Pasqui show al Vertigo. L’intervista “semi-seria”

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Sabato 14 marzo alle 21.30 e domenica 15 marzo alle 17 30, il Teatro Vertigo ospita Paola Pasqui con il suo spettacolo di cabaret Settantomidattanto, in cui l’attrice livornese propone i suoi monologhi e i personaggi collaudati insieme ad alcuni pezzi inediti che racconteranno una carrellata di tic, vizi e virtù in cui, come d’abitudine, si mescoleranno riferimenti prosaici e letterari che traggono ispirazione da situazioni comuni e suggestioni auliche.

Cabarettista di lungo corso, vincitrice del Premio Gianni Lenci ai suoi esordi nel 1996 e del Premio A.N.P.I come donna di spettacolo cittadino nel 2006, la comicità della Pasqui affonda solide radici nell’humus labronico senza dimenticare la passione trentennale per lo humour britannico e yiddish. Paola cercherà di sorridere – e farvi sorridere – della schizofrenia della vita quotidiana.  Poiché è quasi impossibile essere comici senza essere nevrotici e ossessivo-compulsivi, molto spesso i suoi monologhi e personaggi più divertenti nascono proprio dalle sue nevrosi. L’appuntamento con la comicità di Paola Pasqui è per sabato 14 marzo alle 21.30 e domenica 15 marzo alle 17.30. Info e prenotazioni 0586.210120

L’intervista semiseria a Paola Pasqui a cura di Sandra Mazzinghi 

Paola Pasqui è un’attrice e cabarettista. E, conoscendola benissimo, purtroppo  per il mio equilibrio psico-fisico (psico perché mi manda fuori di testa,  fisico perché con io e lei di solito pranziamo insieme) l’intervista è molto  molto seriosa e contrita. Non poteva essere altrimenti.
Paola è nata a Livorno meno di cinquant’anni fa, ha un’intelligenza media, ma forse no, diciamo bassa, non essendo una stangona. Ma è una persona che vale la pena conoscere perché dal nostro primo incontro, 8 anni e 5 giorni fa, mi ha  cambiata molto: in peggio.

Pasqui, lo sai che sei fortissima vero?
Sì, lavoravo come buttafuori in Versilia. Ma non amo vantarmi.

Il tuo spettacolo al Vertigo: due parole.
Il titolo intanto è una ‘Settantomidattanto’, che però sarebbero cinque, ma le ho accorpate, spending review.
Cosa sognavi di fare da grande oltre che lavorare all’ufficio Lavori Pubblici del Comune?
L’attrice, la scrittrice e la cantante, più che altro la cantante,  tassativamente di colore, però. Mi è risultato più facile dedicarmi alle prime  due. Ma comunque la vera passione rimangono i materiali bituminosi, argomento principe nel mio ufficio.
La persona che ringrazi Dio, quotidianamente, di non essere?
Ce ne sono diverse, devo dire, ma sceglierò l’onorevole Brunetta.
Ecco, questa è una bacchetta magica: in cosa ti trasformi?
In Barbabella, la Barbapapà che si trucca sempre. Ma apprezzo anche Barbabarba.
La tua ispirazione: davanti al mare o su un sentiero di montagna?
Se intendi la mia ispirazione per suicidarmi senz’altro montagna, un’ispirazione positiva ovviamente e inderogabilmente mare.
L’attore e l’attrice di cui sei segretamente innamorata.
Sono innamorata di Colin Firth, ma non segretamente, in modo plateale. Come  attrice invece il mio mito assoluto è Bette Midler, la adoro, pare uscita da  Piazza Cavallotti con un umorismo yiddish strepitoso.
E quello che ti piace di più in un uomo?
Che non sia l’onorevole Brunetta!
Sai leggere?
Sì, compitando le sillabe.
E quindi qual è ultimo libro che hai letto?
‘I tre matrimoni di Manolita’ di Almudena Grandes.
Sai anche scrivere vero? Fonti sicure ci dicono che hai scritto addirittura  due libri…
Sì, so scrivere fra l’altro anche polisillabi. Ho scritto ‘Ovunque ma non a  Livorno’ e ‘La cittadinanza grata pose’, per le edizioni Erasmo. Sono raccolte  di brani che ho scritto per un giornale, ma siccome si tratta di un vostro  concorrente diretto fingeremo che si tratti della rivista ‘Tutto bitume’, oltre  a monologhi tratti dai miei spettacoli e racconti. Con i guadagni mi ci sono  comprata i sandali con i brillantini. Belli, devo dire.
Palestra o divano?
Divanissimo, e purtroppo si vede.
Giapponese o Mac Donald?
Giapponese fino alla morte.
E invece giapponese o vegano?
Giapponese ma mi piace anche vegano
Come vorresti morire Pasqui?
Ubriaca di mojito al termine di un viaggio bellissimo. Non prima dei 90 anni,  comunque.
Via, ti lascio al tuo ennesimo mojito. Un saluto a Quilivorno: Cosa dici ai  lettori?
Venite a vedere il mio spettacolo o vi risveglierete con l’onorevole  Brunetta. Anche se uomini.

 

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