Tutto esaurito per “Tutti Esauriti”

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Piazza del Logo Pio dopo lo spettacolo mantiene l’adrenalina dell’evento: gli attori della Mayor Von Frinzius vengono attesi della folla dietro le transenne, ormai sono divi e questa è forse la grande rivoluzione copernicana di questo progetto (foto in pagina di Federico Bernini). Non solo i disabili ma tutti gli attori e registi si godono il meritato trionfo. La folla esplode quando esce l’attore più consumato del gruppo, il bidello Giacomo che come tutte le star non nega il bis e si mette in mezzo alla piazza a ripetere la sua performance:” EH OHH MA COSAA. FAIII?”.
Il pubblico aveva seguito rapito la performance del gruppo, 2500 persone la maggior parte in piedi, che si è goduta l’evento in religioso silenzio. Il tema dello spettacolo, l’esaurimento, è stato toccato dalla Compagnia con stile talvolta futurista, unito, come sempre, alla continua ironia che rende accettabile ed accoglie anche l’inaccettabile.
Gli attori si emozionano non per difficoltà ma per scelta registica che punta a togliere le distanze : questo produce un’ empatia sincronica con il pubblico rara e potente . I testi toccano punti di pietre miliari come Sartre, Deridda e l’immancabile Pasolini, uniti a testi prodotti dai registi Lamberto Giannini e Claudia Mazzeranghi e dalla giovane attrice Linda Petrucci che,sulle note della canzone “Rebel Rebel”, recita insieme a Selene Altini note sull’esaurimento, stato d’animo che ti consuma e ti blocca togliendoti l’aria vitale.
I balli e le coreografie strutturate dalla sapiente mano di Silvia Tampucci si alternano a movimenti pulsionali che aiutano a tirar fuori le emozioni.L’esaurimento, poi, tocca anche la storia, la politica, il femminismo, la pazzia: così la galleria dei personaggi che si alternano sulla scena, diventano una carrellata antropologica completa e preziosa. Dal guru Martina Notari che non trova il suo “dentro” e dal professor Merda interpretato magistralmente da Simone Bellan, si passa al senegalese Charlie che ci dice una cosa semplice ma che colpisce la sensibilità del pubblico: “ In Africa i bambini muoiono, sarò banale, lo so, ma loro muoiono.. se volete faccio il senegalese simpatico ma loro muoiono”; dalle streghe seduttive che evidenziano una terapia cruda e al tempo stesso crudele che mette di fronte ad una spietata realtà si arriva alla magia del teatro che accoglie e riesce a trasformare con ironia, l’inaccettabile in accettabile.
La spiegazione del tutto si riesce a cogliere sul finale nel monologo scritto dal regista Giannini dal titolo “Quel qualcosa che non trovo”: ciò che non è comprensibile genera nell’essere umano angoscia ma spinge anche a cercare dentro di sé un “qualcosa” che in realtà ciascuno di noi spera di non trovare mai.
Straordinaria la scelta di musiche e luci che evocano e rendono magiche le situazioni. La partecipazione del gruppo livornese “One eat One” ha arricchito il tutto, così come la straordinaria estemporanea di Paolo Abrans che contrappone la sua spatola veloce alla grazie della monnalisa down, la dusiana Federica Rossi. Il gruppo dei registi Claudia Mazzeranghi , Aurora Fontanelli , Francesca Vivarelli e Lucia Picchianti coordinati dalla direzione di Lamberto Giannini, ha fatto scelte sapienti e coraggiose: chi ieri ha visto lo spettacolo ha compreso perché la Compagnia abbia vinto premi nazionali ed internazionali, fra cui il premio europeo per l’integrazione, ritirato in Polonia nel 2013.

 

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