Pinocchio di Ugo Chiti al Castello pasquini

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Domenica 29 marzo, alle ore 16,15, arriva nella Tensostruttura di castello Pasquini a Castiglioncello, l’atteso Pinocchio nella riduzione curata da Ugo Chiti dal capolavoro di Carlo Collodi, messo in scena da ARCA AZZURRA TEATRO. Per la Compagnia e il drammaturgo toscano l’appuntamento con Pinocchio era inevitabile e anche se più volte rimandato, ripensato, messo in discussione, l’incontro con il burattino-bambino di Collodi stava lì ad aspettare, forte della comune radice linguistica, del continuo richiamo a quel mondo fantastico legato alla cultura popolare toscana che attraversa il trentennale lavoro di Chiti con la sua Compagnia. Fedelissimo al testo originale, questa versione del Pinocchio, ne svela nuovi significati e trappole simboliche. Scopriamo la storia sempre nuova, dolorosa e lieve, del diventare uomini, piena di insidie, di occasioni, delusioni e scoperte perché quella di Collodi è un’odissea popolare e un manuale di vita. Per il ruolo di Pinocchio, Chiti ha scelto Paolo Cioni, un giovane attore pisano che si è diplomato all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio d’Amico”, protagonista con Claudio Santamaria e Francesco Turbinati del film di di Roan Johnson I primi della lista. “Pinocchio, per quanto mi riguarda,- racconta Ugo Chiti- è un appuntamento continuamente sollecitato e continuamente rimandato (forse sarebbe più onesto dire “pavidamente” allontanato). Un appuntamento continuamente ribadito come obbligatorio e quindi sempre più rifiutato adducendo le infinite ragioni di quanto sia conveniente e saggio tenersi a distanza da Pinocchio. Un appuntamento, diversi anni fa, anche sfiorato (e tradito?) in una sceneggiatura per un insolito film di Francesco Nuti (Occhiopinocchio). Insomma- prosegue Chiti- Pinocchio è una specie di costante da me sempre aggirata con la convinzione, la “balbettante” certezza, che sia materia solo per sulfurei dicitori di percorsi paralleli, ricamatori di sillabari che si possono permettere l’arroganza di un viaggio spericolato attorno all’enigma Pinocchio. Pinocchio personaggio che si muove sulla più insidiosa linearità; l’apparenza di un mondo riconoscibile (contadino e paesano) che occulta labirintiche doppiezze, metafisici riflessi e surreali “casualità” da diventare spesso una trappola letale quando si traduce in termini drammaturgici.… La “casa” di Pinocchio è la lettura. La pagina scritta è l’ideale per restituire appieno le singolari “profilature” di un fantastico quotidiano come le paurose ombre sospese tra sublime banalità e febbrile viaggio iniziatico. Dopo queste ultime riflessioni ho trovato, forse, il piacere per accostarmi all’enigma-Pinocchio con una visione adulta che cerca di ritrovare lo sguardo sorpreso e turbatamente incantato della lettura infantile. Pinocchio, improvvisamente, mi è venuto incontro malmesso e ingrigito, stropicciato e malinconico con lo sguardo già segnato, reduce da chissà quali sevizie dell’età eppure sempre pronto allo sgambetto “sberleffoso” alla risata da “zimbello” di paese … forte del suo legno stagionato ma provato dalle continue trasformazioni”. La visione è consigliata a bambini dai 10 anni in su. A termine merenda offerta dall’agriturismo pane e vino di Gabbro (LI).

Ingresso: Intero 5 euro Ridotto 3 euro (solo per bambini che presentano 10 bottiglie di plastica da riciclare nell’ambito del progetto Il Teatro Rigenera-in collaborazione con rea per la campagna di sensibilizzazione sulla raccolta differenziata rivolta alle famiglie). INFO E PRENOTAZIONI Tel 0586/754202 dal lunedì al venerdì dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 17.30 – sabato dalle 9.30 alle 12.30www.armunia.eu

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