Zelig, Bondi torna carico tra old style e filosofia zen

di gniccolini

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Giovanni Bondi a Livorno non ha bisogno di presentazioni. Il maestro dell’ironia e della comicità, già famoso e noto al grande pubblico per le sue apparizioni in tv a Zelig Off grazie al personaggio del “maestro unico” e non solo, torna a calcare il palcoscenico di Zelig Livorno dopo un anno di stop. Una stagione in cui Giovanni si è dedicato al suo lavoro dovendo, a malincuore, scendere dal palcoscenico ma tornando più carico che mai con tante novità da proporre.
“Metterò tutto me stesso in questa nuova stagione di Zelig – commenta Bondi – proponendo i miei, chiamiamoli così, classici come il maestro unico o il sergente ma anche offrendo al pubblico cose nuove e sperimentali. Ho in mente di inserire ancora più musica nei miei momenti sul palcoscenico, utilizzando la mia esperienza di provenienza dal teatro-canzone, e unendo sempre di più la caratterizzazione e i monologhi”.
Un Giovanni Bondi quindi rinnovato in tanti suoi aspetti…
“Ho tanti progetti per quest’anno. A febbraio vorrei tornare ad insegnare teatro con i ragazzi di School of Rock un progetto in partenza e ancora da definire. Ma mi piacerebbe un insegnamento zen: quando l’allievo è pronto appare il maestro. Non voglio un muro divisorio tra alunno e insegnante. Saranno loro a imparare senza che io insegni. Avevo già provato la via dell’insegnamento una decina di anni fa a Pontedera. Ma ora vorrei riaffacciarmi a questo mondo con occhi diversi in cui il maestro trae dall’allievo senza interferire nel suo cammino”.
Dal maestro unico al maestro zen insomma…
“In questo mio percorso ha influito molto anche l’amicizia e la compagnia con la mia canina Maya. Un amore indissolubile, simbiotico, una musa ispiratrice per tutto quello che scrivo e faccio. Perché con una persona ci parli, con un cane ci ragioni”.§
Tornando al palcoscenico oltre a Zelig?
“Con Marco Vicari, il vero Carletto Ancelotti degli autori, stiamo girando la regione con Fratelli Toscani, un progetto che raggruppa tutti i comici del “Granducato”. Stiamo riscuotendo un buon successo proponendo una comicità regionale ma non vernacolare”.
Bondi e l’improvvisazione. Che rapporto c’è?
“Punto molto sull’improvvisazione. E’ una tecnica che mi piace e permette di arrivare al surreale in pochi attimi attraverso giochi di accostamento per fotogrammi. E’ una cosa che amo poter sviluppare anche insieme a quelli che saranno i miei allievi, chiamiamoli così, in futuro”.
Tra i comici dello Zelig Lab di Livorno una menzione speciale va a…?
“Beh a parte ai miei compagni di trio Marmugi e Delfino sicuramente a Andrea Cappellini. E’ un giovane che è cresciuto molto anche perché ascolta molto. Ripongo molta fiducia in lui e non solo rispetto. Perché il rispetto è come l’acqua naturale e si da agli anziani come me (ride ndr) la fiducia è come un bel Brunello di Montalcino”.
A proposito di Marmugi e Delfino, sappiamo che siete di nuovo in pista. E’ così?
“Si, il trio va avanti. Domenica 7 dicembre saremo sul palco del Divo Demi per rilanciare la vita del circolo. I più grandi comici sono nati nei circolini Arci vedi Benigni, Nuti e i Giancattivi. A noi è piaciuta l’idea di rivitalizzare il Divo Demi e abbiamo accettato di fare uno spettacolo. Per chi vuole venire lo show inizia alle 21,30”.

 

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