L’intervista. Simon Botta, il futuro ti attende: “Un onore essere capitano della nazionale”

Il “diamante” annovera tra i suoi titoli ben 5 Mondiali, ottenuti sia nella categoria cadetti che nella categoria juniores

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Iniziano oggi una serie d’interviste fatte ad alcuni sportivi che indossano i colori amaranto della nostra città: gli atleti agonisti racconteranno la propria storia sportiva narrandoci il passato spiegando il presente e sognando il futuro. Sarà quindi dedicato uno spazio al karate, precisamente quello della Wtka (World Traditional Karate Association) a cui la società Sport Combat Club di via Firenze, 128 a Livorno è affiliata.
Tutto questo è stato fortemente volute dal dt del settore karate maestro Daniele Angileri, responsabile della Wtka Karate Italia e presidente del corpo arbitrale mondiale della Wtka International (organizzazione che vanta la presenza in ben 160 nazioni sperse per 5 continenti), per mettere a conoscenza della cittadinanza che nella nostra Livorno sono presenti pluricampioni del mondo e karateka con titoli importanti.

Il primo atleta del quale ci occupiamo è Simon Botta, nato a Livorno il 6 giugno del 1994. Allenatore cintura nera 2° Dan, Simon è studente alla facoltà di lingue all’Università di Pisa. Il “diamante” della Sport Combat Club annovera tra i suoi titoli ben 5 Mondiali, ottenuti sia nella categoria cadetti che nella categoria juniores. Queste sue performance hanno convinto il comitato nazionale Wtka a nominarlo capitano della squadra nazionale.

Quale sensazione si prova a essere il capitano della Nazionale? 
“Sono estremamente onorato di tale responsabilità che compenso partecipando assiduamente alle esperienze dei miei compagni della nazionale, cerco di cedere il più possibile della mia carica ed esperienza agli altri per poter far raggiungere a tutti un livello il più alto livello. Per il futuro spero di poter proseguire con questo incarico”.

Quanti anni è che fai karate?
“Mi ricordo perfettamente quando ho iniziato, era il marzo del 2004, quindi sono 10 anni che pratico il karate”.

Come specialità sei capace sia nel kumite (combattimento) sia nel kata (forme) ma prediligi il kumite, perché?
“Il kata sono le fondamenta del karate, qui le tecniche si imparano, e si mostrano i gara mettendo in evidenza le capacità di movimento, velocità e precisione, però ritengo che le gare siano un po’ monotone anche se per chi lo sa fare veramente bene diventa spettacolare. Nel kumite ogni gara, avversario, ambiente sono sempre diversi quindi devi adattarti continuamente a quelle che sono le situazioni che possono variare anche durante la gara”.

Progetti per il futuro?
“Nel 2013 mi sono diplomato e dovevo studiare anche per l’ammissione all’università pertanto ho dovuto calare l’intensità degli allenamenti vincendo solo gli Italiani, per il 2014 mi sto allenando intensamente per provare a salire nuovamente sul podio mondiale”.

Pensi che ci siano limiti di età per fare karate?
“Assolutamente no. Il karate si può fare sia a livello agonistico che amatoriale, e spesso vediamo molti over 50 che non sdegnano la competizione”.

Ora lasciamo Simon Botta ai suoi allenamenti che, nella Palestra di via Firenze 128, sembrano veramente intensi. Nei prossimi giorni pubblicheremo l’intervista a Cristina Florio neofita del karate e già campionessa.

 

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