La Tosca al Goldoni, stasera il bis. Non mancate

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di Dario Fantozzi

Torna sulla scena del Teatro Goldoni, e con un nuovo allestimento, l’opera Tosca di Giacomo Puccini, titolo conclusivo della stagione lirica 2013-2014 della Fondazione Goldoni: mercoledì 21 e giovedì 22 maggio, alle ore 20.30 il Teatro di Tradizione livornese rende così omaggio alla ricorrenza celebrativa dei 90 anni della scomparsa dell’autore lucchese (1924-2014), grande “compagno di strada” di Pietro Mascagni, e conclude con lo straordinario personaggio di Floria Tosca un ciclo di genere dedicato alla figura femminile nell’opera lirica inaugurato nelle passate stagioni e che ha avuto in questa ulteriori grandi esempi con la Carmen di Bizet, la Santuzza nella Cavalleria mascagnana e le quattro diverse figure di donna nel “Racconti di Hoffmann”. (foto Augusto Bizzi).
“Tosca è la prima grande opera italiana del Novecento – afferma il Direttore artistico Alberto Paloscia – e, nonostante abbia superato da oltre un decennio un secolo di vita e di grande fortuna esecutiva, è un capolavoro estremamente attuale”: questa, infatti, la cifra artistica affidata alla lettura del giovane direttore d’orchestra emergente Matteo Beltrami, affermatosi nelle più prestigiose fondazioni liriche italiane e di un altro giovane talento quale il regista Renato Bonajuto (che al Teatro Goldoni ha già firmato il Rigoletto del 2010). Saranno loro a puntare proprio su una Tosca che farà vivere in modo attuale e con una forte evidenza dal sapore e taglio quasi cinematografico le grandi passioni e tensioni che contrappongono i vari personaggi in una scena. “Tutto questo con un allestimento che ha radici nella tradizione – spiega il Direttore generale della Fondazione Goldoni Marco Bertini – ma ricco di suggestioni, con un cast di spiccate qualità esecutive, a partire dall’Orchestra della Toscana e dal Coro Lirico della Toscana e con un’assoluta fedeltà all’autografo pucciniano”. Ecco che il progetto scene, costumi e luci realizzato dalla Fondazione Teatro Goldoni riprenderà la bella tradizione della scenografica dipinta ottocentesca, recuperando anche alcuni elementi di uno storico allestimento degli anni Settanta e con la collaborazione del Festival Puccini di Torre del Lago. L’interpretazione artistica miscelerà eros e sadismo, passione amorosa e sentimento religioso, libertà delle passioni e prevaricazione del potere politico, incarnato dall’oscuro e perverso personaggio del Barone Scarpia, con alcuni interpreti affermati che hanno mosso i primi passi della loro carriera professionale nel Teatro di Tradizione livornese ed altri elementi più giovani riconfermati dalle esperienze di Ltl Opera Studio e del Cantiere Lirico “Pietro Mascagni e i musicisti del suo tempo” della Fondazione Goldoni. Nel ruolo della protagonista, il soprano genovese Irene Cerboncini, che si è imposta, come interprete verista di grande personalità, in grandi teatri quali Scala di Milano, Carlo Felice di Genova, Regio di Parma, Covent Garden di Londra, e Opéra di Marsiglia; con lei si alternerà il soprano Maria Cioppi, altra importante voce toscana cresciuta all’interno dei nostri teatri e ospite regolare di prestigiose realtà quali il Regio di Parma, il San Carlo di Napoli, l’Arena di Verona ed il Regio di Torino, al suo debutto nel ruolo della ‘diva’ Floria Tosca.
Il ruolo di Cavaradossi sarà condiviso da un giovane tenore in ascesa quale Alberto Profeta, che recentemente ha ottenuto un brillante successo in un’acclamata produzione di Tosca realizzata nel circuito veneto, e da un artista brasiliano di grande talento, Max Jota, una delle ultime scoperte del Cantiere Lirico della Fondazione Goldoni, che in questa stagione è già stato apprezzato dal pubblico in Cavalleria rusticana e nei Racconti di Hoffmann. Altro importante ritorno, nel ruolo del Barone Scarpia, è quello del baritono Giuseppe Altomare, che fu ‘lanciato’ nelle stagioni liriche livornesi degli anni Novanta con una fortunata Lodoletta mascagnana (1994) e che si è imposto sia in Italia che all’estero negli ultimi anni nei maggiori ruoli di baritono verdiano e vilain, a cui subentrerà nella seconda recita il georgiano Mamuka Lomidze, emerso dall’esperienza sempre del Cantiere Lirico. Nei ruoli cosiddetti ‘di fianco’, fondamentali nel melodramma pucciniano, alcuni cantanti, in gran parte toscani, ormai di casa al Goldoni: Alessandro Calamai, Veio Torcigliani, il livornese Michele Pierleoni e il giovanissimo Andrea Schifaudo. Maestro del Coro Marco Bargagna. Da non trascurare il contributo del Coro Voci Bianche della Fondazione Goldoni diretto da Marisol Carballo.

Biglietti ancora disponibili presso il botteghino del Teatro Goldoni (tel.0586 204290) dalle ore 17; prezzi da € 12 a € 25. Tutte le informazioni sull’opera ed il cast su www.goldoniteatro.it

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