Ecco il libro “Noi Cugi”

Mediagallery

di Ilaria Boldrini

“Quando qualcuno scrive un libro a Livorno è come far datteri all’Abetone”. Esordisce con una battuta pungente Giovanni Bondi, conosciuto a Livorno per le sue performance teatrali e televisive, (Zelig Off), alla presentazione del libro “Noi Cugi – Come eravamo a Livorno negli anni Ottanta”. Gli autori, Paolo Morelli e Alessandro Cirinei, sono stati i due protagonisti dell’evento che si è tenuto sabato 24 maggio alle 17.30 alla Libreria Coop, presso il centro Commerciale ‘Fonti del Corallo’. Sembra però che l’idea di questo libro, ai livornesi, sia proprio piaciuta. Erano presenti all’evento molte persone, tra amici, curiosi e appassionati del genere satirico. I due scrittori hanno spiegato come è nata l’idea di realizzare un libro sul ‘cugi’, il significato del termine e, soprattutto, hanno descritto le caratteristiche che definiscono questo tipico personaggio degli anni ’80. “Essere cugi” – ha spiegato Paolo Morelli – “è uno stile di vita, un modo di pensare, un atteggiamento esasperato”.“Il cugi” -prosegue Alessandro Cirinei – “deve eccellere”, il suo scopo primario, infatti, è farsi notare dal gentil sesso. Nello, Yuri ‘la bestia’, il ‘Due novembre’, Zuleika. Questi sono solo alcuni dei personaggi emblematici, (alcuni di essi ispirati a persone realmente esistite), descritti nel libro con precisione quasi morbosa, e sopraffina dovizia di particolari. ‘Noi Cugi’, è una monografia satirico- umoristica, attraversato da sottile spirito nostalgico e caratterizzata talvolta, da un uso del linguaggio un po’ osceno, ‘sboccato’, ma, come hanno affermato gli autori, è un turpiloquio fanciullesco, finalizzato alla risata. La storia del cugi è scandita in quattro capitoli tematici che spiegano, con acuta accuratezza, come eravamo a Livorno negli anni ‘80. Già, come eravamo. Perché, in realtà, questo libro farà riscoprire, ad ogni lettore, quel poco di cugi che è sempre tutt’ora in lui.

Riproduzione riservata ©