Ugopiadi 2014, ecco i carlini versione horror

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Domenica 5 ottobre si è svolta l’undicesima edizione delle Ugopiadi, le famosissime olimpiadi del cane carlino, il più pazzo e numeroso raduno della razza d’Italia (guarda le foto di Simone Lanari nel link in fondo all’articolo). Circa 200 carlini iscritti da tutta Italia hanno preso parte all’evento organizzato all’agriturismo Ca Lo Spelli (Guasticce). Il tema di quest’anno è stato l’Horror), accensione della torcia olimpica grazie ad un mangiafuoco, 100 mt carlini, 100 mt carlini ostacoli e maratona! L’originalità della giornata ha interessato i media nazionali e internazionali (Mediaset, Repubblica, Corriere della sera, Daily Mail, Vanity Fair, ecc), e la presenza di partecipanti da tutta Italia ha ricadute economiche sul territorio che si scopre e offre al pubblico.

Le origini delle Ugopiadi – Il nome ha origine dal mitico carlino Ugo scomparso nel 2010 (il  cane dell’ideatore Stefano Pampaloni, titolare della webagency Zaki Design, www.zaki.it,). “Trovammo Ugo in un negozio d’animali – spiega Pampaloni – chiuso in una gabbietta, piccolo e indifeso e senza riflettere io e la mia compagna Elisa lo acquistammo. Dopo poche ore scoprimmo: rogna rossa, disturbi comportamentali, inappetenza e soprattutto una grave displasia ad entrambe le anche. Dopo una patetica negazione dell’evidenza il negoziante se ne uscì con “Lo possiamo cambiare…”, mica era un vestito! Non mi soffermo sulla lunga trafila, faticosa e dispendiosa (due operazioni) e la lotta con il commerciante che è terminata con un parziale rimborso delle spese sostenute. Ci tengo invece a sottolineare – continua Pampaloni -un altro scandalo che dopo qualche indagine è emerso. Non ci consegnavano il pedigree (a questo punto non era comunque molto importante), e la cosa ci insospettì non poco. Qualche telefonata e scoprimmo che non veniva da un allevamento italiano, come avevano dichiarato, ma da un paese dell’est!! Proveniva da un allevamento Lager! I commercianti senza scrupoli acquistano cuccioli per pochi euro e li rivendono a migliaia. Arrivano in Italia in pessime condizioni di salute. Le “mamme” sono sfiancate dalle gravidanze, fatte accoppiare con consaguinei, malnutrite e non curate, quanto ai piccoli vengono svezzati prematuramente, non riescono a sviluppare le difese immunitarie, prestissimo spediti e ammassati sui camion peggio che pacchi postali. Impossibile non ammalarsi”.
Oggi Ugo non c’è più, una brutta malattia ha avuto il sopravvento dopo nove anni di vita, ma è stato un cane nonostante tutto, felice.  Visto la comunicazione web è il  mestiere di Pampaloni (web designer a capo della Zaki Design) lo stesso decise di denunciare la cosa con un sito dedicato proprio al suo cane, che in poco tempo è diventato un riferimento per la razza. “Non dobbiamo alimentare questo commercio, non comprateci a scatola chiusa, informativi prima! L’unico modo per far cessare questo brutale commercio- conclude Pampaloni -è non alimentarlo, imparate dai nostri errori”.

Per maggiori informazioni: www.ugopiadi.it, https://www.facebook.com/Ugopiadi

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