paradossalmente ottiene l’effetto contrario, di allontanare il passato. Manifestazioni come la coppa Barontini ci garantiscono l’effetto opposto, avvicinano il passato. Oggi in questa sala consiliare rivive il nome di Ilio Barontini ma insieme a questo nome rivivono i nomi di tanti antifascisti livornesi, personaggi che appartengono alla storia della nostra città e che oggi sono chiamati a darci un esempio”.

“Ho l’onore di dare inizio ai lavori di questa giornata che è dedicata al 70° anniversario della liberazione nazionale dal nazifascismo – afferma Mauro Nocchi della segreteria dell’Anpi – e ho l’onore di parlare anche a nome del comitato organizzatore della coppa Barontini che è arrivata alla 48esima edizione. Voglio soprattutto ringraziare, oltre al presidente del consiglio comunale, il consiglio regionale della Toscana che per la prima volta dopo 50 anni ha voluto riconoscere un momento importante della coppa Barontini come avvenimento popolare che riguarda la nostra città. Ringrazio anche l’amministrazione comunale di Livorno che ha accettato di organizzare con noi questo evento. Un saluto particolare ai partigiani presenti, che abbiamo chiamato per evidenziare ancora di più il contributo che hanno dato alla lotta per la libertà del nostro paese, e i famigliari delle medaglie d’oro al valor militare per le gesta da loro compiute durante la resistenza. Credo che sia la prima volta che a Livorno si ricordano le 11 medaglie d’oro della resistenza”.

“È che con emozione che oggi partecipo a questa cerimonia davvero speciale per tante ragioni – spiega il sindaco Filippo Nogarin – la prima è che per la prima volta accogliamo in questa sala come meritano i protagonisti della coppa Barontini che da 48 anni veste i canali medicei e inaugura la stagione estiva nel segno della sana competizione e della tradizione, un evento al quale l’amministrazione comunale non si limita a dare un semplice contributo ma al quale compartecipa attivamente. La Barontini prima ancora che una manifestazione sportiva e uno straordinario appuntamento culturale e un evento identitario per tutta la nostra comunità. Se in molti dei quartieri storici della città esiste ancora un forte senso di appartenenza, il merito ritengo vada riconosciuto alle gare remiere, di cui la coppa Barontini rappresenta una delle più suggestive, un patrimonio prezioso che dunque va conservato e valorizzato e che certamente ha riflessi umani e sociali molto positivi. La seconda ragione è che da sempre la Barontini non è solo una gara remiera, ma anche l’occasione per riflettere sui temi di rilevanza politica, civile e sociale che toccano da vicino la vita di ognuno di noi. Quest’anno il tema naturale di questa riflessione è quello della resistenza nel 70° anniversario della liberazione dell’Italia dal nazifascismo. Questa 48esima edizione della coppa Barontini vuole ricordare tutte quelle donne e tutti quegli uomini che con il coraggio e la forza dei loro ideali, combatterono e sconfissero il fascismo e il nazismo, inaugurando un nuovo corso della storia del nostro paese. Purtroppo poche settimane fa sono venuti a mancare il rabbino Toaff e Garibaldo Benifei, simboli di quella Livorno che non si è mai arresta all’ingiustizia, alla prevaricazione e all’orrore del nazifascismo. Oggi abbiamo il piacere di ospitare tra noi i familiari di Garibaldo, simbolo per tutti noi della resistenza. Infine la terza ragione che rende speciale questa giornata, strettamente legata alle prime due ma forse per me la più significativa, è che in questa sala vediamo stringersi oggi in un comune sentire, da una parte il nostro passato e le nostre radici, e dall’altra il nostro presente con tanti giovani vogatori per mano dei quali saranno consegnati gli attestati agli eroi della nostra storia, quindi passato e futuro si incontrano simbolicamente. A voi ragazzi dico conservate le vostre radici e conservatele come il bene più prezioso, non permettete che il passato del nostro paese venga mai cancellato, siate nel vostro piccolo partigiani del presente. Sono convinto che quello spirito di libertà che ha animato in qualche modo la lotta antifascista riviva anche nelle sensazioni e nelle energie sprigionate nell’esercizio fisico durante le gare remiere”.

“È con grande emozione che come presidente di un piccolo comitato ho ascoltato le belle parole del presidente del consiglio e del sindaco. Il tema della coppa Barontini del 2015 – aggiunge il presidente del comitato della coppa Barontini, Massimiliano Talini – non poteva che essere quello del 70° della liberazione e con questo convincimento abbiamo partecipato ad un bando pubblico del consiglio regionale, presentando un progetto che intende avvicinare il mondo del remo e i suoi giovani vogatori ai valori della liberazione. Il progetto prevede l’iniziativa di oggi e altri due appuntamenti, venerdì sera sul canale di fronte al prato della fortezza nuova, un gara remiera che vedrà protagonisti i più giovani vogatori e uno spettacolo teatrale “Ossessione” interpretato da tanti giovani bravi attori. Sabato sera ci sarà la gara remiera, festa di luci, colori e vero sport con il 18° trofeo intitolato a Edda Fagni a 4 remi e la 48esima edizione della coppa Barontini a 10 remi che abbiamo voluto dedicare ad un grande uomo, un esempio un insegnamento per tutti, a Garibaldo Benifei e alla sua famiglia”.

Interviene poi Mauro Betti, uno dei deportati in Germania dai lager nazisti, che racconta la sua storia: era un ufficiale della marina che credeva nel fascismo, ma dopo la capitolazione dell’Italia venne fatto prigioniero. Riuscì a scappare ed entrò a far parte dei partigiani, venne nuovo rapito e infine fu deportato nei campi di concentramento. Riuscì a tornare a casa solo dopo 6 anni da quando era partito. Infine prende la parola Enrico Mannari, direttore scientifico fondazione memorie cooperative, che avvia una riflessione sul tema “Livorno tra fascismo, guerra e ricostruzione”.

Premiati tra i partigiani presenti o tramite i loro eredi: Mauro Alcobisacci, Giuliano Fiammoni, Pierluigi Falca, Roberto Perez, Ristori Mario, Alberto Vannini, Pannocchia Ubaldini, Osmana Benetti e Giuseppe Fusario. Premiati tra le medaglie d’oro o tramite i loro parenti: Pilo Albertelli, Giotto Ciardi, Paolo Vannucci, Renato Martorelli, Alfredo Sforzini, Rino Pachetti, Ilario Zambelli, Umberto Lusana, Costanzo Ebat, Gian Paolo Gamerra e Rurik Spolidoro. Altri premiati: Ilio Barontini, Furio Diaz, Garibaldo Benifei, Nicola Badaloni, Mauro Betti, l’associazione nazionale partigiani, l’associazione nazionale perseguitati politici antifascisti, l’associazione nazionale ex internati e l’associazione nazionale ex deportati.

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