Vecchioni canta…Vecchioni sognando Ciampi

di gniccolini

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Una sofferenza condivisa, un dolore capito e trasmesso e una stima incredibile per il primo cantautore della storia italiana (clicca in fondo all’articolo per vedere le fotogallery di Alberto Vincenzoni e clicca qui per la video-intervista a Roberto Vecchioni). Sono questi i motivi che legano Roberto Vecchioni a Piero Ciampi ricordato, omaggiato e applaudito nella memoria vivida e presente sul palco dell’ultima serata di Effetto Venezia in una piazza del Luogo Pio gremitissima. Franco Carratori introduce il “professore” della musica italiana in uno scroscio di applausi. Poco prima su quello stesso palco Antonio Maldestro aveva strappato consensi e approvazioni (clicca in fondo per vedere la gallery e clicca qui per leggere l’articolo sulla sua esibizione). Ma la ribalta è tutta per chi da anni sogna e fa sognare con la sua poesia in note. Roberto Vecchioni è un fiume in piena nel ricordare il capostipite di un genere: prima di Paoli, prima di Lauzi prima di tutti. Piero Ciampi è l’incipit da cui partire e carpire. E Vecchioni trasmette tutto il suo amore per un vero e proprio faro spesso troppo incompreso perché “per capirlo bisogna avere cuore ma soprattutto essere intelligenti”, rivela dietro le quinte prima di salire sul palco.
Così su quei legni bagnati dalle luci di scena e accompagnato alla chitarra da Massimo Germini il professore universitario, scrittore e cantautore mette tutta la sua “poesia” ricordando chi era Ciampi e perché sia così importante portarsene un pezzo dentro ognuno di noi.
Poi la parola passa alla musica e sfilano, leggere e piene le sue più belle canzoni. “Luci a San Siro”, “Sogna ragazzo sogna”, “Celia De La Cerna” (dedicata a Che Guevara), “Le lettere d’amore” e ancora testi di Ciampi e cartoline di Tenco.
Un’ora e dieci tra parole e note, musica ed emozioni che Roberto Vecchioni regala a mani aperte ad un pubblico livornese che in quanto tale “non è uguale a nessuno”. E se lo dice il “prof” dobbiamo soltanto crederci.

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