Peruzzi e il Jazz, ne parla il pittore Falchini

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Osvaldo Peruzzi e il Jazz, ne parla il pittore Umberto Falchini. Incontro a cura delle Edizioni Erasmo Livorno, da uno spunto tratto dal libro “Livorno dalla musica americana al Jazz” di Andrea Pellegrini e Mini Maurizio (Ed. Erasmo 2013)

“La musica Jazz mi ha sempre entusiasmato perché mi ha dato elementi particolari per le mie opere…il ritmo e la melodia sono simili alla pittura futurista” (Osvaldo Peruzzi).

Per l’Unesco Jazz Appreciation Month, manifestazione organizzata per il quarto anno consecutivo dal Comitato Unesco Jazz Day Livorno, in collaborazione con il Comune di Livorno e con il patrocinio con la Commissione italiana dell’Unesco, appuntamento con l’Arte e il Jazz: giovedì 16 aprile, alle ore 17.00, nella Sala Conferenze di Fondazione Livorno, piazza Grande, 23, il pittore Umberto Falchini parlerà, illustrando una serie di immagini, di “Osvaldo Peruzzi e il Jazz”; pittore italiano, nato a Milano nel 1907 e morto a Livorno il 30 dicembre del 2004, aderente al futurismo ed esponente dell’aeropittura.

Il tema trattato prende spunto dal libro “Livorno dalla musica americana al Jazz” di Andrea Pellegrini e Mini Maurizio (Ed. Erasmo 2013) e in particolare dal capitolo “Il futurista Osvaldo Peruzzi e la musica proibita dei ‘negri’ ” tratto da un’intervista rilasciata dall’artista alla fine degli anni novanta alla giornalista Silvia Pierini.

L’appuntamento è promosso dalle Edizioni Erasmo di Livorno e dal Comitato Unesco Jazz Day Livorno in collaborazione con la Fondazione Livorno e il Club Unesco Livorno.

Al termine della conferenza, i partecipanti all’incontro potranno visitare la collezione delle opere di Osvaldo Peruzzi della Fondazione Livorno.

 

Osvaldo Peruzzi (Milano 1907 – Livorno 2004) laureato in ingegneria, pittore futurista ed esponente dell’aeropittura, nel 1933 partecipa alle mostre “Omaggio futurista a Umberto Boccioni” (galleria Pesaro di Milano) di Palazzo Ferroni a Firenze, alla prima mostra nazionale d’arte futurista di Roma e a cura di Marinetti, Fillia e Mino Rosso alla mostra nazionale futurista (Bottega d’arte di Livorno). Nel 1934 è presente alla Mostra di Aeropittura futurista in Germania (Amburgo). Dal 1934 al 1943 partecipa alle Biennali di Venezia e Quadriennali di Roma. Nel 1937 partecipa all’Expò di Parigi (Exposition Internationale de Arts et Techniques dans la Vie Moderne). Nel 1981, il critico d’arte Marzio Pinottini curò una personale di Osvaldo Peruzzi a Torino tenutasi alla Galleria Narciso. Nel 2001, ha partecipato all’esposizione retrospettiva “Futurismo 1909 – 1944” a Roma (Palazzo delle Esposizioni di Roma). Ha collaborato a diverse riviste futuriste, tra esse, negli anni trenta a cura di Fillia: “La città nuova” e “Stile futurista”; nel secondo dopoguerra, anni settanta e ottanta con Enzo Benedetto e la rivista “Futurismo Oggi”. Nel 1941, pubblicò il manifesto “Plastica delle essenze individuali”.

Un suo quadro, “Quartetto Jazz” (1972), appare sulla copertina del libro di Andrea Pellegrini e Maurizio Mini “Livorno dalla musica americana al Jazz”, Edizioni Erasmo (Livorno 2013).

 

Umberto Falchini ([email protected]) è nato a Livorno nel 1953, ha frequentato l’Accademia delle Belle Arti di Firenze ed ha viaggiato per studio in varie città europee; da alcuni anni vive e lavora a Rosignano Solvay, sulla costa labronica. Nel 1983, nella sua città natale, esce la sua prima mostra personale con il tema dei “sedianti” presentato dal prof. Michele Feo. Un anno dopo è a Milano, presentato dal critico Nicola Micieli. Ne sono seguite altre personali e collettive in varie città italiane.

Nel 1987 è chiamato a illustrare un volume su scritti inediti petrarcheschi scoperti dal prof. Feo a Gotha in Germania. Nel 1993 il critico Pier Carlo Santini visiona alcune incisioni ad acquaforte e puntasecca, decidendo di inserirle nella 3° Biennale nazionale d’incisione “A. Martini” di Oderzo.

Nel periodo che va dal 1993 al 1995 partecipa ad un ampio programma espositivo, ideato dallo scrittore fiorentino Marcello Vannucci e realizzato nella Galleria “Palazzo Vecchio 2″ in Firenze.

Nel 1997 il critico piemontese Aldo Spinardi ne cura la mostra personale alla Galleria S.Pietro di Asti. Nel corso dell’iniziativa culturale “Sotto i Lecci di Banzi” di Michele Feo, le Edizioni B & V di Pontedera pubblicano nel 2000 una sua opera. Nello stesso anno entra nel movimento pittorico “Arte Sentimentale”, presentato a Firenze in Palazzo Vecchio dal prof. Tommaso Paloscia e dal giornalista Alberto Severi, esponendo in tutte le mostre dove il movimento sarà presente con le proprie opere.

Dal 2000 a oggi tiene anche varie personali in Toscana. Nel giugno 2009, nelle sale delle Scuderie del Museo Ermitage di San Pietroburgo, è presente con un dipinto alla grande mostra dedicata in questa sede all’arte Italiana del XX secolo nella collezione Carlo Pepi.

Della sua attività artistica si sono occupati vari critici d’arte e articoli sulle sue opere sono apparsi in varie testate giornalistiche nazionali.

 

 

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